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Deborah Fait
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Il Piano Usa che terrorizza l'UNWRA 25/05/2019

Il Piano Usa che terrorizza l'UNWRA
Analisi di Deborah Fait

a destra: la sede dell'UNWRA a Gaza

Fra qualche settimana Donald Trump renderà pubblico il "Piano del secolo"  completo su Israele-palestinesi, per il momento quello che sappiamo sono più o meno illazioni e fantasie costruite su voci di corridoio . Quello che è certo è che i palestinesi hanno già detto di no, prima ancora di sapere hanno mandato Trump al diavolo e Abu Mazen lo ha denunciato al mondo come criminale di guerra. 
Stupore? NO. Potevamo sperare in qualcosa di diverso? NO. Sono 70 anni che fanno lo stesso giochetto, prendono in giro il mondo intero, piagnucolando a più non posso, per poi rifiutare ogni soluzione. Niente di nuovo quindi, le loro teste non sono cambiate. 

Chi, però e più di chiunque, teme il piano di Trump è l'URNWA, i suoi dirigenti sono molto agitati, tutti quei bei soldini che arrivano a pioggia da tanti anni e da tutto il mondo, finiranno, sono sgomenti, dovranno trovarsi un lavoro e la cosa li preoccupa non poco. Inoltre dovrà finire l' impegno di riempire di odio le menti dei bambini palestinesi nelle scuole e negli asili da loro gestiti. 
Niente da fare, tutto questo non piace neanche un po', devono correre ai ripari e lo stanno facendo in modo così evidente da indignare persino quelli abituati a vederne di tutti i colori nel campo palestinese. 

Jason Greenblatt, inviato speciale USA, si è detto sconcertato: "Non posso credere che mentre noi , nella conferenza in Bahrain, parlavamo di una futura prosperità per i palestinesi, l'URNWA stava tenendo conferenze sul possibile blocco delle loro donazioni". 
Gli Stati Uniti stanzieranno più di 68 miliardi di $ per il futuro piano economico per i palestinesi e, nel frattempo, l'URNWA sta solo cercando di assicurarsi il suo miliardo e duecento milioni di dollari di budget per il 2019. Non gli interessa nient'altro al mondo: soldi, soldi e ancora soldi!
Stanno tremando.  Le parole di Greenblatt, chiare e concise, gli sono piovute tra capo e collo provocando loro un gran mal di testa: "Il modello URNWA è stato un fallimento- ha aggiunto l'inviato di Trump, senza pietà- è ora di chiuderlo". 
Vorrei essere una mosca e vedere l'espressione dei loro volti a queste parole e al pensiero che è finito per sempre, e me lo auguro, il periodo delle vacche grasse.
I 650.000 rifugiati arabo-palestinesi del 1949 sono diventati più di 5 milioni, che si tramandano lo stato di profugo di generazione in generazione, unico caso al mondo, solo grazie all'URNWA che li ha manipolati, ha ingigantito il problema, ha mangiato sulle loro teste e li ha nutriti di odio. 

Il loro argomento preferito era convincerli che dovevano vivere miseramente nei campi profughi dei paesi arabi per colpa di Israele, non dei loro capi corrotti e spietati. 
In questo magna magna sono stati e sono tuttora coinvolti tutti i mafiosi palestinesi, Arafat in testa, morto lui, Abu Mazen e Fatah, i dirigenti dell'OLP e di Hamas e i loro conti in banca, le ville, le piscine e la bella vita costruita sulla miseria della loro gente e sull'odio per Israele.
Aggiungiamo pure la Lega Araba impegnata soltanto nel sogno di distruggere Israele con l'invenzione di un popolo palestinese mai esistito. Jared Kushner, per suggellare le parole di Greenblatt, ha detto che l'URNWA, controllata da Hamas, è corrotta e non ha mai aiutato la pace, anzi ha sempre lavorato contro. Auguriamoci che sia finita la pacchia e che l'URNWA stia esalando gli ultimi respiri. 

Che cosa accadrà quando il piano di pace sarà reso pubblico? Che cosa accadrà se riusciranno a creare questo stato palestinese contro la stessa volontà degli interessati? I giordani, nella persona del Ministro degli Esteri Ayman Safadi, stanno già invitando i palestinesi a una terza intifada contro il piano di pace ( e meno male che con la Giordania dovremmo essere più o meno collaboratori per un piano di normalizzazione), presumibilmente perché sono terrorizzati al pensiero di doversi accollare altri palestinesi. Questi ultimi, naturalmente, non si fanno pregare quando si tratta di violenza e sono già sul piede di guerra, una parte degli incendi che hanno colpito Israele in questi giorni è doloso, da Gaza è ricominciata la pioggia dei palloni incendiari e non se ne vede la fine. 

