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Deborah Fait
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Al governo il farabuttismo 07/09/2019

Al governo il farabuttismo
Commento di Deborah Fait

Il teatrino ignobile che ha preceduto la formazione di questo nuovo governo giallo-rosso ha avuto il culmine nel momento in cui 117.000 iscritti alla Piattaforma Rousseau, associazione privata posseduta da Davide Casaleggio, hanno scippato il voto a 60 milioni di italiani.
Questo significa farabuttismo, non trovo un altro termine per chi, fregandosene della nazione, usa la costituzione per mantenere le poltrone dei grillini, ormai affamati di potere, attaccate al loro lato B. Il risultato è che i perdenti sono al governo di questa povera, disgraziata Italia e, ahimè, ci faranno vedere i sorci verdi.

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Manlio Di Stefano      Gigi Di Maio   Lorenzo Fioramonti


Giovedì mattina abbiamo assistito al giuramento e tra i 21 neo ministri sconosciuti, ho guardato attentamente i due che ci faranno avere qualche travaso di bile ma, e mi riferisco a Luigi di Maio, anche qualche momento di ilarità incontenibile.
Di Maio che doveva essere estromesso per incapacità conclamata, è diventato ministro degli esteri e, lo so che non è bello, ma io già rido.
Ministro degli Esteri? Non spiccica una sola parola di inglese e sono noti i suoi problemi con l'Italiano, alle spalle ha studi piuttosto confusi, nessun tipo di laurea, sia breve che lunga, ma, cosa assolutamente farsesca, le sue lacune geografiche sono talmente enormi da essere passate alla storia.
La Russia, secondo Gigino, si affaccia sul Mediterraneo, Matera si trova in Campania, il Venezuela è vicino alla Libia tanto che Di Maio ha chiesto a Maduro di risolvere il problema libico, prima però era convinto che Pinochet, ex dittatore cileno, fosse venezuelano pure lui. Le malelingue assicurano, non è certo anche se era stato scritto, ma se lo fosse non stenterei a crederlo, che avesse chiamato, Augusto Pinochet, "Pino Scè",il signor Pino di nome e Scè di cognome.
E' certo invece che il presidente cinese Xi Jinping, diventasse nella bocca di Di Maio il signor Ping. Fantastico! Non l'avrebbe pensata neanche Paolo Villaggio.

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Chi comanda in Italia?

Questa è la parte comica che ci farà vergognare nei prossimi mesi forse più di quanto fece l'inglese maccheronico di Matteo Renzi. Esiste però il rovescio della medaglia e qui veniamo ai sorci verdi cioè al fisiologico antisemitismo dei pentastellati a cominciare da  Beppe Grillo, grande ammiratore degli ayatollah e ossessionato dagli ebrei. Aveva disgustato l'Italia quando aveva chiamato "Vecchia tr… ebrea" Rita Levi Montalcini.
 Un antisemita affetto da grave paranoia, un volto da esaltato un po' demoniaco che ricorda i clown cattivi di tanti thriller.

 L'antisemitismo antropologico dei grillini si è espresso in tanti modi, Alessandro Di Battista e Manlio Di Stefano sono ormai famosi per i loro deliri contro Israele e temo che il terzetto Di Maio, Di Battista e Di Stefano non ci metterà molto a riconoscere la Palestina come stato sovrano. Lo stesso Di Maio aveva assicurato che sarebbe stata la prima azione se al governo fossero andati i grillini.

Al peggio non c'è mai fine e , tra i nuovi ministri, spicca il grillino Lorenzo Fioramonti che, solo due anni fa, aveva proposto il boicottaggio di Israele paese talmente detestato da rifiutarsi di partecipare a un summit in Sudafrica a causa della presenza dell'ambasciatore israeliano. Fioramonti è ministro dell'istruzione quindi le prospettive sono tragiche. La scuola italiana è già affetta da sentimenti antiisraeliani/antisemiti grazie alla propaganda battente fatta durante i governi cattocomunisti. Le università, non tutte ma molte, sono tenute in scacco da movimenti filopalestinesi, violenti, bugiardi, infidi. Avere un ministro dell'istruzione che odia Israele sarà una vera tragedia.

Siamo dunque in una situazione drammatica, un governo raffazzonato, creato per solo per eliminare Salvini, che mi ricorda tanto, per quanto riguarda Israele, i governi della prima repubblica, Andreotti, Moro, Craxi, Pertini detto anche il signor "ma-cosa-vogliono-questi-ebrei". La differenza con la prima Repubblica è che l'attuale governo è composto da gente di qualità enormemente inferiore, ignorante, incapace, senza un backround politico e del tutto privi di cultura. Avremo un governo per metà nostalgico di Marx e per metà innamorato del BDS.

I grillini sono furbastri, passo dopo passo, divoreranno l'Italia e vorrei vedere adesso cosa diranno quelli che gridavano "Salvini fascista", unico politico, dopo Berlusconi, dichiaratamente amico di Israele. Non è che Salvini non abbia le sue colpe. Poteva fare grandi cose, aveva l'Italia con lui, era arrivato dal 4% al 36%, poi si è afflosciato o, per citare Vittorio Feltri, ha avuto il suo momento di rincoglionimento, io direi che è stato letteralmente, forse mal consigliato, travolto dal Papeete. Non parlo per stupido moralismo, dico semplicemente che chi rappresenta le istituzioni deve avere un'etica, una dignità e un rispetto superiore agli altri. Lo spettacolo che si è svolto al Papeete è stato patetico ma soprattutto volgare. Il massimo del minimo è stato vedere sculettare alcune bagnanti mentre il deejay mandava in onda a tutto volume Fratelli d'Italia.
Mi spiace, forse non sarà più di moda, ma le istituzioni vanno rispettate, Patria non è una parolaccia, a rappresentarla abbiamo l'Inno nazionale, la bandiera e il presidente. Accostare l'Inno di Mameli a tette e culi non mi è sembrato uno spettacolo degno.
Penso ad altre nazioni, in America l'Inno è talmente sacro che lo ascoltano con la mano sul cuore, in Israele lo cantiamo tutti insieme con gli occhi lucidi per la commozione. In Italia, oltre allo scempio del Papeete, abbiamo avuto un ministro grillino, Roberto Fico tanto per non far nomi, che, durante la commemorazione della strage di Capaci, ascoltava l'Inno di Mameli con la giacca aperta e le mani in tasca, mancava che si mettesse a fischiettarlo e la scena sarebbe stata completa.

Mala tempora… Adesso siamo nelle mani della peggior sinistra, delle sceneggiate di un giullare isterico e della furbizia del duo Grillo- Casaleggio.
 Si salvi chi può. 

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"


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