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Manfred Gerstenfeld
Israele, ebrei & il mondo
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Tra il dire e il fare: le parole del Presidente tedesco Steinmeier e la realtà 07/02/2020
Tra il dire e il fare: le parole del Presidente tedesco Steinmeier e la realtà
Analisi di Manfred Gerstenfeld

(Traduzione di Yehudit Weisz)

Risultato immagini per Frank-Walter Steinmeier
Frank-Walter Steinmeier

Il Presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, alla fine di gennaio, ha fatto due importanti discorsi. Il primo l’ha tenuto il 23 gennaio a Gerusalemme, al Quinto Forum Mondiale sulla Shoah allo Yad Vashem. Ho sentito dire da diverse persone che non conoscono la realtà tedesca, che l'hanno trovato commovente. Il secondo si è svolto il 29 gennaio al Bundestag, il Parlamento tedesco. Allo Yad Vashem, Steinmeier a proposito della Shoah, ha detto : “I tedeschi hanno tatuato numeri sulla parte inferiore delle loro braccia. I tedeschi hanno cercato di disumanizzare esseri umani, di trasformarli in numeri e di spazzare via tutti i loro ricordi nei campi di sterminio... Gli esecutori erano esseri umani. Erano tedeschi. Gli assassini, i guardiani, gli aiutanti degli aiutanti, i collaboratori erano tedeschi. Lo sterminio di massa a livello industriale di 6 milioni di ebrei, il più grande crimine nella storia dell’umanità, è stato commesso dai miei connazionali ... Noi tedeschi abbiamo imparato per sempre dalla storia.” Steinmeier ha aggiunto: “ Tuttavia non posso dire questo, quando l'odio e l'incitamento si stanno espandendo. Non posso dirlo quando nel cortile della scuola si sputa a bambini ebrei. Non posso dirlo, quando da sotto la copertura della cosiddetta critica alla politica israeliana, emerge del brutale antisemitismo. Non posso dirlo, quando durante lo Yom Kippur, solo una pesante porta di legno impedisce al terrorista di destra di provocare un bagno di sangue in una sinagoga di Halle. " Una settimana dopo Steinmeier ha dato il benvenuto al Presidente israeliano Reuven Rivlin nel parlamento tedesco, il Bundestag. Avevano visitato Auschwitz insieme. Steinmeier gli ha detto: “La sua presenza qui è un segno di solidarietà tra i nostri Paesi, tra Israele e la Germania. Ancora più di questo: io lo vedo come un obbligo, l’obbligo di mostrarci degni della mano che Israele ci ha teso. La riconciliazione è una grazia che noi tedeschi non potevamo neppure sperare ”. Steinmeier ha concluso: “Presidente Rivlin, vogliamo mostrare a Israele e al mondo che il nostro Paese è all'altezza della fiducia appena concessa. Questo è il compito che ci viene assegnato a futura memoria. Fare in modo che ciò che potrebbe accadere, non accada mai più. " Ma questi due discorsi sono molto lontani dalla realtà. Lo storico ebreo tedesco Michael Wolffson, ha espresso delle critiche dopo il discorso allo Yad Vashem: “Sempre le stesse parole. Non c’è da stupirsi che quasi nessuno le ascolti.” E poi ha aggiunto: “Circa un quarto dei tedeschi ha un passato migratorio. Molti sono musulmani. L'attuale cultura commemorativa della Germania si rivolge solo ai discendenti di quei tedeschi che hanno vissuto il regime nazista, lo hanno appoggiato e lo hanno sofferto. Come se il mondo musulmano nell'assassinio degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale non avesse collaborato con le bande di Hitler…” Wolffson ha anche osservato: “Poiché quasi nessuno menziona questo fatto, i musulmani tedeschi pensano che tutto ciò non li riguardi. Questo è falso. " Il giornalista ebreo Henryk Broder ha scritto di Steinmeier: “Nel maggio del 2017 aveva deposto una corona sulla tomba di Yasser Arafat a Ramallah e si era inchinato davanti al leader di Fatah, la cui politica è costata la vita a migliaia di israeliani e palestinesi. Ora si è inchinato a Gerusalemme, davanti alle vittime ebree dei nazisti.” Broder ha poi aggiunto: “ Quel che è stato notevole di questo ‘gesto’ non è solo la gelida faccia tosta con cui è stato eseguito, ma ancora più sorprendente è il fatto che tutti i media tedeschi abbiano resistito alla tentazione di collegare gli eventi con delle immagini, anche se ci sono filmati discretamente buoni di entrambi.” Il giornalista non ebreo, Stephan Frank, ha