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Viaggio alla scoperta del Kotel (Muro occidentale) a Gerusalemme (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


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Deborah Fait
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72 anni e non sentirli 30/04/2020
72 anni e non sentirli
Commento di Deborah Fait

A destra: Yom Haazmaut, buon compleanno Israele! (in alto, Tel Aviv; in basso, Gerusalemme)

Come ho scritto varie volte questo è un periodo speciale del calendario israeliano. Quando nel 1951 il governo decise di inserire, tra le date da commemorare, il Giorno del Ricordo dei nostri caduti nelle guerre e delle vittime di terrorismo, ha pensato di metterlo a completamento dei giorni della gioia e del dolore che hanno inizio a Pesach, festa della libertà, per continuare con il dolore sordo e oscuro del Giorno della Memoria, Yom haShoah.  Solo una settimana dopo la straziante sirena che ci riporta con la mente e il cuore ai crematori, la disperazione riesce addirittura ad ingigantirsi nel ricordo dei nostri ragazzi e ragazze, padri, madri, fratelli, figli e figlie ammazzati in terra di Israele nelle tante guerre e dal terrorismo arabo palestinese che vorrebbe risolvere il problema ebraico come fece il nazismo in Europa, ammazzando gli ebrei. L'aver inserito il giorno del lutto nazionale non a caso nel calendario, ma esattamente 24 ore prima la Festa delle Feste, Yom haAzmaut, il giorno dell'Indipendenza, è stata una scelta tragicamente giusta perchè grazie a loro, grazie ai nostri soldati possiamo godere, vivere e far fiorire l'unico paese ebraico dopo 2000 anni di diaspora e di persecuzioni. Dopo il lutto e di lacrime, mentre le sirene  fermano la vita del paese per due volte,  Israele finalmente  esplode in una gioia incontenibile.   A Gerusalemme, dopo aver lasciato il Kotel e il ricordo per ognuno dei nostri 23.816 fratelli e sorelle, la cerimonia continua al Memorial di Theodor Herzl dove dodici israeliani, ebrei, arabi, drusi, in ricordo delle 12 tribù di Israele,  accendono 12 bracieri pronunciando le parole fatidiche "Per lo splendore di Israele. Le Tif'eret Medinat Israel". E poi balli e canti, bandiere e tanto amore e orgoglio per questo paese meraviglioso dove il coraggio e l'amore per la vita si mescolano al dolore della morte per rinascere sempre nella speranza del domani.     Quest'anno, in tempi di coronavirus,  le cose sono andate un po' diversamente, tutte le cerimonie si sono svolte senza pubblico ma con l'emozione di sempre. Gli aerei dell'aeronautica di Israele hanno sorvolato tutti gli ospedali del paese in onore dei contagiati dal virus e di tutto il personale medico e paramedico che lavora senza sosta per contenere questa maledizione pandemica. Naturalmente, siccome non esiste un paradiso in terra, anche Israele ha le sue vergogne. Esiste un gruppo di famiglie che hanno avuto i figli ammazzati dai terroristi arabi che commemorano i loro morti insieme alle famiglie arabe dei terroristi. Questi israeliani, naturalmente di sinistra, naturalmente sedicenti pacifisti,  vilipendono la memoria dei loro stessi figli e l'onore di Israele sporcandosi con il sangue degli assassini. Naturalmente dietro a questi imbecilli sognatori c'è l'Europa che organizza e paga ogni anno questa porcheria. Yair Netanyahu, il figlio del premier,  ha scritto un tweet all'organizzazione europea coinvolta, @EUinIsrael : " Shame on you for financing a disgrace in the holiest day of the Israeli calendar! We have one day in a year to remember our fallen soldiers! And you destroy it with a ״memorial״ to Palestinian terrorists! EU is an enemy of Israel, and an enemy to all European Christian countries! Schengen zone is dead and soon your evil globalist organization will be too, and Europe will return to be free, democratic and Christian!" (Vergognatevi di finanziare questa disgrazia nel giorno più santo del calendario di Israele! Noi abbiamo un giorno all'anno per ricordare i nostri caduti e voi lo distruggete organizzandone uno per i terroristi palestinesi! La UE è nemica di Israele e delle nazioni europee e cristiane. Schengen è morto e presto morirà anche la vostra organizzazione di odio e l'Europa sarà di nuovo libera, democratica e cristiana) In passato il figlio maggiore di Bibi Netanyahu ha fatto delle stupidaggini ed è stato molto criticato per alcuni suoi atteggiamenti da bambino viziato ma per questo suo furioso tweet contro la UE posso solo dire "Chapeau, Yair, Kol ha Kavod (in ebraico per ‘tutto l’onore’)!" Israele ha 72 anni, non li dimostra, nemmeno il coronavirus è riuscito ad abbattere la sua voglia di vivere, il suo vibrante ottimismo, la solidarietà e l'amore del suo popolo. Auguri Israele e, come cantavano ieri sera a Gerusalemme "Chai,Chai, Chai,  am Israel Chai…Il popolo di Israele vive"  

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"

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