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Deborah Fait
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AAA Femministe cercansi 01/09/2018
AAA Femministe cercansi
Commento di Deborah Fait

Non faccio parte di quelli che vivono di ricordi e sospirano nostalgici "ai miei tempi" anche se a volte la tentazione c'è. Pensando al passato, al mio/nostro passato di donne politicamente impegnate, una cosa mi fa infuriare, non riesco a passarci sopra, non posso perchè la nostra lotta è stata uno dei grandi ideali della mia vita e vederla ridotta a una specie di fumettone mangiasoldi mi da molto fastidio . Parlo del femminismo, quello vero, quello delle lotte per i diritti civili di tutti, non solo di noi donne, del diritto al divorzio, all'aborto, alla libertà dell'essere umano in un mondo civile. E oggi mi vergogno. Si, mi vergogno di tutte quelle donne che si dicono femministe e non sono altro che borghesucce annoiate, figlie di papà. Mi vergogno di quello che dicono ma soprattutto di quello che non dicono. Oggi il femminismo non esiste più , è stato ridotto male, calpestato, offeso e umiliato insieme alla dignità, uno scempio di cui sono responsabili le donne stesse. Mi fanno rabbia e pena quei movimenti tipo #Me Too contro le molestie e le violenze sulle donne, mi fanno rabbia tutte quelle donne con le mani inanellate chiuse a pugno e i vestiti firmati che vanno in giro a manifestare non per le centinaia di donne veramente stuprate e spesso ammazzate, non per le bambine molestate o violentate da padri o amorevoli zii a New York come a Milano, non per le 100 ragazzine rapite in Africa da Boko Haram e liberate , chissà in quali condizioni, dopo anni di prigionia e di violenze. Nemmeno per le bambine di 9 anni, spesso anche meno, date in mogli a vecchi musulmani sporcaccioni e spesso stuprate con tanta violenza da morirne. Non manifestano per le donne messe in una buca e lapidate in molti paesi islamici, non per le donne impiccate in Iran, non per quelle decapitate in Arabia Saudita. E le donne Yazidi? Catturate, torturate, violentate e infine vendute come schiave del sesso. Qualcuno ha visto un solo corteo per loro? No, no per queste donne e bambine, le femministe di oggi, le #Me Too, non hanno mai speso una sola parola, non si sono degnate di fare una sola manifestazione. E allora contro chi o che cosa fanno i loro cortei oceanici, urlando come pazze scatenate? Manifestano contro uomini accusati di aver molestato 20 anni prima l'attricetta di turno in cerca di fama. Se un uomo di successo, chiunque egli sia, invita una ragazza per un incontro di lavoro in una camera d'albergo e lei ci va è sua complice, non vittima! Quale è la ragazza che, dai 13 anni in su, non sa che è pericoloso accettare l'invito di un uomo in una camera da letto? Quale è la donna che non sa che per trovare lavoro è in un ufficio che bisogna andare e non in un albergo? Eppure il movimento #Me Too è nato proprio per questo, per difendere quelle giovani arriviste che hanno accettano di farsi palpeggiare da un viscido ricco e potente pur di fare carriera e che, non riuscendoci perchè incapaci, se ne ricordano di colpo dopo 20 anni, è un nuovo metodo per riacquistare un po' di notorietà. Chi stupra va condannato all'eragastolo, chi molesta deve essere punito ma vanno denunciati all'istante, non dopo 20 anni, andando a piagnucolare in pubblico, chiamando i giornalisti, dicendo di essere cadute in depressione, una depressione speciale, tutta loro. Una depressione che chiama soldi. Facile correre per le strade a urlare i nomi di produttori o registi caduti in disgrazia per aver molestato chi ci stava perchè chi non ci stava girava i tacchi e se ne andava! Facile urlare contro "Trump, fascista, nazista, stupratore" tanto non succede niente. Ma per le eroine di Teheran chi va in corteo? Chi grida i loro nomi? Chi le onora per il loro coraggio? Nessuno, le ragazze iraniane che si strappano il velo e poi scompaiono nel nulla non fanno notizia senza contare che una parte del femminismo occidentale, a sua immensa vergogna, difende il velo islamico, "E' cultura" dicono quelle stupide con i jeans firmati e il pugno chiuso con un anello in ogni dito. Si, purtroppo, oltre ad essere in malafede, il femminismo moderno difende l'islam, quindi si guarda bene dal prendere posizione contro quell'ideologia che sta distruggendo il mondo e la civiltà. Quando le vedo in corteo o sul palcoscenico del Golden Globe, elegantissime e, per far scena, tutte vestite di nero come Oprah Winfrey, una delle donne più potenti e ricche del mondo, urlare contro Trump, contro Israele, contro la democrazia, mi sento prudere le mani perchè so che non si vergognano e so che se chiedessi a una di loro dove sta Israele non saprebbe rispondere. Se chiedessi a una di loro quale è la politica di Donald Trump non saprebbe rispondere, forse urlerebbe "fascista" senza sapere cosa è stato il fascismo. E le femministe italiane? Quelle colle magliette rosse? Sto aspettando una piccola protesta contro lo scandalo dell'invito dell'Iran al Salone del Libro di Torino. L'Iran governato dai mostri col turbante che iniziano le preghiere del venerdi, di ogni venerd' da ben 25 anni, pregando Allah di sterminare Israele. Fanno le coraggiose e le sbruffone in USA e in Europa dove possono manifestare in libertà, dove non rischiano niente. Molto comodo, molto triste e vergognoso. Le pseudo femministe occidentali sono semplicemente antidemocratiche, antisioniste, filoislamiche. Le vere e autentiche femministe, quelle che dobbiamo rispettare e che dovremmo difendere dai loro carnefici sono quelle poche donne musulmane che si ribellano alla società del potere religioso e patriarcale, che si strappano il velo che la dittatura impone, rischiando la vita, la libertà, costrette, se possono, a fuggire all'estero per salvarsi. Noi conosciamo solo le storie e i nomi di alcune di queste donne coraggiose ma chissà quante vengono fatte tacere, condannate a scomparire nelle galere del regime o appese a un palo e gettate via come immondizia nel silenzio ignobile di donne più fortunate di loro perchè nate in democrazia. Donne insensibili perchè non hanno niente per cui lottare se non per i fumettoni hollywoodiani, prive di ideali, figlie di un occidente stanco e debole, quindi, in realtà, sono delle povere sfigate che si illudono di far parte di un movimento un tempo glorioso ma, ormai e purtroppo, morto e sepolto.

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale di Israele, unica e indivisibile"


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