lunedi` 18 dicembre 2017
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Invia ad un amico
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

La verità su Gerusalemme, capitale dello Stato di Israele: il racconto di Danny Ayalon
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

La dichiarazione di Barack Obama sullo status di Gerusalemme, capitale d'Israele (cliccare sulla funzione 'sottotitoli' per inserire i sottotitoli in italiano)
Per consultare l'archivio Video
CLICCA QUI


Clicca qui





Hai già visitato il sito SILICON WADI?


Clicca qui



 
Angelo Pezzana
Israele/Analisi
<< torna all'indice della rubrica
Haaretz: un giornale arabo in lingua ebraica? 24/07/2017
Riprendiamo dal BOLLETTINO della Comunità ebraica di Milano, luglio-agosto 2017, a pag. 7, il commento di Angelo Pezzana, dal titolo "Perché un giornale come Haaretz è così ossessionato da Israele? Perché è un giornale arabo scritto in ebraico?".


Angelo Pezzana

Immagine correlata

Tra i quotidiani israeliani che leggo ogni giorno, non manca mai Haaretz, che alcuni critici particolarmente ostili definiscono “giornale arabo scritto in ebraico”, una definizione che, aldilà dell’ironia, ne sottolinea abbastanza bene la tendenza ideologica. Infatti non è soltanto un giornale dell’opposizione, come potrebbe esserlo,per esempio, Yediot Haaronot, il più diffuso fra quelli in vendita, mai tenero nei confronti delle varie politiche governative, ma con una redazione con posizioni variegate. No, Haaretz evidenzia la parte palestinese, ne difende le ragioni, evitando con cura qualunque tematica che possa mettere in discussione la politica dell’Autorità palestinese.

Questo avviene su molti livelli, dalla cronaca alle analisi, ogni accadimento è utile per interpretarlo in funzione critica verso Israele. Haaretz, da un punto di vista giornalistico, è fatto molto bene, in modo particolare le pagine culturali sono di ottimo livello, quello che colpisce il lettore, diciamo non apriori critico verso il proprio paese, è questa specie di tutela verso tutto ciò che riguarda il conflitto con i palestinesi, che Haaretz si è assunta e che distingue ogni pagina del quotidiano, includendo, con una meticolosità costante tutte le notizie che possono mettere in cattiva luce la società israeliana nel suo insieme. Prendo a caso alcuni titoli. “ Quasi il 20% dei giovani russi arrivati in Israele negli anni ’90 se ne sono andati via” (10 maggio 2017, a piena pagina, sotto la testata). Non metto in dubbio la verità statistica citata, ma che bisogno c’era di pubblicarla in quella evidenza? Stessa data, stessa prima pagina, con il titolo “Graffiti spray anti-arabi a Gerusalemme Est e Galilea”, con un grande fotografia che illustra il pezzo. In prima pagina una scritta su un muro? Stessa data, a pagina 2, titolo a mezza pagina “Sparare a un giovane palestinese con un coltello a Gerusalemme non era necessario, dice una testimone”. Occorreva leggere il pezzo per sapere che un poliziotto stava per essere accoltellato. “Come gli arabi fecero fiorire il deserto di Israele più di 1.500 anni fa” (7 maggio 2017, prima pagina, con foto, in basso a destra). Ma allora anche gli arabi sanno come si può fa fiorire il deserto, mica solo gli ebrei, viene da pensare. “Mio padre è un terrorista come Mandela” (5 maggio 2017, piena pagina) Gideon Levy presenta il figlio di Marwan Barghouti – 5 ergastoli per i crimini commessi- come ‘un attivista di Fatah in prigione, paragonandolo a Nelson Mandela, che di crimini non aveva mai commessi, ma lottava contro l’apartheid in Sud Africa. L’equazione è evidente: Israele è come il Sud Africa se Barghouti è come Mandela.

La rassegna potrebbe continuare all’infinito, le citazioni meritevoli di segnalazione sono pressoché presenti ogni giorno in quasi tutte le pagine del quotidiano. E gli esempi che ho citato sono tra i meno gravi. Perché questa ossessione? Certo non per aumentare le vendite, Haaretz è tra i meno diffusi. L’edizione ridotta - ovviamente in inglese - viene venduta all’interno del New York Times, il che ne facilita la lettura a un pubblico internazionale. Ma è sufficiente per spiegare una scelta così assoluta ?

Per inviare la propria opinione al Bollettino, cliccare sulla e-mail sottostante


bollettino@tin.it
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT