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Deborah Fait
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La maledizione del terrorismo islamico 22/12/2018

La maledizione del terrorismo islamico
Commento di Deborah Fait

E' difficile anche solo pensare a quanto è accaduto alle due turiste scandinave in Marocco, non si sa che dire, non si sa nemmeno cosa provare se non tanto orrore, rabbia e ribellione. Louisa, danese, e Maren, norvegese, 24 e 28 anni. Si erano recate in Marocco per raggiungere la vetta più alta del Paese, sul Monte Toubkal, 4167 metri. Avevano sistemato la loro tenda alle pendici del monte per iniziare la scalata il giorno dopo. Le hanno trovate decapitate, stuprate, fatte a pezzi. Non ho voluto vedere il video dell'orrore perchè credo superi ogni sopportazione umana ma mi dicono che, dopo lo stupro di gruppo (erano in tre, il quarto fu arrestato in un secondo momento), una delle due ha dovuto assistere allo sgozzamento e decapitazione dell'amica, ha dovuto ascoltare le sue urla prima che toccasse anche a lei.

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stuprate,sgozzate, decapitate

 Ho letto che nel video si vede anche una delle due ragazze a terra, mezza nuda, mentre il branco le stava addosso e sto pensando ai genitori, alla loro infinita disperazione, sto pensando che forse impazzirei. Auguro loro tanta forza per poter sopportare il pensiero di come sono state bestialmente ammazzate le loro figlie. Le belve islamiche non sono mai sazie, più sangue bevono e più ne vogliono, ovunque si trovino ammazzano per soddisfare la loro barbarie . Non ho voluto, per scelta, guardare il video perchè ricordo ancora con i brividi l'immensa e insopprtabile emozione provata guardando la registrazione dello sgozzamento di Daniel Pearl. Qualcuno si ricorda di lui? Era un giornalista del Wall Street Journal, nato in Israele, ebreo- americano, era andato in Afghanistan e in Pakistan per seguire le tracce di Bin Laden e scomparve il 23 gennaio 2002 a Karachi. Una decina di giorni dopo la CNN ricevette la registrazione dell'esecuzione di Pearl e il corpo senza testa fu ritrovato, gettato per strada, appena nel mese di maggio. Nelle immagini del video Daniel è costretto a dire "Sono ebreo, mia madre è ebrea, mio padre è ebreo" e tutto finì nel gorgoglìo del sangue mentre uno dei terroristi gli teneva la testa ferma tirandolo per i capelli e con l'altra mano gli tagliava la gola. Daniel era un uomo sorridente, gentile, educato che aspettava con gioia il primo figlio insieme alla moglie Marianne, incinta di sei mesi. Aveva 38 anni e il suo bambino, nato quattro mesi dopo la sua morte, si chiama Adam Daniel. La Daniel Pearl Foundation, voluta da Judea Pearl, padre di Daniel, si occupa di promuovere rispetto e comprensione fra le varie culture attrraverso il giornalismo, la letteratura e la musica. Una pia illusione, secondo me, tutte le culture possono comprendersi, intersecarsi, rispettarsi, meno quella islamista che sa coniugare solamente morte e sopraffazione in tutti i più turpi aspetti. Nel 2004 la stessa sorte toccò a un altro ebreo americano, Nick Berg, 26 anni, uomo d'affari, era andato in Iraq per lavorare alla ricostruzione della rete di comunicazioni. Prima di morire fu costretto a dire" Mi chiamo Nick Berg, mio padre si chiama Michael, mia madre Suzanne, i miei fratelli David e Sarah." Poi gli venne infilato un coltello in gola all'urlo di Allahu Akhbar. I prigionieri americani, europei, ebrei e non ebrei decapitati dall'islam sono innumerevoli, li ricordate inginocchiati sulla sabbia di fronte al mare, vestiti di arancione, dietro ad ognuno, vestiti di nero, i loro boia con il coltello in mano? Quel giorno il mare si tinse di rosso. Toccò anche a James Foley, a quattro presunte spie del Mossad sgozzate nel Sinai, un cristiano fu sgozzato in Kenia, Un soldato inglese Lee Rigby fu decapitato addirittura a Londra. Sempre nel 2004 fu tagliato dalla gola all'inguine il regista Theo Van Gogh per aver girato un documentario "blasfemo". Sgozzare e decapitare è una pratica insita nell'islam, per loro è normale, ricordiamo Hina Saleem, sgozzata dal padre a Brescia e sepolta nel giardino di casa con il capo rivolto alla Mecca. Ricordiamo Sana Cheema, anche lei di Brescia, uccisa dal padre e dal fratello perchè non voleva sposare un pakistano. Volevano solo vivere come le loro coetanee italiane ma non avevano fatto i conti con l'islam che ammorbava le loro famiglie. E poi il pilota giordano rinchiuso in una gabbia e bruciato vivo. E poi la strage della scuola di Breslan, un massacro avvenuto tra il 1. e il 3 settembre 2004. Trentadue terroristi islamici ammazzarono più di 300 persone tra cui 186 bambini cui, prima di essere uccisi, fu imposto di bere la propria urina perchè avevano sete. Oggi davanti alla scuola teatro del massacro si può vedere un grande albero di acciaio dal corpo di donna a simboleggiare le madri dalle cui braccia si alzano tanti rami pieni di piccoli angeli. E poi... e poi.... e poi.... si potrebbe andare avanti all'infinito, dalle Torri, ai tantissimi attentati in Europa, ai bambini ebrei ammazzati a Toulouse, ai bambini ebrei ammazzati in Israele, ai massacri nei teatri a Mosca, non vedremmo mai la fine dei massacri compiuti in giro per il mondo da questa religione di "pace e amore" tanto rispettata dal Papa e dai governanti europei. Stragi in Europa, in Israele e negli USA, una mattanza che dura da anni senza che nessuno abbia il coraggio di maledirla, chi lo fa e accusa i musulmani di voler assoggettare, con la violenza che li contraddistingue, tutto l'occidente, finisce sotto processo. E' successo a Oriana Fallaci che aveva previsto tutto, fu accusata di razzismo e portata davanti a un tribunale di Parigi ( nel silenzio delle femministe). E' successo recentemente anche a Georges Bensoussan, storico e uno dei massimi studiosi del nostro tempo, ebreo nato in Marocco, messo alla gogna e portato in tribunale per odio razziale per aver scritto che i bambini delle famiglie arabe succhiano l'odio per gli ebrei con il latte delle loro madri. Così vengono trattati coloro i quali non considerano l'islam pace, amore e luce, bensì morte e violenza. L'Europa vigliacca, che vede morire ammazzati i propri figli per mano musulmana, tace e apre la bocca solamente per condannare Israele che vuole difendersi da quegli assassini jhadisti e gli USA di Trump che ha capito perfettamente con chi ha a che fare. Dopo le prime notizie delle due povere ragazze ammazzate da jihadisti islamici, è caduto il silenzio. Le femministe sono dormienti e aspettano la prossima "mano morta" di qualche personaggio famoso di Hollywood per risvegliarsi e urlare allo stupro. Che immenso schifo!

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Deborah Fait 
"Gerusalemme, capitale di Israele, unica e indivisibile


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