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Deborah Fait
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Il monologo di Rula Jebreal, racconto vero o di fantasia? 15/02/2020
Il monologo di Rula Jebreal, racconto vero o di fantasia?
Commento di Deborah Fait

A destra: Rula Jebreal

Gentile Rula,
ho avuto l'occasione di guardare su YT il suo monologo da Sanremo, monologo sul femminicidio che, con il racconto della sua personale tragedia, ha commosso tutta l'Italia, me compresa. Credo non esista niente di peggio per una bambina di sapere del suicidio della propria madre dopo uno o più stupri e violenze subiti dal marito o di qualsiasi altro uomo. Purtroppo il tema del femminicidio è attualissimo e sconvolgente e lei lo ha raccontato con una drammaticità che solamente chi lo avesse, in qualche modo, vissuto poteva fare. Poi, colpo di scena! Alcuni giorni fa mi è capitato di leggere un articolo di Gianluca Baldini, giornalista de La Verità, in cui racconta tutt'altra storia basandosi su alcune interviste da lei rilasciate alcuni anni fa e sono rimasta spiacevolmente sorpresa dalla differenza sostanziale dei racconti. Dal palco dell'Ariston lei ha parlato con rabbia di un padre mostro e stupratore responsabile del suicidio col fuoco di sua madre, vittima della sua crudeltà mentre nell'intervista di cui allego il link suo padre risultava essere una persona brava e paziente che ha dovuto sopportare e difendersi da una moglie alcolizzata che frequentava altri uomini. https://web.archive.org/web/20181118130439/https://www.interviewmagazine.com/culture/rula-jebreal

Lei lo dice chiaramente con queste parole estrapolate dalla lunga intervista rilasciata a Peter M.Brandt che non risulta essere mai stata contestata da lei: "The fact that he loved my mother without judging her . . . What happened to him was even worse than what happened to me as her daughter. She was his wife, but she was promiscuous. She drank alcohol. She insulted him. She insulted all of us. But he loved her. Despite it all, he tried to help her right up until she died. He thought that he could save her—and I understood that. But he couldn’t. At least he gave her the gift of a family." Da tutta l'intervista si evince che sua madre era si una vittima ma di se stessa e che suo padre e voi figli eravate alla sua mercè. Sua madre, ubriaca, insultava lui e insultava voi figli, sono le sue parole, Rula, e a questo punto le cose sono due, e non si scappa, lei ha forse avuto troppa fantasia la prima o la seconda volta? Nel 2011 suo padre era un santo, possibile che nel 2020 sia diventato un mostro? Non posso credere che una persona arrivi a inventare cose così gravi solo per farsi pubblicità, commuovendo il pubblico, né che possa incolpare un padre che amava e che, secondo quanto affermato da lei alcuni anni fa, era una persona gentile, di essere un mostro. Forse sarebbe stato meglio, e sicuramente più etico, parlare di violenza sulle donne senza tirare in ballo la famiglia che, comunque, è sacra e va sempre difesa. Di esempi di violenza e stupri ne avrebbe avuti a volontà. Non le pare? Parlare di fatti personali è controproducente e pericoloso perché può esserci sempre qualcuno al varco pronto a contestarli, negarli o descriverli da un altro punto di vista facendo fare a chi li racconta una figura barbina. Meglio attenersi sempre a fatti generalizzati, mi creda, cercare lo scoop è molto rischioso. Penso, cara Rula, che, per poter essere credibile in futuro, lei dovrebbe chiarire gli avvenimenti accaduti e raccontare, se vuole, finalmente la verità. Shalom.

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"

LA VERA STORIA DI RULA JEBREAL
Di Gianluca Baldini
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Gianluca Baldini

«Rula Jebreal sul palco di Sanremo ha raccontato di sua madre, morta suicida dopo anni di soprusi subiti dal padre. Bene, in questa intervista recuperata dal webarchive raccontava una storia profondamente diversa, dipingendo il padre come un santo che aveva subito le follie di una madre alcolizzata e promiscua e che aveva cercato in ogni modo di salvarla nonostante le sofferenze arrecate e le corna. Il discorso di Rula è stato scritto da Selvaggia Lucarelli (evidentemente Rula non era in grado di scriverlo da sola), ma l’ha letto lei, avallando quella versione ritoccata. Raccontando che il padre era uno stupratore e la madre una vittima. Quale sia la verità lo sa solo lei, ma questo interessante aneddoto mette in evidenza l’ipocrisia, la falsità e l’opportunismo di questa donna, che infanga la memoria dei suoi cari per fare spettacolo. Quando ho pubblicato la foto della Jebreal con Weinstein qualcuno tra i miei contatti si era risentito. Così ho dovuto spiegare che lei è una cara amica di Weinstein, che fu produttore del suo film e amico intimo dell’ex di Rula, nonché regista del medesimo film Julian Schnabel. A casa di Schnabel si tenevano i festini in cui Weinstein incontrava le sue vittime (questo sostengono un certo numero di accusatrici) e in quella casa Rula ci ha vissuto per anni. Sarà per questo che nel pieno dello scandalo #metoo si è tenuta a debita distanza dal dibattito social. C’è altro da aggiungere?»

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