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Diego Gabutti
Corsivi controluce in salsa IC
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Periscopio 21/09/2023
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi, 21/09/2023, "Periscopio" a cura di Diego Gabutti.


Gianni Vattimo

Io sono marxista, leninista e non mi è nemmeno antipatico Stalin, che ci ha salvato da Hitler, più degli Stati Uniti. Gianni Vattimo, filosofo del pensiero detto «debole», scomparso il 19 settembre 2023.

La Russia crede che il mondo si stancherà e permetterà di brutalizzare l’Ucraina senza conseguenze. Io vi chiedo questo: se abbandoniamo i principi fondamentali della Carta dell’Onu per placare un aggressore, quale Stato membro può sentirsi sicuro? Joe Biden.

Poco dopo è salito sul palco il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha accusato Mosca di commettere «un chiaro genocidio». Putin vuole spingere il mondo verso «la guerra finale»: il mondo deve unirsi per impedirglielo. Paolo Mastrolilli, Repubblica.

L’accattone di Kiev è andato a mendicare denaro e armi dai suoi padroni americani. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo.

Lula invoca dialogo e pace [con Putin e i suoi portavoce] e Zelensky non applaude. Titolo del Fattosky quotidiano.

Le proteste d’aspirazione democratica, che durante la primavera del 2011 avevano suscitato tanto entusiasmo in svariati paesi arabi, si sono rivelate in gran parte episodi catastrofici, specie per quanto riguarda Siria, Yemen e Libia. Gilles Kepel, Il ritorno del Profeta, Feltrinelli 2021.

Abbiamo creduto nell’«esportazione della democrazia» in punta di baionetta in Iraq e in Afghanistan. Illusione. Appena svanita la «tutela» occidentale, a Kabul è ricominciato come prima il linciaggio delle donne e in Iraq è cresciuto il bubbone dell’Isis. Abbiamo creduto nelle «primavere» arabe. Illusione: sono state un disastro. Pierluigi Battista, HuffPost.

Lasciano le porte aperte, anzi spalancate, a partiti «francesi, polacchi, ungheresi, austriaci, spagnoli, belgi... se diciamo di no a qualcuno – ammonisce Salvini – tornano a governare i socialisti». A gestire le trattative sarà direttamente il leader leghista, in coordinamento con Le Pen e col presidente del gruppo Identità e Democrazia a Bruxelles, il leghista Marco Zanni. A breve Salvini dovrebbe incontrare la leader dell’estrema destra tedesca di Alternative fur Deutschland, Alice Weidel, per rinsaldare il patto. Si vocifera da alcuni giorni anche di contatti e ammiccamenti col partito dell’ultradestra polacca Konfederacja, che vanta posizioni molto simili a quelle dei protonazisti: filorusse, no-vax, anti-femministe e critiche nei confronti dell’Europa. Sostengono di voler «combattere l’ucrainizzazione della Polonia», si dichiarano contrari all’aborto e favorevoli alla reintroduzione della pena di morte, e promettono (suonerà familiare) di voler tagliare le tasse, eliminare le accise sulla benzina e difendere la famiglia. Federico Capurso, La Stampa.

Oggi nessun esponente del M5s si sognerebbe di partecipare al congresso del partito di Putin e tantomeno di definire l’Ucraina uno «stato fantoccio della Nato». (Non ne hanno bisogno, per questo bastano gli analisti del Fatto quotidiano). Francesco Cundari, Linkiesta.

Che propone, dunque, l’avvocato del popolo? Che dice, il Movimento? Zero. Meglio stare sulla riva del fiume, cosa c’è di più comodo? È talmente fuori dal dibattito pubblico, Conte, che ci si è dimenticati di lui. Mario Lavia, Linkiesta.

La Pasqua è il passaggio dalla schiavitù all’Egitto. [Ricordiamolo almeno per questo pensierino diversamente colto sugl’immigrati]. Giuseppe Conte (dal web).

Non c’è azione di contrasto all’immigrazione che può sperare d’essere efficace fino a quando l’Europa sarà vittima di questa schizofrenia che, da una parte, proclama il proprio diritto di difendere i confini e dall’altra vorrebbe mostrarsi inclusiva, accogliente. [...] O si rinuncia a essere politicamente scorretti o si rinuncia al controllo delle frontiere (e, nel lungo periodo, anche allo Stato di diritto). Marino Longoni, Italia Oggi.

Ventimiglia, la Francia blinda il confine. In campo droni e 120 militari. Titolo di Repubblica.

Matteo Zuppi, cardinale e presidente della Cei, uomo di Francesco, dichiara in serena irresponsabilità che la soluzione è far entrare chi vuole entrare e di lasciar vivere chi vuole vivere in Italia. Domenico Cacopardo, Italia Oggi.

La lettera è datata 14 dicembre 1942. La scrive, con una familiarità che denota una lunga consuetudine, il gesuita tedesco Lothar König, membro della rete della resistenza, uomo di collegamento tra l’arcivescovo di Monaco, nemico del nazismo, e il Vaticano. La riceve padre Robert Leiber, segretario del Papa. È dettagliata, circoscritta, drammatica. Parla di Dachau e Auschwitz, d’uno sterminio quotidiano. L’ha trovata Giovanni Coco, archivista e ricercatore presso l’Archivio Vaticano, che a la Lettura rivela: «È un caso unico, ha un valore enorme. [È un’ulteriore conferma che Pio XII sapeva,] e non solo da allora». Massimo Franco, la Lettura.

Marcello Foa [ex presidente Rai in quota 5stelle] porta in trasmissione il medico no vax (sospeso). Rabbia di Viale Mazzini: «Subito la rettifica». Titolo del Giornale.

La trasmissione di Foa, già nel mirino della sinistra, fa dibattere l’ipervaccinista Galli e un medico [sospeso] più scettico. Parte la bufera. Ma la vera posizione antiscientifica è quella di chi nega i danni. Titolo della Verità (lo Scientific American de noantri).

Profeti, riformatori e giornalisti devono, se possibile, ridurre al minimo le sciocchezze propinate al pubblico. Luigi Einaudi, Il mio piano non è quello di Keynes, Rubbettino 2012.

Costituita da un agglomerato di diverse popolazioni, [Roma è] una città piena d’insidie, d’inganni, di vizi di ogni genere, e nella quale si deve sopportare l’insolenza, l’arroganza, l’alterigia, l’invidia, la superbia, l’odio e il fastidio di molti. [...] Occorre grande saggezza e abilità a chi vive tra tanti e tali vizi d’uomini d’ogni tipo, per evitare l’odio, la calunnia, gli inganni, e per essere l’uomo adatto a dominare tale varietà di costumi, discorsi e intenzioni. Quinto Tullio Cicerone, Manualetto del candidato. Istruzioni per vincere le elezioni dirette al fratello Marco, Manni 2023.

Io, ai politici, non crederei nemmeno se mi dicessero la verità. Roberto Gervaso.

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Diego Gabutti

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