Quei mascalzoni, con 37 gradi di caldo, sono sempre là lungo il confine che bruciano tutto quello che trovano, aumentando la calura in modo spaventoso, ricoperti di fumo e fuliggine ma, nelle loro menti manipolate e perverse, felici di bruciare tutto quello che possono pur di nuocere agli odiati sionisti.
Come potrà esistere uno stato palestinese con gente del genere? 
Sono da sempre incapaci di creare un'economia che consenta di vivere con dignità, hanno ricevuto centinaia, migliaia di miliardi di dollari e di euro negli anni, da tutto il mondo e sono ancora nelle stesse condizioni di miseria e di ignoranza.

Un articolo pubblicato dal Jerusalem Post fa un'interessante analisi sulle "quattro Palestine" fino ad ora create e miseramente fallite. 
Si, proprio quattro e vi spiego come.
https://www.jpost.com/Opinion/What-would-a-Palestinian-state-actually-look-like-590541   Negli anni 60 i palestinesi crearono un mini stato dentro il Regno di Giordania, uno stato nello stato con le sue leggi, la sua polizia, una dittatura che passava il tempo chiedendo tasse su tasse alla povera gente e sferrando attacchi a Israele.
Finalmente re Hussein, stanco della loro prepotenza e con il timore neanche tanto aleatorio che gli rubassero il trono, liquidò fisicamente i palestinesi con l'operazione Settembre Nero. Dalla Giordania i palestinesi andarono in Libano, erano gli anni 70, stessa storia, stesso stato nello stato, stesso regime autoritario, leggi palestinesi su chiunque finisse sotto la loro autorità, ruberie attraverso le tasse, distruzione di villaggi e intere comunità cristiane, blitz quotidiani contro i civili in Israele di gruppi di assassini palestinesi, lancio di missili. 
Dopo aver distrutto anche il Libano, che ancora non si è ripreso, finalmente furono cacciati con l'aiuto di forze internazionali e Arafat fu portato in salvo a Tunisi da israeliani e inglesi per evitare il linciaggio da parte dei libanesi.

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Hamas / Anp: un solo obiettivo

Fallito il secondo, ecco il terzo tentativo di uno stato palestinese: nel 1994 fu creata l'Autorità palestinese, ANP, grazie o a causa degli accordi di Oslo. Uno normale avrebbe pensato con un sospiro di sollievo: "Ecco fatto! finalmente avremo un po' di pace, finalmente lavoreranno e staranno bene!" 
Figuriamoci, la parola pace-lavoro non esiste nel loro vocabolario e incominciò subito il terrorismo dentro Israele, terroristi suicidi entravano nel paese e si facevano esplodere in mezzo ai civili. Migliaia di morti e feriti. Un disastro eppure, ignobilmente, il mondo stava sempre dalla loro parte ed è questo che, al di là di tutto, mi fa letteralmente schifo. 
Il terrorismo che è stato loro inculcato nel sangue e nella mente, impedisce ai palestinesi di vivere in pace e di permetterlo agli altri.
Dal 1994 l'ANP ha ricevuto soldi a valanga da tutto il mondo, soldi che si convertivano in conti in banca per i capi mafia, in armi e kamikaze, costosi anch'essi perché una volta esplosi bisognava mantenere a pensione le loro numerose famiglie. 

La loro violenza e sete di potere divise in due l'ANP e a Gaza, nel 2007, (ecco il quarto tentativo) Hamas fece un colpo di stato ammazzando centinaia di palestinesi di Fatah, prese il potere assoluto e introdusse la legge della sharia. Quindi i palestinesi, a conti fatti, sono riusciti a creare con la forza, con il sangue e la incomprensibile simpatia dell'occidente, quattro Palestine, tutte implose nella loro stessa violenza, inettitudine, e nel sangue di tanti innocenti libanesi, cristiani, di tanti ebrei in Israele e negli attentati in giro per il mondo. 
Alla luce di tutto questo, pensando ai miliardi che negli anni sono stati letteralmente divorati senza creare nemmeno una cuccia per cani…ahh, dimenticavo, i cani sono impuri per i musulmani… viene spontaneo pensare che, qualunque sia il piano del secolo, dovrà fare i conti con una popolazione abituata al parassitismo, con una grande inclinazione alla violenza, con la corruzione di chi va al potere, con la dittatura e la teocrazia proprie dei paesi musulmani. 

Non dimentichiamo che l'obiettivo dei palestinesi, da sempre, è distruggere Israele e creare una umma islamica dal fiume Tigri al mare. Voglio sperare che Donald Trump, che non è nato ieri e che è esente dal buonismo "filo-poveri-palestinesi" dei suoi predecessori, sappia quello che fa e, con il pragmatismo che lo contraddistingue, crei una situazione che li renda quantomeno innocui. Sarebbe ora.

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"


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