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Manfred Gerstenfeld
Israele, ebrei & il mondo
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Antisemitismo e antisionismo: un ritratto di George Soros 31/10/2020
Antisemitismo e antisionismo: un ritratto di George Soros
Commento di Manfred Gerstenfeld

(traduzione di Yehudit Weisz)

Billionaire Philanthropist George Soros 'In Defense Of Open Society' : NPR
George Soros

Quando si considerano le attività del miliardario ebreo americano, George Soros, dal punto di vista degli ebrei e degli israeliani spiccano due questioni sostanziali da esaminare. La prima concerne le dichiarazioni e le azioni in maggior parte dannose che lui rivolge contro gli ebrei e Israele. La seconda riguarda gli attacchi antisemiti contro di lui. George Soros è una figura complessa su cui si discute molto. Gran parte delle sue attività in tutto il mondo non ha alcun impatto sulle questioni ebraiche, quindi non c'è motivo per gli ebrei, in quanto ebrei, di entrare in controversie pubbliche sul fatto che lui debba essere classificato come un filantropo importante o il re degli speculatori. Ciò che preoccupa gli ebrei, tuttavia, è che Soros diffonda bugie sull'antisemitismo. In uno dei suoi rari incontri in un ambiente ebraico, nel 2003 Soros aveva partecipato alla Conferenza della Jewish Funders Network a New York. Gli era stato chiesto un suo commento sull'antisemitismo in Europa e così rispose: “C'è un risveglio dell'antisemitismo in Europa. Le politiche dell'amministrazione Bush e dell'amministrazione Sharon contribuiscono a questo…” Soros aveva anche osservato: “ Non è antisemitismo specifico, ma si manifesta anche nell'antisemitismo. Sono critico nei confronti di queste politiche ... “ Ha accusato Israele per la “recrudescenza dell'antisemitismo in Europa” e ha insistito sul fatto che, “se cambiamo questa direzione, anche l'antisemitismo diminuirà”.

A quanto pare nessuno dei presenti all'incontro l’aveva chiamato in causa per aver incolpato la vittima in modo ingiusto ed estremo. Soros si stava dimenticando le origini delle condizioni di estremo antisemitismo dell'Europa, che esistono da più di 1500 anni. Soros, un tipico ebreo masochista, aggiunse che lui stesso ha una certa responsabilità per il nuovo antisemitismo. Per rafforzare questo punto, citò il Premier malese Mahathir bin Muhammad, che aveva detto: “Gli ebrei governano il mondo per procura”. Al che Soros ha risposto così: “Come conseguenza involontaria delle mie azioni, anch’io contribuisco a quell'immagine”. Abraham Foxman, allora Direttore nazionale della Anti-Defamation League (ADL), definì i commenti di Soros sull'antisemitismo “assolutamente osceni”.  Foxman disse che incolpare la vittima per tutti i mali di Israele e del popolo ebraico era fanatico e di parte. Anche il vicepresidente esecutivo della Conferenza dei Presidenti delle principali organizzazioni ebraiche di allora, Malcolm Hoenlein, ha risposto ai commenti di Soros, dicendo: “Gli antisemiti non hanno bisogno di scuse. Se la citazione è accurata, riflette un malinteso fondamentale sull'antisemitismo. È ridicolo e inaccettabile affermare che gli attacchi agli ebrei sono legati alle politiche di Bush o di Sharon, ignorando la vera ragione: una profonda antipatia verso gli ebrei nel mondo arabo e qualche indifferenza da parte dei governi europei. L'antisemitismo in Europa, per esempio, raggiunse il suo l'apice durante il governo Barak, durante i negoziati di Camp David 2 e i negoziati di Taba.” In breve, Soros tende a parlare male di questioni di cui capisce poco o niente. Le fondazioni di Soros finanziano una gran varietà di istituzioni, comprese molte organizzazioni ebraiche e anti-israeliane. NGO-Monitor ha scritto un rapporto su queste donazioni, che variano notevolmente. Secondo il rapporto, il Simon Wiesenthal Center ha ricevuto 450 dollari da Soros mentre l'anti-israeliano Human Rights Watch ha ricevuto 100 milioni di dollari. Una questione su cui Soros è molto criticato è la sua interferenza negli affari interni di molti Paesi. L'obiettivo dichiarato della sua Open Society Foundations (OSF) è “lavorare per costruire democrazie dinamiche e tolleranti i cui governi siano responsabili e aperti alla partecipazione di tutte le persone”.

Ciò si traduce nell'intrusione dell'OSF in società sia chiuse che democratiche. Queste ingerenze includono il finanziamento su larga scala di ONG politiche. L'OSF concede soldi alle Ong politiche in Israele attraverso il suo Dipartimento (ARO) “ Ufficio regionale arabo – cittadini palestinesi di Israele”. L'ARO, guidato da Ammar Abu Zayyad, è uno dei numerosi meccanismi di finanziamento per le ONG israeliane e palestinesi nella rete OSF. Soros è anche coinvolto in tali attività al di fuori di Israele, ad esempio assistendo organizzazioni che sono permeate di antisemitismo. Caroline Glick sul Jerusalem Post nel 2016 aveva affermato che Black Lives Matter aveva ricevuto "650.000 dollari da gruppi controllati da Soros nell'ultimo anno". Il senatore repubblicano degli Stati Uniti Tom Cotton, in un discorso nell'aula del Senato, ha accusato il Quincy Institute for Responsible Statecraft, un nuovo think tank finanziato da Soros e dal collega miliardario Charles Koch, di promuovere l'antisemitismo. Cotton non ha fornito dettagli. Le critiche alle attività di Soros vanno ben oltre ciò che è stato elencato qui. L'OSF ha guadagnato più di 1 miliardo di dollari scommettendo contro la sterlina britannica il Mercoledì Nero del 1992. Questa manovra speculativa aveva costretto il governo britannico a ritirarsi dagli Accordi Europei di Cambio (AEC). Un'altra mossa altamente problematica di Soros è stata la sua concessione di oltre 400.000 sterline a un gruppo pro-UE per cercare di invertire la Brexit. Soros è anche spesso criticato per aver finanziato le campagne di successo di candidati radicali, per la posizione di procuratori distrettuali negli Stati Uniti. C'è una questione relativa a Soros che il mondo ebraico non può ignorare. Molti articoli su Soros lo attaccano perché è ebreo. Il network in lingua spagnola di Radio Television Marti, ad esempio, che trasmette contenuti pro-USA a Cuba, ha mandato in onda un rapporto che definiva Soros un "ebreo multimilionario" di "morale flessibile", "l'artefice del crollo finanziario del 2008.” In Europa, lo sforzo di demonizzarlo è stato sia alimentato che sfruttato, da leader nazionalisti come il Primo Ministro ungherese, Viktor Orban, e politici di Paesi ex comunisti come Macedonia, Albania e Russia.

“L'antisemitismo funziona dicendo le cose al contrario. Funziona mentendo. Funziona confondendo", ha detto Ruth Wisse, Professoressa emerita di Letteratura Yiddish all'Università di Harvard e scrittrice conservatrice. “Ed è così difficile separare alcuni fili, da trame così fitte. Questa è una delle situazioni più difficili in cui ci si possa trovare: quando si ha un ebreo anti-ebreo che viene attaccato dagli antisemiti ". Per gli ebrei, i problemi che sorgono attorno a questi attacchi a Soros richiedono una precisa capacità di essere in sintonia. Una persona che ha avuto problemi al riguardo è stato l'ambasciatore israeliano a Budapest, Yossi Amrani, che aveva condannato una campagna di manifesti ungheresi che attaccavano Soros, dicendo che questi avrebbero incoraggiato l'antisemitismo. Il giorno successivo, il Ministero degli Esteri israeliano ha rilasciato una dichiarazione molto critica nei confronti di Soros, ma non ha detto esplicitamente che il suo ambasciatore si fosse sbagliato. E’ stato un esercizio di acrobazie verbali. La dichiarazione del Ministro diceva che Soros era un obiettivo legittimo per le critiche e che l'ambasciatore aveva intenzione di denunciare la campagna solo perché poteva essere vista come scatenante un sentimento antisemita; poi è stato molto duro con Soros come anti-israeliano, dicendo: "In nessun modo la dichiarazione intendeva delegittimare le critiche a George Soros, che danneggia continuamente i governi democraticamente eletti di Israele finanziando organizzazioni che diffamano lo Stato ebraico e cercano di impedirgli il diritto di difendersi.” Questa affermazione, in poche parole, caratterizza molto bene le attività di Soros. Significa che gli ebrei dovranno continuare ad affrontare le sue numerose influenze negative su Israele, stupide osservazioni sull'antisemitismo e così via.

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Manfred Gerstenfeld è stato insignito del “Lifetime Achievement Award” dal Journal for the Study of Antisemitism, e dall’ International Leadership Award dal Simon Wiesenthal Center. Ha diretto per 12 anni il Jerusalem Center for Public Affairs.
Le sue analisi escono in italiano in esclusiva su IC

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