mosso delle critiche molto più dure al discorso di Steinmeier allo Yad Vashem. Sull’importante sito web, Achse des Guten, ha riportato le parole che Steinmeier aveva detto allo Yad Vashem : “Noi combattiamo l'antisemitismo! Noi contrastiamo quel veleno che è il nazionalismo! Noi proteggiamo la vita degli ebrei! Noi stiamo dalla parte d’Israele! ” Poi Frank ha attaccato Steinmeier a testa alta: “Il Presidente federale sta mentendo allo Yad Vashem, davanti agli occhi del mondo, perché è certo che “noi” non lo facciamo affatto. Noi non combattiamo l'antisemitismo, ma bolliamo con la  stella gialla di Davide  i prodotti di fabbricazione israeliana … Noi non proteggiamo la vita degli ebrei, ma paghiamo l'organizzazione terroristica dell'OLP, che si autodefinisce Autorità Autonoma Palestinese, affinché uccida degli ebrei. L’organizzazione Hezbollah, dopo aver ucciso degli ebrei in Israele, Bulgaria, e Argentina, puntato oltre 130.000 missili verso Israele e scavato  tunnel al fine di rapire e uccidere cittadini israeliani, non è vietata in Germania, ma ha il diritto di raccogliere in continuazione donazioni e di reclutare membri”. Frank ha poi continuato: “ No, la Germania non sta dalla parte d’Israele. Chi è che continua a votare per quasi tutte le risoluzioni contro Israele alle Nazioni Unite, facendo in modo che questa istituzione venga abusata dai dittatori del mondo per mettere un singolo Paese alla gogna, mentre ai peggiori tiranni del mondo viene rilasciato un certificato di Nulla Osta? La Germania. Chi ha votato contro l’invito del Partito democratico liberale (FDP) nelle Camere del Parlamento tedesco, che invocava un cambiamento nel comportamento di voto del Governo federale tedesco? Chi manda il messaggio “dalla Germania, con amore” a Teheran per l'anniversario della ‘Rivoluzione islamica’? Il Presidente della Repubblica Federale tedesca . Chi ha fondato una società di affari allo scopo di far rispettare gli interessi commerciali del regime iraniano con l'Unione europea? Il governo federale tedesco. Chi si inchina davanti alla tomba dell'arciterrorista Yasser Arafat, portando corone di fiori ad un terrorista? Il Presidente della Repubblica tedesca. " Varrebbe la pena leggere l'intero testo di Frank, ma qui si può riprodurne solo una parte. In conclusione, scrive: “Il Presidente federale Frank-Walter Steinmeier si inchina davanti agli assassini degli ebrei. Il Governo federale li sostiene alla grande e paga le loro pensioni. Anche se un deputato si dovesse informare sulla politica del governo federale tedesco nel Vicino Oriente, non riceverebbe risposte né esaustive né veritiere. Il governo federale e il Presidente federale continuano a parlare della protezione della vita degli ebrei e di stare con Israele ma, al contrario, loro stanno sempre con i nemici di Israele e continuano a sostenere gli assassini di ebrei. Aiutano a presentare gli assassini come rispettabili partner sul parquet diplomatico e a rendere più efficaci le macchine per lo sterminio grazie al denaro tedesco. Allo stesso tempo, si presentano come i migliori amici di Israele ... " Il discorso di Steinmeier al Bundestag è stato un’introduzione per quello molto più lungo del Presidente israeliano Rivlin. Steinmeier aveva affermato che la Germania voleva dimostrare a Israele e al mondo di essere all'altezza della nuova fiducia accordata. Rivlin avrebbe potuto, in modo diplomatico, menzionare la maggior parte dei punti sollevati da Frank nel suo articolo. Eppure tra tutti, ha richiamato solo la questione di Hezbollah. Il discorso di Rivlin sfortunatamente impallidisce in confronto a quello di Frank. Non sto suggerendo che avrebbe dovuto assumere Frank come suo scrittore di discorsi. Ma Rivlin avrebbe servito molto meglio gli interessi di Israele se solo avesse usato una certa percentuale delle osservazioni di Frank citate sopra.

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Manfred Gerstenfeld è stato insignito del “Lifetime Achievement Award” dal Journal for the Study of Antisemitism, e dall’ International Leadership Award dal Simon Wiesenthal Center. Ha diretto per 12 anni il Jerusalem Center for Public Affairs.
Le sue analisi escono in italiano in esclusiva su IC

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