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Angelo Pezzana
Israele/Analisi
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Corbyn, una minaccia per gli ebrei e per le democrazie occidentali 05/08/2018

Corbyn, una minaccia per gli ebrei e per le democrazie occidentali
Commento di Angelo Pezzana

A destra: Haaretz sceglie il cambiamento di linea sull'antisemitismo nella sinistra europea

La notizia vera, importante, non è l’antisemitismo e l’avversione a Israele di Jeremy Corbyn, universalmente noti da quando tre anni fa venne eletto segretario del partito laburista inglese; le sue dichiarazioni, interventi, presenze in prima fila nelle manifestazioni organizzate da Hamas e Hezbollah sono diventati una costante della politica socialista d’oltre Manica. La notizia vera, importante – non ancora avvertita dai media europei- è che la sinistra israeliana ha dichiarato guerra alla sinistra inglese, su Haaretz, sempre fonte di informazione super accreditata, ma non questa volta, con una analisi di una pagina e mezza su Corbyn e il suo partito dell’editorialista Anshel Pfeffer dal titolo “Perché il Corbynismo è una minaccia per gli ebrei e per tutto il mondo occidentale” (Haaretz, 3 agosto 2018).


Jeremy Corbyn: 'Sto facendo qualcosa!'

Corbyn è l’unico leader della sinistra estrema veramente socialista – scrive Pfeffer- che può essere eletto a Downing Street alle prossime elezioni e la sua ideologia influenzare la politica europea e anche americana. Chi è Jeremy Corbyn? Non ha mai condannato l’uccisione di mezzo milione di siriani da parte di Assad con il sostegno dell’Iran. È rimasto dalla parte di Chavez quando le sue disastrose politiche economiche hanno ridotto alla fame e al caos il Venezuela, uno dei più ricchi paesi produttori di petrolio. Né si è mai espresso su Putin, malgrado l’eliminazione di oppositori sul suolo inglese. Corbyn era un sostenitore dell’IRA quando l’Inghilterra era vittima di continui attentati, oggi è un assiduo collaboratore del canale iraniano Press TV, dove chiama ‘fratelli’ gli assassini di Hamas e ‘amici’ i combattenti Hezbollah. Ha sempre partecipato a dibattiti con negazionisti della Shoah e antisemiti vari, perché lui stesso crede che non ci sia niente di male nell’attaccare gli ebrei, in quanto rientra nel contesto di una guerra globale contro l’imperialismo. Combattere l’Occidente e Israele significa essere dalla parte giusta della storia. Per questo, nel 2010, in occasione del Giorno del Ricordo della Shoah, organizzò nel Parlamento un incontro internazionale nel quale Israele venne accusato di attuare a Gaza la stessa politica dei nazisti contro gli ebrei. Il titolo era: “Auschwitz a Gaza”. Un anno dopo propose la cancellazione della parola ‘Shoah’ dal Giorno della Memoria.

Non tutti i laburisti la pensano come Corbyn, molti sono anche dispiaciuti, giudicando aberranti le sue posizioni, ma nello stesso tempo le minimizzano, le scusano. Anche altri socialisti in altri paesi non sono d’accordo con Corbyn, ma l’idea che alle prossime elezioni i sondaggi prevedano una sua possibile vittoria – mentre i partiti socialisti sono ovunque in crisi- quasi li rianima, rappresenta una speranza. Che sia un dannato antisemita non preoccupa nemmeno il socialista americano Bernie Sanders, ebreo, esponente di rilievo del Partito Democratico, che condivide le idee di Corbyn. L’essere ebreo conta poco se si sta dalla parte che può vincere. Un attacco, quello di Haaretz, che dovrebbe far riflettere le sinistre europee sul destino che attende la Gran Bretagna, travolta da Brexit e nel caos da cui non riesce a risollevarsi il partito conservatore, un futuro prossimo che prefigura una minaccia non solo per gli ebrei inglesi, ma per tutte le democrazie.


Angelo Pezzana


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