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Deborah Fait
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I due campioni di odio insieme contro Israele 24/07/2020
I due campioni di odio insieme contro Israele
Commento di Deborah Fait

A destra: Luisa Morgantini con Moni Ovadia

Mentre l'islam avanza in Italia e Erdogan trasforma la basilica di Hagia Sophia in moschea invitando persino il Papa attuale, Francesco, a convertirsi all'islam senza provocare la rivolta scandalizzata del Vaticano, due personaggi che non hanno mai nascosto il loro livore per Israele si sono incontrati in Campidoglio non per dimostrare contro il dittatore turco ma contro Israele,  in favore della vergognosa lettera scritta e controfirmata da alcuni ebrei milanesi https://www.mosaico-cem.it/cultura-e-societa/opinioni/contro-lannessione-una-voce-ebraica-italiana-una-protesta-globale  quindi contro il piano di allargare la legittima sovranità di Israele a parte di Giudea e Samaria. Mi riferisco a Luisa Morgantini e Moni Ovadia, i due campioni di odio, quelli che non si lasciano scappare nessuna occasione per diffamare Israele. Ovadia, sorridente e soddisfatto col suo solito copricapo similislamico sulla testa, aveva tra le mani un cartello con la scritta "Palestinian Lives matter" e sotto la dicitura:  AssoPace Palestina. Accanto a lui la Morgantini. Il 27 giugno Ovadia in nome di "Giustizia e libertà per la Palestina" aveva organizzato una mobilitazione generale dal titolo NO ANNESSIONE – NO APARTHEID – STOP OCCUPAZIONE per il riconoscimento dello stato di Palestina. Chi ha stomaco forte e Maalox a portata di mano lo ascolti: https://drive.google.com/file/d/1SuTcMUkAiKXHestYKRqnOfGgJhg83hRY/view?fbclid=IwAR04Fg9-IWKSbO5kW9_sDaYLMOVa9I8PJBVLaQgRgltn5kfRpqNSXfCSHGs

Non mi è giunta notizia di come sia andata la manifestazione, posso quindi supporre si sia trattato di un flop miserevole come coloro che lo avevano organizzato.  Finchè era vivo Arafat la Morgantini era il suo alter ego italiano, il suo odio contro Israele non aveva confini, si è battuta con tutte le sue forze per la liberazione di Marwan Barghouti, condannato a 5 ergastoli per terrorismo, ex capo dei Tanzim,  la banda armata che durante la seconda intifada aveva fatto stragi di civili in Israele. In quegli anni La Morgantini fu espulsa da Israele per le sue attività contro lo stato, era stata fotografata mentre lanciava pietre contro i nostri soldati. Moni Ovadia è conosciuto da tutti come uno dei peggiori odiatori di Israele, espulso dalla comunità ebraica di Milano dopo aver espresso per la milionesima volta il suo livore contro il libero e democratico stato di Israele equiparandolo al regime di apartheid sudafricano.  L'Ovadia pensiero è facile da capire: i palestinesi sono vittime ed è sacrosanto il loro "martirio" quando si fanno esplodere in mezzo ai civili israeliani. La terra di Israele è dei palestinesi e si chiama Palestina e gli ebrei se la sono annessa pezzo dopo pezzo cacciandone i legittimi abitanti. Gli israeliani sono paragonabili ai nazisti.

Questo pensa, questo proclama da anni e il danno che fa, dichiarandosi anche ebreo,  è immenso. Se un ebreo viene apprezzato da chi è nostro nemico allora significa che qualcosa non va per il verso giusto e qui potrei allungare la lista, da Ovadia a Gad Lerner, a Amira Hass, Gideon Levi, Ilan Pappe, Noam Chomsky e purtroppo parecchi altri. Le attività antisioniste-antisemite di questi personaggi sono paragonabili alla peggiore in assoluto, Samantha Comizzoli (Israele il cancro) e, come ricordava qualcuno, alle famigerate Donne in nero che tanto fiele ci fecero ingoiare alcuni anni fa.    Bene, questi due personaggi così negativi e anche pericolosi per la propaganda contro Israele che amano diffondere, ascoltati e seguiti fedelmente da chi non ha la facoltà di discernere e da chi non conosce la storia che loro sono così bravi a insudiciare e mistificare senza vacillare, senza un rigurgito di coscienza.  Gli ebrei che hanno scritto quella orrenda lettera e coloro che l'hanno appoggiata e firmata saranno contenti del risultato ottenuto, l'ammirazione dei due peggiori odiatori di Israele. Complimenti vivissimi!    

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Deborah Fait 
"Gerusalemme, capitale di Israele, unica e indivisibile"


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