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Deborah Fait
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Lettera aperta al sindaco di Firenze Nardella 08/08/2020
Lettera aperta al sindaco di Firenze Nardella
Di Deborah Fait

A destra: Dario Nardella

Caro Sindaco,  
Ho letto con piacere la sua lunga lettera al direttore del Foglio in cui lei tesse le lodi della sua Firenze. Lei ha ragione, Firenze è una delle più belle città del mondo, una città d'arte, una città che oltre ad avere dei giovani attivi che tengono testa al disastro del coronavirus, ha persino Dolce e Gabbana che la scelgono per le loro sfilate. Quale palcoscenico migliore!  E il Maggio Musicale Fiorentino che ha continuato il suo meraviglioso impegno anche durante il lockdown. Bravissimi e coraggiosi! E il memoriale italiano, primo del paese, dedicato ai medici e alle infermiere che hanno perso la vita durante il loro coraggioso lavoro. Commovente! Firenze, la città che ha dato i natali a Dante e Boccaccio, a Brunelleschi, a Cimabue, Leonardo da Vinci poiché Vinci si trova appena fuori Firenze. Al grande Michelangelo. Firenze e i suoi geni dell'arte oltre che della politica! Come dimenticare i Medici che avevano fatto di Firenze la città più civile e pulita di un'Europa invasa dai pidocchi e sprofondata nella sporcizia.  Firenze si ergeva sopra il fango europeo come una perla preziosa. Come non andarne fieri! Io la capisco, caro sindaco e capisco anche l'amore del suo amico Renzi per la vostra stupenda città. Purtroppo questa meraviglia risente della decadenza dei tempi che stiamo vivendo sia in Italia che in Europa dove l'antisemitismo è nato e si è sviluppato. Certo non si può pretendere che le nubi tossiche rispettino i confini e evitino di entrare nella città d'arte per antonomasia perciò anche la meravigliosa Firenze è stata colpita dalla nube tossica dell'antisionismo e la municipalità che lei rappresenta se ne è fatta portavoce quando ha votato una mozione contro Israele. Contro Israele, capisce signor sindaco? Contro un paese amico, contro una democrazia che ha molti rapporti anche culturali con l'Italia. E voi avete votato contro!  Come riporta la nota dell'Associazione Italia Israele di Firenze: "In realtà nella sinistra italiana, compreso il PD, la sola parola "Israele" provoca una reazione di rigetto, a prescindere da qualunque contenuto". Più che rigetto io parlerei di isteria, molti rappresentanti della sinistra quando sentono parlare di Israele incominciano a sudare freddo e ad avere le bave alla bocca e pare che i rappresentanti della sinistra della stupenda Firenze non facciano eccezione. Peccato, una macchia nera, anzi rossa, sulla Galleria degli Uffizi, il Palazzo Vecchio, il Giardino di Boboli e sui tanti monumenti che hanno reso famosa nel mondo la sua città. Con quel voto vergognoso l'avete proprio sporcata e Firenze non lo meritava. Prima di concludere, vorrei ricordarle , caro Sindaco, un altro personaggio che ha reso la città di Dante famosa nel mondo e che a lei forse non piacerà. Parlo della grande Oriana Fallaci, innamorata di Firenze. Scriveva Oriana ne La rabbia e l'Orgoglio: "Firenze brucia e l'ho perdutamente amata" e con indignazione oltre al suo grande dolore descrive "Lo spazio sacro tra il Battistero e la cattedrale" deturpato dai "figli di Allah" e dai loro bisogni corporali. Signor sindaco, come scriveva Oriana, la storia d'arte e civiltà di Firenze è stata distrutta sia fisicamente con i migranti stravaccati sugli scalini delle antiche chiese, gioielli d'arte, che moralmente con il voto contro Israele. E' un gran peccato, signor sindaco, la grandezza di Firenze è proprio finita e la città brucia. Cordialmente

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Deborah Fait 
"Gerusalemme, capitale di Israele, unica e indivisibile"


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