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Deborah Fait
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Hebron, addio Onu 01/02/2019

Hebron, addio Onu
Commento di Deborah Fait

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Alcuni effettivi delle forze Tiph a Hebron

Quello che molti media italiani dimenticano di sottolineare è il significato della prima lettera dell'acronimo TIPH (Temporary International Presence in Hebron). T come Temporary quindi, temporanea presenza internazionale a Hebron, significa che e' arrivata l'ora di fare le valigie e tornare a casa. E' provato che gli osservatori Onu, in qualunque posto si trovino, sono completamente inutili, le truppe di stanza in Libano hanno permesso a Hezbollah di creare, sotto il loro naso, una vera e propria Santabarbara di missili puntati contro Israele e di scavare una rete di tunnel per entrare nel paese ad ammazzare. A Hebron non fanno meglio, il TIPH ha sempre dimostrato di avere simpatia per i palestinesi e di essere indifferenti, quando non molto tolleranti, alla presenza nella città di organizzazioni terroristiche come Hamas e consorelle. Negli anni 90, subito dopo gli infausti accordi di Oslo, il terrorismo palestinese aveva raggiunto livelli altissimi, colpiva come sempre i civili, cecchini palestinesi si davano molto da fare, le bombe erano disseminate ovunque, l'atmosfera era pesante. Quella pace tanto sbandierata a Oslo non era stata che una scusa per Arafat che aveva immediatamente sguinzagliato i suoi killer in tutta Israele. Nel 1995 Baruch Goldstein, un medico emigrato in Israele dagli USA, dopo aver visto il risultato di un attentato palestinese, si tramutò in assassino e massacrò nella Tomba dei Patriarchi (trasformata in moschea) 29 arabi palestinesi per essere poi ammazzato lui stesso. Nel 1997 il TIPH fu assegnato a Hebron per calmare gli animi e monitorare la situazione sempre molto complicata dopo che l'80% della città ( entrata negli accordi di Oslo) fu ceduta, con dolore estremo, ai palestinesi e divenne H1, con 220.000 abitanti arabi. Israele mantenne il controllo del 20%, chiamata H2, con un migliaio di ebrei circondati da palestinesi ostili e armati. Il TIPH è formato da civili e militari ( anche i nostri carabinieri) appartenenti a Norvegia, Svezia, Svizzera, Italia e Turchia e si può facilmente immaginare che il personale turco veda gli ebrei come fumo negli occhi. Il TIPH non ha mai tentato di normalizzare i rapporti tra ebrei e arabi, semmai il contrario. Ari Fuld, un rabbino ammazzato da un arabo quattro mesi fa, è stato ripreso in un video, mentre cercava di spiegare a un paio di osservatori del tutto indifferenti, l'importanza che ha per gli ebrei la Tomba dei Patriarchi, dove sono sepolti i Padri e le Madri di Israele, Abramo, Isacco, Giacobbe, Sarah, Rebecca, Leah. Mentre Fuld raccontava la storia del popolo ebraico a un annoiato e imbarazzato osservatore, una ragazza in divisa, quindi non araba, ha gridato chiaramente, in inglese, "Go back to America". Sembrava un grido si guerra e, d'un tratto, Rav Fuld si è ritrovato da solo in mezzo alla strada. Come un appestato e completamente inerme. Umberto De Giovannangeli (che si definisce esperto di Medio Oriente e islam) in un orrido articolo pubblicato dal Huffington post parla di schiaffo all'Italia e delle "gravi motivazioni" di Netanyahu:" Non consentiremo la prosecuzione della presenza di una forza internazionale che opera contro di noi". Bravo Bibi, basta con questi stranieri che vanno a creare zizzania in casa altrui. UDG, sempre fedele al suo credo bigotto, si lancia nella solita retorica dei bambini palestinesi tanto buoni e sorridenti, dei "coloni" brutti e cattivi che gettano le immondizie sulla testa dei bravi palestinesi. Scrive anche che il TIPH tenta di difendere i più deboli e indifesi cioè i bambini e gli adolescenti palestinesi. Quelli israeliani no, non ne sono degni, sono solo "coloni". Mille ebrei contro 220.000 arabi, la maggior parte affiliati di Hamas. A chi la racconta che sono indifesi? Eppure chi non sa gli crede, è su questo trucco che giocano molti giornalisti o pseudo tali. UDG dice di essere stato a Hebron e di aver visto con i suoi occhi la indifesa santità araba e la perfidia ebraica.

Bene, ci sono stata anch'io nella prima e più antica capitale di Israele e posso giurare di aver visto le case degli ebrei protette da sacchetti di sabbia fino al primo piano, solo quelle e nemmeno una degli arabi. UDG conclude " Netanyahu considera il TIPH forza ostile perchè testimoni scomodi di una illegalità che non conosce limiti". Illegalità? Si, in effetti lanciare cavoli marci può essere considerato illegale ma non è niente in confronto a donne sgozzate, a bambine ammazzate nel loro letto, a rabbini sventrati. Che ne pensa signor UDG? La verità è, come dicono il ministro della Sicurezza Gilad Erdan e i rapporti della polizia, che " I membri del TIPH creano deliberatamente frizioni tra le popolazioni per giustificare la loro presenza e il loro stipendio" In effetti gli osservatori non hanno mai risolto i problemi ma ne sono divenuti parte e la loro presenza non ha mai evitato gli attacchi mortali dei palestinesi contro gli ebrei di Hebron e dintorni. Dal 1. Febbraio solo l'esercito manterrà l'ordine a Hebron e forse, come scrive l'editoriale del Jerusalem Post, sarà più facile farlo senza degli stranieri intenti a gettare benzina sul fuoco. L'ONU e le organizzazioni che ne fanno parte stanno perdendo rapidamente terreno, un po' di soldi in meno, qualche ong smantellata, osservatori di parte spediti a casa, grazie a Netanyahu e a Trump. La politica dell'odio antisemita non paga più come prima. Era ora.

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"


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