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Deborah Fait
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Con Netanyahu, nonostante la situazione non proprio pacifica, possiamo dormire sonni tranquilli, Bibi e Zahal vegliano su tutto il popolo di Israele 17/02/2019

Con Netanyahu, nonostante la situazione non proprio pacifica, possiamo dormire sonni tranquilli, Bibi e Zahal vegliano su tutto il popolo di Israele
Commento di Deborah Fait

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Deborah Fait

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E' emerso un nuovo nome che potrebbe dare del filo da torcere a Benjamin Netanyahu, si tratta di un altro Benjamin, Benny Gantz, ex generale dell'IDF andato in pensione che adesso vuole riciclarsi in politica. 
A mio parere Netanyahu è ancora imbattibile, è stato ed è un grande primo ministro, un fine diplomatico, esperto economista che ha fatto letteralmente volare l'economia israeliana. King Bibi, come lo aveva definito anni fa un giornale statunitense, ha però una spada di Damocle sulla testa, la minaccia, che per ora resta solo una minaccia, di essere chiamato a processo accusato di frode. 
Sono anni che l'Alta Corte promette di denunciarlo senza mai mettere in pratica le minacce, tuttavia non si può mai dire, potrebbe far scoppiare il bubbone proprio prima delle elezioni. E' quello che i suoi detrattori vorrebbero, buttarlo giù in un modo o nell'altro, è il loro più grande desiderio. Mi auguro per loro una cocente delusione.
Netanyahu, se rieletto, sarà il premier più longevo di Israele, superando così il Padre della Patria David Ben Gurion. Per il bene di Israele teniamo le dita incrociate!

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Beny Gantz

 Il Benjamin numero due, candidato premier, entra in politica per la prima volta e già questo è un pericolo enorme. Come può diventare premier di un paese complicato come Israele uno che non sa niente di politica? Purtroppo Gantz è uno che affascina ed è già diventato la stella dei media, ha fondato il suo partito di centro, appoggiato dalla sinistra, parla poco forse perché non ha niente da dire. L'uomo ha del fascino, alto dinoccolato, occhi celesti, piace a molti, inoltre la carriera militare è un punto a suo favore. 
Sbagliato! Errore enorme! 
Israele ha già avuto altri due ex generali come primo ministro e ancora subisce le conseguenze del loro operato. Iitzhak Rabin, pur molto amato, trascinò Israele a firmare il trattato di pace a Oslo scatenando da parte di Arafat la peggiore ondata di terrorismo della storia. I kamikaze entravano ogni giorno, gli attentati non si contavano più, le bombe scoppiavano da tutte le parti, autobus che saltavano per aria, centinaia di morti, bambini e anziani erano l'obiettivo dei cecchini palestinisti. 
Questo è stato il prezzo che Israele ha pagato grazie alla sua decisione di cedere alle insistenze di Bill Clinton, firmare una pace falsa e impossibile con gli arabo palestinesi e poi andare con il peggior terrorista di tutti i tempi a prendere il premio Nobel per una pace inestistente. Rabin ha pagato con la vita il suo terribile errore, Israele purtroppo lo sta ancora pagando. 
Il secondo premier ex generale è stato Ehud Barak, uomo pericolosissimo e ambizioso che ha portato Israele a un passo dalla catastrofe. Dobbiamo ringraziare Arafat, che rifiutò sprezzante il suo piano di pace, se Israele esiste ancora. Barak aveva offerto al raiss assassino il 97% dei territori di Giudea e Samaria e la parte araba di Gerusalemme come capitale della Palestina. Praticamente la sua proposta indecente e suicida avrebbe portato i palestinisti nel cuore di Israele, a pochi chilometri dall'aeroporto internazionale Ben Gurion, a 10 chilometri dal mare, esponendo tutto il paese ai loro missili e al loro terrorismo, senza una via di salvezza. 
Fortunatamente Arafat rifiutò, come sempre, non gli bastava quel popo' di roba, lui voleva tutto. La sua fuga da Camp David, lasciando con tanto di naso Barak, Clinton e Madelerine Allbright, è stata l'ennesima dimostrazione che ai palestinisti non è mai interessato costruirsi un paese, quello che vogliono ancora oggi è distruggere il nostro, questo è da sempre il loro unico obiettivo.
Il rifiuto di Arafat fu la nostra fortuna. Fosse stato per Ehud Barak ( e Bill Clinton) oggi Israele forse non esisterebbe più.

E adesso siamo arrivati al terzo ex generale, Benny Gantz, altro uomo pericoloso che, nelle poche dichiarazioni fatte finora, ha già accennato alla possibilità di portare via gli israeliani da Giudea e Samaria, contro la decisione di abolire per sempre l'assurda formula -Terra in cambio di pace- che fu il cavallo di troia della sinistra israeliana e che portò Israele a cedere territori per avere in cambio null'altro che terrorismo. 
Gantz ha fatto anche di peggio, fu molto criticato per come aveva condotto la guerra di Gaza del 2014 ma quello che ha letteralmente scioccato fu il sentirgli dire che considerava giusto sacrificare la vita dei nostri soldati pur di evitare troppi morti tra la popolazione di Gaza! ( Jerusalem Post, 15 febbraio 2019, pag.18 "Israeli eletions- a tale of two Benjamins" di David Rubin, autore del libro "Trump e gli ebrei") 
Ecco, uno che dice una cosa del genere non ha nessun diritto di sedere sulla poltrona di primo ministro, uno così è pericoloso, uno che considera i nostri figli carne da macello da sacrificare al posto del nemico terrorista che ci vuole distruggere non è degno di diventare capo del governo di Israele. 
Mi auguro che gli israeliani se lo ricordino quando andranno a votare. Benjamin Netanyahu, con tutti i suoi difetti, è un premier di enorme esperienza, ha portato Israele a navigare vittorioso in acque burrascose, sa fronteggiare il pericolo Iran, è stato capace di tessere rapporti con molti paesi arabi considerati nemici mortali.
Con Netanyahu, nonostante la situazione non proprio pacifica, possiamo dormire sonni tranquilli, Bibi e Zahal vegliano su tutto il popolo di Israele.


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