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Deborah Fait
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I giornali cattolici da sempre scatenati contro Israele 20/12/2018

I giornali cattolici da sempre scatenati contro Israele
Deborah Fait risponde a una lettera

A destra: come la stampa cattolica informa su Israele

Ho ricevuto la lettera (pubblicata in calce) di una nostra lettrice che stimo molto e che pone sempre argomenti molto interessanti, tanto che, questa volta, ho pensato fosse giusto risponderle in modo più esaustivo e non nella rubrica delle lettere che pone limiti di lunghezza. Innanzitutto risponderò punto per punto ai quesiti di Annalisa Ferramosca, dopo le porrò anch'io delle domande cui spero, anzi ne sono certa, vorrà rispondere.

1. E' vero che nell'articolo in questione, quasi per caso (ma una rondine non fa primavera), non viene menzionato "l'esercito di Tel Aviv" per riferirsi all'IDF ma siccome lo fanno sempre e noi non possiamo controbattere quotidianamente lo stesso argomento, abbiamo colto l'occasione per ricordarlo. Se volessimo proprio cercare il pelo nell'uovo potremmo dire che l'esercito di Tel Aviv non è stato sostituito con un logico "esercito di Gerusalemme", se la sono cavati con IDF, forze di difesa israeliane, ovvero esercito israeliano. Va benissimo ma dimostra la volontà di non nominare mai Gerusalemme se riferita solo a Israele, neanche per sbaglio.

2. L'espressione "ago della bilancia" potrebbe essere corretto se Roberta Zunini parlasse di Hezbollah anche come movimento terroristico. E' vero che il Partito di Dio ha rappresentanti al governo del Libano ma questo non toglie che il movimento sia dedito da sempre al terrorismo, sia in Israele che in Europa (attacco a un autobus israeliano in Bulgaria con 8 morti) e in Sud America (attentato a Buenos Aires all'ambasciata israeliana (1992), 29 morti e 300 feriti, al Centro ebraico nel 1994 con ben 85 vittime e innumerevoli feriti). Hezbollah ha anche partecipato, insieme ad altri gruppi terroristici a vari dirottamenti aerei. Quindi mi riesce molto difficile pensare a chi parla di "radunare gli ebrei in Israele" per poterli ammazzare tutti in un colpo, come movimento politico. Non esiste differenza tra chi dà gli ordini seduto in un parlamento e chi li esegue ammazzando gente innocente. Devo ricordare gli attentati terroristici e i missili lanciati contro le case di abitazione di Haifa, di altre città e cittadine della Galilea, con morti e feriti israeliani, prima che iniziassero sia la prima che la seconda guerra del Libano?

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3. Quando IC usa quel S.S. non intende fare alcuna assonanza con il nazismo, semplicemente, dopo da sempre i giornali cattolici parlano di Terra Santa riferendosi a Israele, forse la misura è colma. Imparino a menzionare il nome dello Stato di cui parlano e non la sua rappresentazione religiosa e spirituale. Posso capire che le dia fastidio quel S.S. ma pensi quanto fastidio ha dato agli israeliani non essere riconosciuti come cittadini di uno Stato di Diritto per 45 anni. Il Vaticano, unico stato occidentale al mondo, ha riconosciuto Israele solo nel 1993 per riacquistare credibilità dopo la figuraccia fatta per aver appoggiato l'attacco di Saddam Hussein al Kuwait e, solamente dopo che fu firmata l’accordo tra Israele e Arafat. Senza Saddam Hussein e Oslo forse ancora oggi lo stato Vaticano non riconoscerebbe Israele. Le faccio notare che, per assurdo, la Santa Sede ha già deciso che la Palestina è uno stato anche se ancora non esiste. E' naturale notare questa differenza di trattamento ed esserne molto amareggiati. Come si può ritenere Stato un'entità mai esistita, per di più aggressiva e violenta, e aspettare 45 anni per avere rapporti con una nazione democratica fondata con la maggioranza dei voti delle Nazioni Unite?

4. Ha mai scritto ai giornali cattolici chiedendo spiegazioni per il modo, direi turpe, che usano quando parlano di Israele. Perchè sempre Terra Santa? Perchè non prendono mai posizione contro i terroristi chiamandoli con il nome che gli spetta? Naturalmente non lo fa solo OR ma la maggior parte dei media italiani. Perchè non dare mai un riconoscimento a Israele, alla sua storia così difficile e dolorosa, quasi sempre tragica? Perchè quel modo così palese e cattivo di considerare le vittime palestinesi più vittime degli israeliani?

