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Deborah Fait
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Il ministro Speranza e il suo amico Ibrahim Faltas 09/05/2020
Il ministro Speranza e il suo amico Ibrahim Faltas
Commento di Deborah Fait

A destra: Ibrahim Faltas

Il ministro della salute, Roberto Speranza, racconta, sul Venerdì di Repubblica, del suo attaccamento a Gerusalemme e della sua amicizia per Padre Faltas che celebrò addirittura le sue nozze. Penso sia giusto rinfrescare la memoria sulla figura del francescano padre Ibahim Faltas della cui amicizia, personalmente, non mi sentirei fiera. Correva l'anno 2002 quando 240 terroristi di Hamas entrarono, sparando,  a Betlemme. L'esercito israeliano che li inseguiva a causa dei crimini commessi, si blocco' di fronte alla Basilica ma loro, i terroristi, sfondarono le porte e da quel momento ebbe inizio lo scempio e la profanazione della chiesa sacra a tutto il mondo cristiano, essendo, secondo la leggenda, costruita sul luogo dove nacque Gesù. Nel 2000 Arafat, il terrorista più malefico e putrido nei secoli dei secoli, fece scoppiare la più spietata e snaturata guerra contro Israele, gli israeliani venivano ammazzati, smembrati, e, nello stesso tempo, erano condannati senza pietà dall'opinione pubblica e dalla politica internazionale filoaraba. Avevamo dunque, come sempre accade e grazie alla propaganda araba cui l'occidente credeva e continua ancora oggi a credere senza esitazione,  il danno, la beffa e la demonizzazione. Quando i terroristi entrarono nella Basilica, la distrussero letteralmente, la chiesa fu dissacrata fino all'inverosimile ma la cosa più scandalosa fu la reazione dei frati francescani e del mondo intero. Veniamo, dunque,  a Padre Ibrahim Faltas, il frate che fu anche parroco di Gerusalemme, presentato da Franco Di Mare come "mediatore" durante la 2 intifada.

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Roberto Speranza

Mediatore?? Durante l'assedio di Hamas alla Basilica della Natività questo frate, davanti alle tv di tutto il mondo, mentre i palestinesi distruggevano e dissacravano la Basilica, quasi piangeva accusando l'esercito israeliano, che se ne stava fermo e in attesa, di tenere sotto assedio la Basilica mentre al suo interno le persone, quei poveri, poveri terroristi,  morivano di fame e di sete. Altro che morire di fame e di sete, quando finalmente i criminali di Hamas uscirono, quello che i frati trovarono fu lo scempio totale, tutto era stato distrutto, il cibo non mangiato e marcito perchè troppo (fornito da Tzahal tra l'altro) spalmato per terra, bottiglie d'acqua vuote o piene gettate da tutte le parti e i bisogni corporali dei terroristi nelle acquasantiere, tutto il resto spaccato a colpi di fucile.  Quando i delinquenti furono arrestati da Zahal, ecco che incominciarono a circolare le menzogne più incredibili. Marc Innaro dichiarò che un sacerdote non ben precisato fu ucciso sull'altare dai cecchini israeliani. Il fatto fu subito smentito dal Nunzio Apostolico ma Innaro si dimenticò di chiedere scusa a Israele e ai telespettatori che aveva preso in giro. Zahal non sparò mai un solo colpo. Le invenzioni e oscenità  furono diffuse anche da padre Faltas che, per un lungo periodo,  passò il suo tempo a fare propaganda contro Israele, divenne un frate superstar e  naturalmente fu subito invitato in Italia, il paese che all'epoca, più di tutti odiava Israele, dove, insieme  Manuela Dviri,  seminò tanto di quell'odio contro lo stato ebraico da far paura, un odio che portò l'Europa a guardare addirittura con simpatia quegli assassini, quasi sempre arabi,  che ammazzavano ebrei in Francia, Olanda, Danimarca, Germania . Gli anni dal 2000 al 2005 furono spaventosi, il terrorismo impazzava in Israele, si saltava per aria praticamente ogni giorno, il terrore correva, da Israele, all'Europa, alle Torri Gemelle, poi finalmente la morte provvidenziale di Arafat, il mostro maledetto, e la costruzione della barriera salvavita diedero un po' di pace a Israele. Informazionecorretta pubblicò nel 2004 un'intervista fatta da Manuela Dviri a padre Faltas dove si può capire molto bene il pensiero politico del religioso e il suo amore per Arafat. http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=51&sez=120&id=12353

Ognuno è padrone di avere le amicizie che desidera ma quando un ministro del governo dichiara pubblicamente di apprezzare chi non è propriamente amico di Israele e della sua democrazia non possiamo meravigliarci dell'atteggiamento dell'Italia quando deve prendere alcune decisioni a livello internazionale. A Roberto Speranza piace Gerusalemme? Lo sa che è la capitale di Israele?  Sento spesso alcuni personaggi esprimere ammirazione e simpatia per Gerusalemme e anche per Israele, per quanto possa sembrare strano. Alla fine, però, quando è il momento di difendere questo paese dalle menzogne dei media o di scandalizzarsi e protestare per il furto della millenaria storia ebraica da parte degli arabi e dell'Unesco, allora tutti zitti. La vigliaccheria e la mediocrità in cui sguazza il mondo prevalgono sempre sulla giustizia e sulla verità.  

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"

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