martedi` 18 febbraio 2020
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Che cos'è il sionismo? Un video per capire da guardare e diffondere (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui





Hai già visitato il sito SILICON WADI?


Clicca qui






 
Angelo Pezzana
Israele/Analisi
<< torna all'indice della rubrica
Il gioco delle parti 12/10/2015
Il gioco delle parti
Commento di Angelo Pezzana

Immagine correlata
Abu Mazen: un pessimo stratega politico

Gerusalemme - Lo ha dichiarato lo Shin Bet (la sicurezza interna di Israele), non c’è Abu Mazen a dirigere l’ondata di violenze che sta colpendo Israele, non solo in Giudea e Samaria, ma nel cuore stesso della capitale e in tutto il paese. Anche Netanyahu non accusa più Abu Mazen di essere il regista di una sollevazione che poteva essergli sfuggita di mano. Conviene a entrambe le parti, è questo il ragionamento. A Israele, che così smorza il piano di Hamas di portare la rivolta direttamente dentro e contro Gerusalemme, dividendo Anp e Hamas, se quest’ultima dovesse prenderne le redini, la delegittimazione di Abu Mazen sarebbe definitiva. Per questo le dichiarazioni sono simili.

Immagine correlata
Ismail Haniye, capo di Hamas

Non è un verdetto di innocenza per l’Autorità palestinese, anche senza il nome di Abu Mazen in prima fila, c’è la leadership palestinese, come attestato dai servizi di intelligence israeliani, ma un capo alla guida delle truppe non c’è, e questo è già un risultato. Chi ha incitato alla violenza sono principalmente i gruppi estremisti, con base a Gaza ma anche a Ramallah, con l’aiuto – non va dimenticato – dello stesso Abu Mazen con l’intervento all’Assemblea Generale dell’Onu, quando ha dichiarato la fine degli Accordi di pace di Oslo, attaccando con toni di estrema violenza il governo israeliano, accusandolo di volersi impadronire della Spianata delle Moschee per poi distruggerle. Un piano del tutto inventato, che però ha gettato benzina nelle menti già infiammate di una generazione palestinese giovane, che non aspettava altro, un segnale che annunciasse l’apertura della caccia all’ebreo.

Abu Mazen, pessimo stratega politico, ha capito che sarebbe diventato lui stesso vittima di un terrorismo che avrebbe minato le fragili basi della sua autorità. Per sopravvivere ad Hamas deve rendersi conto che sono altre le armi da mettere in campo. Finché non dimostrerà nei fatti questa volontà, continuerà a ingannare la sua gente.

Immagine correlata
Angelo Pezzana


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT