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Michelle Mazel
Come la penso
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William, finalmente un principe inglese è arrivato in visita ufficiale 01/07/2018

William, finalmente un principe inglese è arrivato in visita ufficiale
Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)

https://benillouche.blogspot.com/2018/06/un-jour-mon-prince-viendra-par-michele.html#more

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William con Sara e Bibi Netanyahu

 Il principe William, duca di Cambridge, che un giorno sarà, così dicono, re d'Inghilterra, ha già lasciato Israele ed è tornato nel suo futuro regno. L’avevamo atteso così a lungo, quel figlio della perfida Albione, e finalmente lui è venuto a vedere con i suoi occhi il risultato di un secolo di misure e contromisure assunte dal suo Paese. Da un lato, la Dichiarazione Balfour e dall'altro, la creazione della Transgiordania staccata dalla Palestina Mandataria. Per non parlare delle navi piene di profughi in fuga dai campi di sterminio cui era stato vietato l’approdo, ed i loro passeggeri disperati, che furono parcheggiati in altri campi. 
Come sarebbe andata? Era arrivata l’ora del regolamento dei conti? 
Il Presidente Mahmoud Abbas avrebbe messo in imbarazzo il suo ospite lanciandogli una delle sue famose sfuriate contro l'Inghilterra, come fa ogni anno e avrebbe colto l'occasione per chiedere giustizia per la Dichiarazione Balfour?
In Israele, qualche ministro avrebbe posto qualche domanda imbarazzante? Questo viaggio, temuto per tutti i possibili pericoli , si è invece concluso molto bene, senza dubbio grazie ad una perfetta programmazione. 
Nessun incidente o quasi: a Ramallah Abu Mazen ha evocato, senza sorrisini, la lunga amicizia del popolo palestinese per il popolo inglese e il suo desiderio di pace. Il corteo ufficiale è stato preso di mira a sassate - poca cosa in realtà - sulle strade dell'Autorità palestinese, ma era indubbio che si trattasse di bambini annoiati, che pensavano di avere a che fare con una delegazione israeliana. 
Al contrario, in Israele, si è compiuto un piccolo miracolo. Il principe è venuto, ha visto, ha conquistato ... ed a sua volta è stato conquistato. 
Abbiamo potuto percepire come si fosse instaurato un flusso di “energia” tra questo primo visitatore reale in visita ufficiale e il pubblico israeliano, attraverso bellissime immagini di un principe sceso per un momento dalla sua torre d’avorio. 
E’ rimasto molto sorpreso dall’accoglienza così calorosa di una folla allegra, affettuosa e soprattutto di giovani come lui. Nessun protocollo o così poco, per una passeggiata sulla spiaggia di Tel Aviv con il sindaco - entrambi in maniche di camicia! - o l'incontro sul Rothschild Boulevard con la vincitrice dell'Eurovisione, Netta Barzilai. Lì, come dimostra un tweet ufficiale del Kensington Palace, lui si è iniziato al "gazoz" – la mitica bevanda analcolica; questo tweet si è poi concluso con il famoso "Kapara aleichem" grido di raduno della cantante, che letteralmente significa “ ti amo così tanto che sono disposta a prendere il tuo posto e ad espiare i tuoi peccati”. 
Durante questa visita così breve e così densa si sarà sorpreso per non aver mai visto così tanti ebrei contemporaneamente? Avrà capito quanto l’ immagine che aveva di Israele fosse distorta? Quel che è vero è che, uscendo dallo Yad Vashem, si è permesso di dire spontaneamente, che le sue conoscenze della Shoah erano insufficienti e che si riprometteva di approfondire. 
Probabilmente questa visita non cambierà molto la politica di Sua Graziosa Maestà in Medio Oriente, comunque sia è apparsa sulle prime pagine della stampa occidentale e di quella araba.
Le immagini di un giovane dal sorriso franco, sullo sfondo di una spiaggia assolata, hanno saputo regalare, anche se solo per pochi giorni, un'altra immagine di un Paese costantemente demonizzato dai media.

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Michelle Mazel, scrittrice israeliana nata in Francia. Ha vissuto otto anni al Cairo quando il marito era Ambasciatore d’Israele in Egitto. Profonda conoscitrice del Medio Oriente, ha scritto “La Prostituée de Jericho”, “Le Kabyle de Jérusalem” non ancora tradotti in italiano. E' in uscita il nuovo volume della trilogia/spionaggio: “Le Cheikh de Hébron”. I suoi commenti escono su JForum online


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