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Deborah Fait
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Visitate l'Iran e respirerete aria di libertà 05/11/2018

Visitate l'Iran e respirerete aria di libertà
Commento di Deborah Fait

A destra: "Non abbiamo nessuno in prigione in Iran... li impicchiamo!"

Deve essere stato di ottimo umore Giordano Stabile quando ha scritto il suo articolo sull' Iran e il turismo, grande idea, secondo lui, per aggirare le sanzioni di Trump che stanno per essere attuate (link: http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=6&sez=120&id=72599). E' vero che ha l'onestà e la lucidità di ammettere che potrebbe sembrare una scommessa al limite dell'impossibile ma siccome la Repubblica islamica ha bisogno di moneta forte, il modo migliore per ottenerla potrebbe essere il turismo. Tre milioni di turisti in Iran durante il periodo estivo? Tre milioni di temerari o di folli simpatizzanti del regime? Chissà, certo è che non sappiamo se sono tornati a casa sani e salvi, se sono rimasti soddisfatti, se hanno avuto bisogno di cure psicologiche. Esagero? Non saprei, ho avuto l'occasione di conoscere sia in Italia che in Israele molti iraniani, o persiani come amano definirsi, persone meravigliose, ospitali e gentili, e vi posso assicurare che nessuno di loro ha mai avuto il desiderio di ritornare, nemmeno in visita. Il motivo? Hanno paura. Eppure sono innamorati del loro paese, ne hanno nostalgia, hanno arredato le loro case come fossero degli altari alla memoria, ma non pensano di tornare, mai più, finchè saranno al potere gli ayatollah.

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Giordano Stabile

L'ingenuità di Stabile è quindi quasi comica. Mi immagino la campagna di pubblicità turistica per l'Iran: " Signore e signori, visitate l'Iran, respirerete aria di grande libertà, potrete ammirare i meravigliosi panorami sulle grandi piazze delle impiccagioni, potreste persino vivere l'esperienza, unica e impareggiabile per un occidentale, di un paio di esecuzioni. Interessanti le visite alle tartarughe e ai coccodrilli a Hormuz, angusto passaggio del petrolio, già colpito con dei missili antinave dai militari iraniani. Altra esperienza importante. Ultimo consiglio alle signore, viaggiate leggere, prima che il portellone dell'aereo si apra vi sarà offerto un elegante chador, ricordate che il nero è sempre di moda. Prezzi modici e Pasdaran sempre pronti a difendere la vostra sicurezza." Quando Stabile scrive che alcuni collegamenti navali puntano ad incrementare il turismo religioso dal Pakistan, sono stata presa da un attacco di forte preoccupazione. Ma le avete viste le masse religiose pakistane? Non credo, perchè i media italiani non ne danno notizia. Allora vi informo, dopo la presunta assoluzione di Asia Bibi, la giovane cristiana condannata a morte per aver voluto bere un bicchiere d'acqua da una fontana "islamica", sono scesi in piazza milioni di fuori di testa, fanatici, scalmanati, folle urlanti che Asia deve essere impiccata e per rendere più reale la loro isteria di morte, sventolano - le manifestazioni sono ancora in atto- le corde usate per le impiccagioni, vizietto tutto islamico. Possiamo quindi immaginare la piacevolezza delle nostre vacanze in Iran se le masse fanatiche pakistane si unissero a quelle pro ayatollah iraniane e alle Guardie della Rivoluzione. Si salvi chi può, l' incauta turista con una ciocca di capelli fuori dal chador si trasformerebbe in polpetta. Giordano Stabile conclude il suo ameno, e da un certo punto di vista, pericoloso articolo con questa frase:" Per non finire strangolata la Repubblica islamica ha una sola possibilità: aprirsi al mondo".

No, caro Stabile, per non finire strangolata la repubblica islamica dell'Iran dovrebbe chiudere i cancelli degli stabilimenti dove si preparano le bombe nucleari, pericolo per il mondo intero, dovrebbe smetterla di finanziare il terrorismo mondiale, dovrebbe distruggere quell'orologio che scandisce le ore che separano il mondo dalla distruzione di Israele, dovrebbe mandare gli ayatollah su Marte liberando così il paese e la sua meravigliosa popolazione da quei loschi figuri, dalla paura, dalla dittatura e dalla morte. Altro che turismo. Di quello si parlerà quando i giornalisti non finiranno in prigione, quando le manifestazioni non verranno soffocate nel sangue di tanti giovani. Se ne riparlerà quando una qualsiasi ragazza iraniana potrà strapparsi il velo dalla testa senza finire in galera e rischiare la pena di morte, quando non presa a fucilate e morire su un marciapiede.

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale di Israele, unica e indivisibile"


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