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Deborah Fait
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Rai3 e Erasmus uniti nella propaganda contro Israele 19/10/2019

Rai3 e Erasmus uniti nella propaganda contro Israele
Commento di Deborah Fait

 https://www.raiplay.it/video/2019/10/Doc-3---Diari-di-Gaza-913e4f6d-719f-4cfc-b8e4-d7648cfcdbb1.html  

a cura di Chiara Avesani e Matteo Delbò.

Indegno, indecente, da denuncia! Questo è stato ieri sera alle ore 23,15 il servizio di Rai 3 intitolato "I diari di Gaza". Il peggior documentario degli ultimi anni, anzi non si può nemmeno onorare quella schifezza con l'appellativo di -documentario-. E' stato semplicemente un'accozzaglia propagandistica degna di Hamas, un programma pieno di odio e di menzogne, di cose inventate, di vittimismo spicciolo e buonismo talmente ipocrita da far venire la pelle d'oca per lo sdegno.

Cosa può avere in mente un ragazzo italiano per decidere di andare a fare l'Erasmus nell'unica università di Gaza per imparare dagli esimi professoroni che vi operano a trattare i buchi delle pallottole… naturalmente pallottole dei perfidi israeliani?
Non voglio pensare che l'Università italiana sia così malridotta da costringere i giovani ad andare a studiare non nel terzo ma nel quarto, forse anche quinto mondo, in un'università che è quasi sempre chiusa per permettere ai suoi studenti di andare a occuparsi di terrorismo, l'unico lavoro redditizio da quelle parti.
Ogni ferito ha un prezzo, un morto poi non ne parliamo e se il morto ha fatto anche dei morti israeliani, oltre che diventare eroe e martire, ha sistemato la famiglia per sempre.

Risultati immagini per eramus

ERASMUS alleato con Gaza, c'è poco da festeggiare!

La storia racconta di Riccardo, 24 anni, iscritto all’ultimo anno di medicina dell’università di Siena e probabilmente contagiato dalla propaganda arabo palestinese, che decide di andare a studiare a Gaza con il progetto Erasmus.
E' talmente compreso nella parte del prode Anselmo, crociato partito per redimere la Palestina, da tenere in camera sua un enorme poster che ricorda quell'altro prode, Vittorio Arrigoni, tanto innamorato dei palestinisti da accettare di farsi garrotare fino alla morte pur di farli contenti. Lo hanno trovato con il filo di ferro intorno al collo e il volto tumefatto dai pugni e dalle torture. Ma si sa quei poveretti di Gaza vivono in una prigione a cielo aperto, come ripete tristemente il nostro Riccardo, perciò in qualche modo devono sfogarsi e divertirsi.
Il giovane parla con affetto e ammirazione delle migliaia di ragazzi che ogni venerdì vanno a riempirsi i polmoni di fumo nero di pneumatici e a tirar bombe a mano, pietre e tutto il loro odio contro gli israeliani al di là della rete di confine. "Ecco, dice Riccardo, sono partiti dei missili e adesso di sicuro Israele risponderà con le bombe".
Già… già, Riccardo, Israele è così cattivo che arriva a difendersi, pensa un po'. Quello che si vede nella scena seguente è patetica, il nostro prode che, quasi piangendo e tappandosi le orecchie con le dita per non sentire le bombe, cammina su e giù per le scale terrorizzato. "Io posso andare via di qua, dice ansimando, ma i miei amici no perché hanno il passaporto sbagliato, sono come in una prigione a cielo aperto".
E rieccoci, queste parole mi mancavano, non so se Riccardo è ancora là, probabilmente si, ma vorrei dirgli che i suoi amici non hanno il passaporto sbagliato ma l'anima sbagliata, il cervello sbagliato. Un'intera popolazione non può vivere nell'odio e crogiolarsene per decenni, senza fare altro al mondo che pensare come ammazzare l'odiato ebreo. Insomma un insieme dei peggiori stereotipi della propaganda antisemita organizzata da Telekabul, mai cambiata negli anni. La Rai non demorde, è televisione pubblica, con tanto di canone, e usa i soldi degli utenti per fare sporca propaganda filo terrorista e antisemita diffondendo a piene mani odio contro Israele.
Questa volta i dirigenti Rai si sono avvalsi della complicità del Progetto Erasmus il cui scopo dovrebbe essere "formare, educare e istruire la gioventù". Mandare dei ragazzi in mezzo alla barbarie palestinese di Gaza fa parte di questo programma? Insegnar loro a odiare un paese che si difende, come Israele, da un terrorismo feroce significa educare e istruire? Fare in modo che, attraverso le bugie più indegne e il buonismo più stomachevole, considerino eroi e martiri degli assassini il cui unico sogno nella vita è ammazzare gli ebrei?
Mi auguro che i nostri lettori guardino questo orrendo servizio della TV pubblica che sono anche costretti a pagare, e scrivano ai dirigenti Rai il proprio sdegno. E' l'unica arma che abbiamo, la tastiera del computer, usiamola!
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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"

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