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Giuliana Iurlano
Antisemitismo Antisionismo
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Chi era Süss l’Ebreo? 02/07/2019

Chi era Süss l’Ebreo?
Commento di Giuliana Iurlano

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La locandina del film nazista del 1940

Chi era Süss l’Ebreo? Lo conosciamo soprattutto per il noto film nazista del 1940 diretto da Veit Harlan, che contribuì a divulgare la propaganda antisemita. Süss, però, non è un personaggio inventato: Joseph Süss Oppenheimer era un ebreo realmente vissuto nel ducato di Württemberg. Della prima parte della sua vita si sa molto poco: nato probabilmente nel 1697 o nel 1698, proveniva dalla comunità ebraica di Heildelberg e nel 1733 divenne “ebreo di corte” del duca Carlo Alessandro, in qualità di suo banchiere personale e di consigliere. Le fonti sono, invece, molto ricche e dettagliate sulla sua vicenda processuale, cominciata proprio la notte della morte improvvisa del duca, avvenuta appena quattro anni dopo la sua ascesa al trono, nel 1737. Süss fu immediatamente arrestato, interrogato ogni giorno dagli inquisitori e messo a confronto con i testimoni, fino al suo trasferimento a Stuttgart, dove attese la sentenza. Questa fu emessa il 31 gennaio 1738 e, quattro giorni dopo, egli fu trascinato su una lunga scala e appeso ad una forca rossa, alla presenza di circa ventimila persone. Il suo corpo fu collocato in una forca e tenuto per molto tempo lì, come “orrendo esempio per gli altri”.

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La copertina

Il volume di Yair Mintzker (The Many Deaths of Jew Süss: The Notorious Trial and Execution of an Eighteenth-Century Court Jew, Princeton - Oxford, Princeton University Press, 2017, pp. 330) adotta una metodologia “polifonica”, che incrocia quattro diversi punti di vista: quello di Philipp Friederich Jäger, il giudice a capo della commissione di inquisizione; quello di Christoph David Bernard e di Mordechai Schloss, due uomini che fecero visita a Süss in carcere poco prima della sua esecuzione; infine, quello di David Fassmann, uno dei primi biografi di Oppenheimer. Il problema storiografico sollevato da Mintzker è che la grande quantità di fonti archivistiche (in particolare reperite negli archivi di Stuttgart) non sono del tutto affidabili e, soprattutto, sono chiaramente di parte. Intanto, sostiene l’A., il contesto in cui si consumò la vicenda di Süss è molto importante: il ducato di Württemberg faceva parte del Sacro Romano Impero Germanico, caratterizzato da una forte frammentazione politica: in esso convivevano città imperiali, molti piccoli territori appartenenti a cavalieri o a monasteri, e diversi piccoli e medi principati, che – opponendosi alla struttura imperiale di appartenenza – detenevano eserciti personali e organismi esecutivi e amministrativi. La Riforma Protestante, inoltre, aveva spaccato l’entità imperiale in due blocchi religiosi contrapposti e il ducato di Württemberg, dopo essere stato prevalentemente luterano, era passato al cattolico Carlo Alessandro. La comunità ebraica nell’Impero tedesco non era molto estesa, probabilmente perché agli ebrei era proibito l’ingresso e la residenza in molte città, ma molti di loro si erano distinti in ambito economico e Süss era uno di questi. La particolarità del suo caso consiste nel fatto che il giudice inquisitore aveva già due anni prima intentato processi simili e, dunque, sicuramente Oppenheimer fu una delle tante vittime ebree designate. La stessa sentenza risulta vaga rispetto ai capi d’accusa e le visite accordate a Süss in prigione spesso erano finalizzate a farlo convertire. Nel tempo, la sua figura ha acquisito una fama completamente negativa ed è stata utilizzata nella letteratura e nei film per rafforzare ulteriormente i pregiudizi antisemiti.


Giuliana Iurlano è Professore aggregato di Storia delle Relazioni Internazionali presso l'Università del Salento. Collabora a Informazione Corretta


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