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Deborah Fait
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Un festival per Israele 22/09/2018

Un festival per Israele
Commento di Deborah Fait

Finalmente abbiamo la città, Tel Aviv, abbiamo le date : dal 14 al 18 maggio 2019 e adesso aspettiamo con fiducia le adesioni e i vari, inevitabili boicottaggi all'Eurovision Song Contest. Tutti speravamo che la città prescelta sarebbe stata la capitale, Gerusalemme, ma così non è andata. Gerusalemme sarebbe stata troppo in tutto: troppo bello, troppo complicato, troppo BDS, troppo Roger Water e infine troppi haredim (i nostri religiosi più ortodossi e fanatici). Tel Aviv quindi va benissimo, naturalmente il boicottaggio ci sarà, Roger Waters, l'antisemita, ha già incominciato a raccogliere adesioni. Lui e il suo compare di merende Ken Loach, il regista, hanno pubblicato una lettera sul Guardian e si aspettano moltissime firme anche se una regola della competizione canora avverte che chiunque boicotti dovrà pagare una penale e, più deterrente ancora, chi boicotterà impedirà al proprio paese di ospitare il Festival nel 2020. Naturalmente in Israele tutto è più complicato che altrove, i problemi sono importanti :politica, religione, sicurezza, antisemitismo, non necessariamente in questo ordine, comunque il presidente dell'Eurovisione, Frank Dieter Freiling, si è sentito in dovere di dire con una faccia di bronzo vergognosa: "Noi ci aspettiamo di ricevere alcune garanzie dal Primo Ministro, sicurezza, accesso al Festival per chiunque, libertà di espressione e assenza di politica in nome dei valori della diversità". 
Trovo queste parole offensive, arroganti e disgustose, parole che dovrebbero essere rivolte ai paesi partecipanti non a Israele.

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Frank Dieter Freiling

Vuole sicurezza e allo stesso tempo l'accesso per chiunque? Mi sembra un po' confuso, comunque sappia che tutti i 10.000 che entreranno nell' International Convention Center di Tel Aviv saranno controllati, uno per uno. Questa è sicurezza. 
Libertà di espressione? In Israele è totale, non occorreva puntualizzare, a meno che qualcuno non urli frasi o parole antisemite di boicottaggio o augurando a Israele di scomparire.
I valori della diversità? Israele è la diversità fatta nazione, è talmente evidente che ormai nessuno vi fa caso, qui si vedono tutti i colori di pelle esistenti al mondo, un centinaio di gruppi etnici, tutte le maggiori religioni, dai Bahai persiani, perseguitati dall'islam, ai buddisti, ai cristiani di ogni corrente, ai musulmani e ogni fede è libera nel modo più assoluto.
Chissà se Freiling ha chiesto garanzie sulla libertà di espressione a Mosca nel 2018 o a Istanbul quando ha vinto la competizione nel 2003. Scommetto di no ma si sa che Israele è diverso, a Israele si può sputare in faccia senza avere problemi, si possono anche dire parole offensive a vanvera. 
Sarebbe ora che incominciasse a darne di problemi e a pretendere di essere trattato come qualsiasi altro paese democratico del mondo. 
Stia certo il signor Freiling che se all'aeroporto Ben Gurion si presenteranno attivisti anti-israele questi non entreranno. Intanto 25 paesi hanno confermato la loro partecipazione, compresi alcuni a maggioranza islamica come Azerbaijan e Albania, Gli alberghi stanno già ricevendo prenotazioni per maggio. Israele ha vinto 4 Eurofestival, nel 1978 con A-Ba-Ni-Bi, nel 1979 con la bellissima Hallelujah, Nel 1998 con Dana International e la sua Diva e nel 2018 con Toy cantato, gorgheggiato dalla brava, simpatica, geniale Netta Barzilai.
Le tre precedenti edizioni si sono svolte a Gerusalemme ma allora c'era solo il problema religioso della dissacrazione dello Shabat, i religiosi hanno protestato ma neanche tanto e tutto è andato a buon fine senza problemi.
L'unico anno in cui Israele non ha partecipato è stato il 1980 perchè una delle serate cadeva proprio nel giorno del ricordo della Shoah. 
Negli anni molte cose sono cambiate, la società internazionale ha avuto un capovolgimento dal male in peggio, un vero e proprio imbarbarimento, il boicottaggio di Israele è diventato globale, l'odio contro Israele è diventato una malattia psichica endemica e rivoltante. I palestinisti hanno comprato il mondo con i soldi che quello stesso mondo regala loro annualmente e che servono non solo per il terrorismo ma per pagare la propaganda, per mettere sul libro paga personaggi famosi del mondo dell'arte, della politica, del giornalismo e il risultato è sotto gli occhi di tutti, Israele è il paese più odiato in assoluto e l'unico ad essere boicottato. Abbiamo otto mesi per prepararci all'Eurofestival e credo che ne vedremo delle belle, il teatrino del vado-nonvado sarà interessante, l'unica cosa che spero è che Waters, Koach, il BDS e tutti gli antisemiti del mondo vengano delusi e restino fregati.

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Deborah Fait 
"Gerusalemme, capitale di Israele, unica e indivisibile"


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