Le segnalo l'articolo di Pier Luigi Battista: "La religione che non si nomina mai", religione jihadista la chiama il giornalista: http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=73073
e l'articolo importante di Jean Birnbaum pubblicato da Le Monde, giornale di sinistra, in cui critica il governo francese per il silenzio sull'islam dopo gli attentati più sanguinosi che la Francia abbia mai vissuto. http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=73076
Perchè non chiede all'Osservatore Romano di avere il coraggio e anche l'onestà di fare altrettanto dopo che per anni, nonostante i tanti morti, le istituzioni cattoliche parlano dell'islam come religione di pace e d'amore? Il Vaticano ( parlo dello stato, non dei cattolici) ha sempre dimostrato di avere in scarsa simpatia il popolo ebraico e, una volta fondato, il Paese degli ebrei, Israele. E' un'antipatia, per usare un eufemismo, che dura da due millenni e forse sarebbe ora di scrivere la parola fine. Se La Santa Sede, nella figura del Papa, dei suoi sottoposti e dei media cattolici, trattasse Israele con giustizia una buona parte dell'odio antisemita che ammorba il mondo scomparirebbe. Perchè non c'è la volontà di farlo?

Shalom,

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale di Israele, unica e indivisibile

Questa è la lettera della signora Annalisa Ferramosca:

Gentilissima Signora Fait, ho letto tre volte, prima di scriverLe, i tre articoli oggi pubblicati da IC sotto il comune titolo redazionale “Chi considera i terroristi di Hezbollah e Hamas attori indispensabili per l'equilibrio in Medio Oriente? Disinformazione totale di Roberta Zunini, Fabio Scuto, Osservatore Romano”. Molto sinteticamente:

1. Non trovo menzione, nei due articoli di Zunini e Scuto pubblicati sul Fatto Quotidiano (giornale che non leggo) e riportati da IC, di alcun “esercito di Tel Aviv” (Scuto indica l’esercito israeliano con la sigla inglese che significa Israel Defence Forces) e, in effetti, nemmeno di Tel Aviv.

2. L’intero articolo di Roberta Zunini descrive i finanziamenti e l’“enorme arsenale” e addestramento forniti dall’Iran a Hezbollah ed il peso sullo scenario mediorientale che quest’ultimo (che non è, purtroppo, un ‘semplice’ gruppo terroristico, ma un movimento-partito-esercito-Stato-nello-Stato libanese) ha acquisito grazie all’Iran. Quanto al titolo dell’articolo, segnalo che il dizionario dei modi di dire online sul sito del Corriere della Sera definisce “ago della bilancia” il soggetto in grado di far pendere una situazione in un senso o nell’altro, non necessariamente un illuminato elemento di pacificazione in uno scenario di guerra.

3. L’articolo dell’Osservatore Romano non contiene alcun elemento che autorizzi a supporre che il quotidiano ritenga Hamas (di Hezbollah non vi è menzione) un ‘attore indispensabile per l’equilibrio in Medio Oriente’ (che, invece, è la prima cosa cui fa pensare la sua menzione nel citato titolo redazionale di IC ed è ciò che mi ha fatto leggere immediatamente questa sezione di IC prima di tutto il resto degli articoli pubblicati oggi).

4. L’articolo dell’Osservatore Romano non menziona la “Terra Santa” e, sin dal titolo, parla di “Israele”, sicché non capisco perché IC scriva “come promesso e le promesse vanno sempre mantenute” prima di chiamare il giornale “il quotidiano della SS (Santa Sede)”. Oggi, tra l’altro, come nella maggior parte dei casi in passato, proprio “SS” senza puntini, esattamente come le SS naziste. Se, poi, IC oggi ‘gratifica’ un quotidiano di un’assonanza con il nazismo (oltre che della qualifica di “velina”) solo per il fatto di non aver chiamato ‘terroristi’ le “decine di migliaia di palestinesi” menzionati nell’articolo, osservo che non sono definiti tali neppure nel breve articolo dedicato al medesimo episodio da Arutz Sheva, che li definisce semplicemente “Muslims”.

C’è tanto da criticare nell’informazione su Israele e sul Medio Oriente e, in effetti, sull’informazione in generale: le critiche odierne di IC mi sembrano quanto mai fuori bersaglio e, a loro volta, disinformanti per la discrepanza con l’effettivo contenuto degli articoli criticati. Con i più cordiali saluti,

Annalisa Ferramosca


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