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Ecco che cosa pensano davvero gli arabi palestinesi


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Deborah Fait
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Il Nobel per Netanyahu, Trump e Bin Zayed 17/08/2020
Il Nobel per Netanyahu, Trump e Bin Zayed
Commento di Deborah Fait

A destra: Mohamed Bin Zayed, Benjamin Netanyahu

Pace è la parola incantata che Israele pronuncia dal 1947, da quando all'ONU le nazioni hanno votato per la sua rinascita. Pace è la parola che i palestinesi e gli altri paesi arabi non hanno mai voluto sentire. Pace è la parola che Arafat diceva piagnucolando per imbrogliare l'occidente mentre pensava solo a guerra e terrorismo. Pace, la parola detta e ridetta tutte le volte che i vari presidenti americani organizzavano incontri internazionali con Israele e i palestinesi, dai quali incontri Arafat regolarmente scappava per lanciare i suoi periodi di terrore con migliaia di morti. L'ultimo, prima della sua miserevole morte, è durato ben 5 anni. Pace è quella cosa che alla fine Israele ha firmato con Giordania ed Egitto e che ha permesso a Israele di avere almeno due confini abbastanza tranquilli. Nel tentativo di raggiungere la pace Israele è stata costretta sempre a subire le decisioni altrui, a concedere territori come se avesse perso le guerre anziché averle vinte. E' sempre stato così e continua ad esserlo e questo fa provare tanta amarezza per le ingiustizie continuamente subite. Le decisioni di Israele di cedere territori importanti per rabbonire i palestinesi dovevano servire ad ottenere finalmente questa benedetta e tanto agognata pace con i nostri implacabili nemici. Territori in cambio di pace, era la formula inutile, loro non si calmavano, volevano di più, sempre di più, volevano e vogliono gli israeliani in mare. Per poter vivere in modo più sereno a Israele serviva lo sguardo meno truce dell'immenso mondo arabo e Benjamin Netanyahu ha lavorato per questo indefessamente, da grande comunicatore quale egli è, da abile politico, rivolgendosi al mondo sunnita nemico, come Israele, dell'Iran e della Turchia, è riuscito finalmente a produrre uno squarcio nel blocco arabo. I sunniti, ogni tanto spostavano la tenda dell'odio per guardare Israele e vedevano un paese moderno, ad altissima tecnologia, un paese che non voleva guerre ma vivere bene per progredire sempre di più, un paese ricco e anche felice nonostante tutto l'odio di cui era circondato.

A forza di sbirciare Israele, alcuni paesi sunniti come l'Arabia Saudita, l'Oman e gli Emirati Arabi hanno pensato "Ma perché no?" Gli affari sono affari e Israele è lì pronto a tendere una mano, a questo bisogna aggiungere la paura della violenza del mondo sciita  Perché no, quindi? Bibi, i suoi ambasciatori e Yossi Cohen, capo del Mossad hanno visitato tutto il mondo sunnita disposto ad incontrarli e hanno fatto un lavoro di diplomazia superlativo che oggi dà i suoi frutti. La sorpresa inaspettata della pace con gli UEA mi porta a fare un ragionamento. Cosa ha fatto sì che Trump, proprio in prossimità delle elezioni americane, si sia giocato il voto degli evangelici e cosa ha portato Bibi, già in difficoltà e abbastanza stremato da settimane di manifestazioni di odio contro di lui , a scontentare la destra israeliana che aspettava di arrivare entro pochi giorni alla sovranità in Giudea e Samaria? La risposta è che il gioco vale la candela e lo vedremo nelle prossime settimane. Netanyahu non ha mai vissuto un periodo di così poca simpatia nei suoi confronti in casa sua, in casa nostra, da "Bibi Melech Israel- Bibi re di Israele" siamo arrivati a "Bibi a casa, tutto fuorchè Bibi" tanto che persino chi lo ha sempre amato e rispettato si era trovato a pensare che forse sarebbe stato meglio cambiare premier. In Israele non esiste il culto della personalità e se uno non va bene allora si cambia e basta e questo era il pensiero di molti qui a casa. Inoltre Bibi è solo nel senso che, anche chi lo vuole premier, non ama Sara e Yair Netanyahu che passano da una gaffe all'altra. Sembra una stupidaggine ma se i familiari di un premier amato trattano con disprezzo il popolo allora è la fine e Sara e Yair fanno esattamente e stupidamente questo. L'antipatia che la gente prova nei loro confronti si riversa alla fine anche contro il premier o, per lo meno, non lo aiutano. Intanto la grande mossa diplomatica di Netanyahu sta portando allegria in Israele, nonostante il coronavirus, la gente è felice della pace con gli UEA, e gli israeliani, da grandi viaggiatori, stanno già incominciando a dire "Il prossimo anno a Dubai".

Sentito con le mie orecchie! Tutti pensano già a quanto costeranno i biglietti e si informano sui posti più belli da visitare in quella parte di mondo che ci era precluso da quasi un secolo. Gli israeliani sono magici. Spero che questa mossa di alta diplomazia che solo Netanyahu e Trump potevano fare, senza nulla togliere agli Emirati e all'Arabia Saudita, calmi un po' i bollenti spiriti di chi urla contro e che le sinistre che tirano le fila delle dimostrazioni la smettano con le loro idiozie. Sappiamo inoltre che altri paesi seguiranno, il Marocco, il Bahrein, il Sudan, persino il Libano si è detto disponibile se riuscirà a disfarsi dei suoi problemi: Hezbollah e Siria. Io sono nulla in confronto ai grandi del mondo ma, dal mio nulla che vale solo perché scrivo, mi sentirei di proporre il Nobel per Netanyahu, Trump e Bin Zayed. Ragazzi, hanno dato il Nobel a un Obama che ha creato solo guerre e disastri in Medio Oriente, hanno dato il Nobel a un Arafat, il peggior assassino di ebrei dopo Hitler. Adesso diano il premio Nobel a chi se lo merita! Trump e Netanyahu stanno cambiando in meglio tutto il Medio Oriente, distrutto da guerre e primavere obamiane. La sovranità su Giudea e Samaria è stata accantonata, non cancellata, arriverà col tempo. Questa è l'unica condizione posta dagli Emirati, ma quando inizieranno i rapporti con Israele forse capiranno. Gli arabi non amano i palestinesi e in questo momento io godo al pensiero che Abu Mazen, Hanan Ashrawi e Saeb Erekat siano talmente incazzati che nuvolette di fumo rabbioso gli escono dal naso e dalle orecchie, il verbo inglese "to fume" rende a perfezione l'idea. Persino la Lega Araba ha rifiutato un incontro chiesto dal vecchio Abu Mazen lasciandolo con tanto di naso e rabbioso come non mai.  Fumino pure di rabbia, con il loro odio e la loro violenza resteranno sempre indietro nella storia. L'unica cosa che sanno fare è distruggere tutto, anche casa loro,  e colpire Israele con i loro missili, ogni giorno, senza sosta. Incapaci di eliminare la violenza dai loro poveri cervelli. Lasciamoli alle loro miserie e all'odio che li divora e godiamoci il momento magico!

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Deborah Fait 
"Gerusalemme, capitale di Israele, unica e indivisibile"


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