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Deborah Fait
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L'Iran celebra l'8 Marzo con la condanna a 148 frustate a una donna 09/03/2019

L'Iran celebra l'8 Marzo con la condanna a 148 frustate a una donna
Commento di Deborah Fait

Chi ricorda Nasrin Sotoudeh? Scommetto nessuno. #MeToo, Il movimento femminista oggi più in voga non ne ha mai parlato, troppo impegnato a difendere le stelline di Hollywood in lacrime per essere state molestate dopo aver accettato, innocenti creature, di andare a concludere una scrittura nella camera da letto di un regista o produttore. 
Vediamo di rinfrescare la memoria a tutti noi. 
Nasrin Sotoudeh è un avvocatessa iraniana impegnata nella difesa dei Diritti delle Donne e dei Diritti Umani in un paese dove non esiste niente del genere e dove chi li pretende rischia di finire sulla forca. E così il tribunale di Teheran ha voluto celebrare l'8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, condannando al carcere Nasrin Sotoudeh per minaccia alla sicurezza nazionale.

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La pena potrebbe essere di 34 anni di prigione e 148 frustate. I nazisti usavano dare agli ebrei 80 frustate perché sapevano che all'81simo colpo sarebbero morti quindi, per tenerli in vita e farli lavorare come schiavi, si fermavano prima del colpo definitivo e fatale. Del resto, secondo un articolo approfondito pubblicato dal Wall Street Journal, Hitler sognava di essere musulmano considerando il cristianesimo troppo mite, " i musulmani sono uomini veri non come i flaccidi cristiani e gli sporchi ebrei"! e diede ordine che mai si criticasse l'islam. 
Quante orrende analogie tra i due regimi, quanta disgrazia per il mondo intero. 
Quando fu arrestata, nel 2016, Nasrin fu espulsa dall'aula del tribunale perché accusata di indossare il velo in modo scorretto e, all'epoca, aveva già scontato tre anni di prigione per aver difeso alcune persone colpevoli di reati contro lo stato. Anche il marito è stato condannato a 6 anni di carcere per aver difeso la moglie sui social. 
Right Reporter fa l'elenco delle accuse che hanno portato alla condanna di Nasrin Sotoudeh https://www.rightsreporter.org/8-marzo-in-iran-condannata-nasrin-sotoudeh-lavvocatessa-delle-donne/?fbclid=IwAR20rzMwmCllpTkXWlKckXUfjhx4cBw8_jLhfTFemMwi_bjQnwrA8NauLzE  -

-Vietato riunirsi con altre donne per protestare contro il velo obbligatorio, non indossarlo significa essere considerate prostitute. 
-Vietato fare propaganda contro lo stato.
-Vietato parlare di diritti umani, reato gravissimo in Iran. 
-Vietato presentarsi al sistema giudiziario senza hijab. 
-Vietato difendere i diritti delle donne, significa disturbare l'ordine pubblico. 
-Vietato pubblicare scritti sulla condizione della donna. Nonostante la repressione cui sono soggette, le donne iraniane sono le più emancipate del mondo islamico, anche grazie al periodo di regno dello Scià Reza Pahlavi e di sua moglie Farah Diba che per anni si era dedicata soprattutto alle giovani, andando a parlare nelle scuole e nelle università. 
Penso agli amici israelo-iraniani (pardon, persiani, come si autodefiniscono) che, in Israele, non parlano mai di Iran ma della "loro" Persia. Paras, dicono, l'Iran degli ayatollah non li rappresenta. L'Iran degli ayatollah li ha torturati e fatti fuggire per salvarsi la vita. L'Iran degli ayatollah ha seminato il terrore nel paese e ha fatto della Persia e della sua antica civiltà un enorme buco nero di paura e di barbarie.

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Federica Mogherini, alleata del regime che perseguita le donne iraniane

L'emancipazione delle donne iraniane spaventa e destabilizza quegli orrendi figuri col turbante perché sanno che le rivoluzioni incominciano sempre dalle donne. Per questo motivo, nel 2009, hanno soffocato nel sangue la nascita del Movimento Verde che, come un'onda, stava minando la sicurezza della dittatura iraniana. 
Da allora la situazione, se possibile, è peggiorata, la maggior parte delle giovani donne che avevano dato vita all'Onda Verde, se non sono state giustiziate, sono ancora in galera, e Hassan Rouhani, il satrapo finto-moderato, amico di Federica Mogherini, è il maggior responsabile della repressione. 
Ma responsabili sono anche le tremebonde parlamentari europee che vanno in Iran con il capo coperto, Lady Pesc in testa. Perché si coprono? Perché non si presentano agli ayatollah con il capo scoperto e i capelli al vento? Di cosa hanno paura, mica possono mettere in galera la Mogherini. 
Penso a come si sentirebbero consolate, difese e appoggiate le donne iraniane da un atteggiamento di muta protesta delle europee contro il regime più crudele del mondo. Invece no! 
Vigliacche senza motivo, le occidentali si coprono e si inchinano riverenti e sottomesse di fronte ai torturatori di milioni di donne come loro. 
Non amo particolarmente la mimosa ma mi piace il suo colore giallo, fa allegria, fa vita. 
Mi piacerebbe offrirla a Nasrin e a tutte le donne iraniane intabarrate in quelle orrende palandrane nere. Vorrei che potessero gettare alle ortiche il velo che le ricopre e mettere tra i capelli corone di fiori per sentirsi vive e libere dai nuovi nazisti che le stanno distruggendo.

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"


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