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Diego Gabutti
Corsivi controluce in salsa IC
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Periscopio 19/08/2023
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi, 19/08/2023, "Periscopio" a cura di Diego Gabutti.

Il Donbass, la contesa regione del Donec - Vatican News

La valuta della Federazione russa ha toccato i minimi storici sul dollaro e ormai è in calo costante da quand’è iniziata la guerra. È un successo delle sanzioni occidentali, che hanno congelato le riserve estere e reso più difficile per il regime fare affari con altri Paesi. Su questo fronte, le contromosse del regime non producono alcun effetto. Maurizio Stefanini, Linkiesta.

Criticati dall’Occidente perché nei loro paesi si pratica la tortura, i dittatori puntano il dito contro l’arroganza dell’umanesimo occidentale, accusato d’imporre i propri pregiudizi a popoli che approvano la tortura e la soppressione della libertà di parola. David Derby, Grandi libri, Fazi 1999.

Sarkozy: «La Crimea è sempre stata russa. Serve intesa». A Parigi scoppia la bufera sull’ex presidente. Titolo della Stampa.

Kiev: logica criminale. Dal web.

L’astio degli ucraini si spiega anche col sospetto di un legame speciale tra Sarkozy e una compagnia di assicurazioni russa, per un appalto di 3 milioni di euro. [...] Il leader degli ecologisti francesi, Julien Bayou, ha detto che l’ex presidente è «comprato dai russi». Giuseppe Sarcina, Repubblica.

La Russia a marzo si sarebbe accontentata del Donbass. Dopo le perdite subite e la minaccia sempre presente di un’Ucraina atlantica, non desisterà dall’obiettivo d’arrivare a Odessa. [...] Alla fine Washington, forse in vista delle elezioni, porrà fine alle armi. Avrà raggiunto i suoi scopi: separazione di Mosca dall’Europa ormai vassalla, arroccamento dell’occidente a protezione del dollaro. Gli ucraini piangeranno i morti, il Paese dimezzato e distrutto. Elena Basile, il Fattosky quotidiano.

Dio creò il mondo in sei giorni. Il settimo si riposò, e per concedersi uno svago creò gli americani. Benito Mussolini 1, La demoplutocrazia delle pance piene.

Nelle intenzioni degli intellettuali fascisti l’espressione «demoplutocrazia» voleva dimostrare che il potere del denaro era l’inevitabile risultato delle democrazie parlamentari [USA in primis]. Sergio Romano.

America / dovevi vedermi quando leggevo Marx. Allen Ginsberg, America (in Jukebox all’idrogeno, Mondadori 1965).

Quanto sono stupidi questi americani. Palmiro Togliatti.

L’antiamericanismo è comico, prima ancora che stupido. Antonio Gramsci, Quaderni del carcere, Einaudi 2014.

La prigione è sempre aperta. Donald Trump, Rudy Giuliani e gli altri hanno il posto prenotato. Patrick Labat, sceriffo della Contea di Fulton, Georgia (Anna Lombardi, Repubblica).

Il New York Times ha messo insieme una «lista completa degli insulti Twitter di Trump (2015-2021)»: ingiurie ed epiteti personali, da George W. Bush a Michael Bloomberg e Meryl Streep, tantissimi quelli destinati a giornali e giornalisti, ma anche alle città, da San Francisco a Bruxelles (un «hell hole»). Tweet sgrammaticati, concitati, contraddittori, pieni di frottole e d’autoelogi. Nel 2016 Trump twittò una frase di Benito Mussolini. Giulio Silvano, il Foglio.

Ho chiesto al mio ministro delle Finanze on. Guido Jung di venire a Washington quale mio rappresentante. Egli vi dirà con quanto grande interesse io stia seguendo il lavoro del governo degli Stati Uniti per la soluzione delle attuali difficoltà del mondo. Benito Mussolini 2 (una lettera a Franklin Delano Roosevelt, 24 aprile 1933).

Le potenze del Patto d’acciaio, l’Italia fascista e la Germania nazionalsocialista, sempre più strettamente unite, scendono oggi a lato dell’eroico Giappone contro gli Stati Uniti d’America. Benito Mussolini 3, 11 dicembre 1941.

Questa è la grande forza italiana. Non abbiamo avuto Shakespeare, Molière, Calderón de la Barca. Ma abbiamo i comici: la nostra tradizione sono Petrolini, Mussolini, Fellini, sappiamo vendere il nulla, siamo sempre andati in giro a raccontare Pulcinella e Arlecchino. Siamo come i preti, viviamo sulle chiacchiere. Paolo Poli, Alfabeto Poli, Einaudi 2023.

Se il ladro mi entra in casa perché non dovrei essere autorizzato a sparargli, a trafiggerlo con un qualsiasi oggetto mi passi tra le mani? Se pianto la matita che ho nel taschino nella giugulare del ceffo che mi aggredisce, ammazzandolo, perché dovrei rischiare di essere condannato? Roberto Vannacci, generale, già a capo della Folgore, oggi alla guida dell’Istituto geografico militare.

I media di sinistra lo fanno passare per svitato. Titolo della Verità.

Se a voi l’omosessualità sembra normale, scrive Vannacci, è colpa delle trame della lobby gay internazionale che ha vietato «termini che fino a pochi anni fa erano nei nostri dizionari: pederasta, invertito, frocio, ricchione, buliccio, femminiello, bardassa, cupio, buggerone, checca, uranista o culattone, che sono diventati termini da tribunale. [...] Cari omosessuali, normali non lo siete, fatevene una ragione!» Matteo Pucciarelli, Repubblica.

Nel suo libro, Il mondo al contrario, autoprodotto, Vannacci scrive che in Italia viviamo in una dittatura delle minoranze – i gay, i clandestini e gli animalisti [gli animalisti?] – e si definisce erede di Giulio Cesare. leggo.it

Una coppia perfetta di spudorati cani / Mamurra il Culattone e Giulio Cesare. / Non è strano, perché [...] / la malattia fraterna che li assimila / Gli è stampata indelebile sul viso. Gaio Valerio Catullo, Poesie, traduzione di Guido Ceronetti, Adelphi 2019.

Vannacci insiste: «Gay ed ebrei non sono intoccabili». Titolo di Repubblica.

Generale sotto attacco. «Sono basito. Non si possono più esprimere opinioni». Titolo della Verità.

Tutte le opinioni sono lecite. Compresa naturalmente l’opinione che ci sono opinioni ridicole e pulpiti grotteschi. Pierpaolo Albricci, Italia Oggi.

Ognuno ha un debole per qualcosa: uno si crede un grande intenditore di musica; un altro ama recitare una parte almeno un dito più elevata di quella che gli compete; un terzo è poi dotato d’una mano che sente il desiderio sovrannaturale di piegare un angolino a qualche asso o due di quadri. Nikolaj Gogol’, Le anime morte. Einaudi 2019.

In Italia, chi rispetta la legge, prima o poi si pentirà. Roberto Gervaso.

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Diego Gabutti

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