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Manfred Gerstenfeld
Israele, ebrei & il mondo
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Perché quasi il 40% dei norvegesi paragona gli israeliani ai nazisti? 08/09/2018

Perché quasi il 40% dei norvegesi paragona gli israeliani ai nazisti? 
Analisi di Abraham Cooper e Manfred Gerstenfeld

(Traduzione di Angelo Pezzana)

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Un sondaggio condotto alcuni anni fa in Norvegia ha rivelato che il 38% dei norvegesi effettivamente ritiene che Israele tratti i palestinesi come gli ebrei erano trattati dai nazisti. Nello stesso periodo, il comune di Oslo ha pubblicato uno studio sulle molestie ai bambini nelle scuole superiori di Oslo, scoprendo che un terzo degli studenti ebrei delle scuole superiori veniva molestato verbalmente o fisicamente almeno un paio di volte al mese. 

In ogni cultura, la linea da tenere arriva dall'alto - e lo zeitgeist festoso della Norvegia dell'antisemitismo lo conferma. Poche settimane fa, l'ex ministro degli esteri norvegese, Jonas Gahr Støre, ha lanciato un altro dei suoi odiosi anatemi contro lo stato ebraico. Il leader del Partito laburista norvegese ha affermato che le decisioni prese in Israele negli ultimi mesi dimostrano che il paese è uno stato di apartheid. Støre ha insistito sul fatto che  in Israele ci sono persone con diritti diversi, il che è contrario alla democrazia. Tuttavia, l’odiatore di sempre di Israele ha platealmente mentito, insistendo sul fatto che il suo partito non è solo un amico dei palestinesi, ma anche di Israele. 

Nel corso degli anni, le dichiarazioni di Støre su Israele confermano che è un astuto sobillatore. Ha consegnato la sua ultima calunnia al raduno annuale del movimento giovanile del partito, AUF, sull'isola di Utøya. In effetti, l'incitamento anti-israeliano è tradizionalmente una componente del lavori congressuali del movimento giovanile. In questo modo, il partito laburista assicura che anche la prossima generazione di leader socialdemocratici norvegesi sarà schierata contro Israele. 
Gli incontri annuali di AUF Utøya sono diventati noti a livello internazionale quando il terrorista norvegese Anders Breivik ha assassinato 69 partecipanti nel luglio 2011. Ivar Fjeld era un leader locale dell'AUF quando partecipò ai campi di Utøya nel 1986 e 1987. Anni dopo, quando divenne un attivista cristiano, raccontò ciò che accadeva in quei campi. Ai suoi tempi, Fjeld disse, c'erano partecipanti palestinesi che usavano apertamente droghe, condividendole con i giovani norvegesi. I reclami a chi dirigeva quegli incontri non ottennero alcun risultato, l’obioettivo eraa promuovere i legami con i palestinesi. 
Nel 2011, l'anno del disastroso attacco terroristico, demonizzare Israele era il punto culminante dei lavori. I leader di AUF e i conferenzieri anti-israeliani in visita erano intervenuti per boicottare Israele. Quell'anno Støre visitò anche Utøya. Mentre interveniva contro il boicottaggio di Israele, si faceva fotografare accanto al leader dell'AUF Eskil Pedersen davanti a uno striscione enorme che promuoveva il boicottaggio. Støre ha dichiarato che il "muro di separazione" di Israele dovrebbe essere smantellato. Non ha mai affrontato il motivo per cui la barriera è stata costruita; a causa degli infiniti attentati suicidi contro i civili israeliani. Omettendolo, ha indirettamente aiutato il terrorismo palestinese. 

Tra gli altri noti norvegesi che calunniano lo Stato ebraico, due si distinguono. Nel 2009, i medici norvegesi pro-Hamas Mads Gilbert ed Erik Fosse hanno pubblicato un libro "Eyes in Gaza" incentrato sull'operazione "Piombo fuso", mentre lavoravano in un ospedale di Gaza. Gli autori hanno omesso il fatto che l'ospedale fungeva anche da quartier generale di Hamas. Nel loro libro, Gilbert e Fosse hanno affermato falsamente che Israele è entrato nella striscia di Gaza per uccidere donne e bambini. Støre ha scritto un commento nella quarta di copertina del loro libro colmo di menzogne e odio, lodando gli autori per il loro ruolo a Gaza. 
Il leader del partito laburista e primo ministro norvegese all'epoca, Jens Stoltenberg, telefonò a Gilbert e Fosse per dire che il governo e il popolo norvegese erano dalla loro parte. Oggi, Stoltenberg è il segretario generale della NATO. 

Nel 2009, una diplomatica norvegese, Trine Lilleng, prima segretaria dell'ambasciata norvegese in Arabia Saudita, aveva inviato una e-mail dal suo account dell'ambasciata, in cui paragonava  le immagini dei bambini morti a Gaza con le foto delle vittime della Shoah. 
Støre visitò Israele poche settimane dopo, dichiarò ai media che Lilleng non era più a Riyadh. Quattro mesi dopo, il giornalista israeliano Cnaan Liphshiz telefonò all'ambasciata norvegese in Arabia Saudita e chiese di Lilleng. Gli fu detto che il "Console" Lilleng sarebbe rientrata in ufficio più tardi. Liphshiz si chiese se fosse stata promossa a console dopo l'incidente. 

Recentemente, verso la fine del suo incarico ad Oslo, l'ambasciatore israeliano Raphael Schutz si è espresso molto duramente in merito al diffuso incitamento all’odio dei norvegesi. Ha scritto sulla sua pagina di Facebook che coloro che dichiarano Israele stato illegittimo, negano il suo diritto di esistere e confrontando Israele con la Germania nazista sono degni discendenti dell'ex primo ministro norvegese Vidkun Quisling, che durante la seconda guerra mondiale arrestò gli ebrei norvegesi, e fu responsabile del saccheggio delle loro proprietà. 
Le autorità norvegesi furono responsabili della deportazione degli ebrei ad Auschwitz. Ne tornarono pochissimi. 
Quisling è uno dei pochi norvegesi il cui nome è conosciuto a livello internazionale. È diventato un'espressione generica per voltagabbana e  collaboratore con il nemico. 

I norvegesi hanno reagito con forza alla dichiarazione dell'ambasciatore israeliano. Aveva colpito un nervo scoperto esponendo un importante rappresentante della poliedrica e continua storia antisemita del paese. 
Piuttosto che indagare quel capitolo oscuro della loro storia, troppi norvegesi trovano conforto nella grande bugia che gli ebrei di oggi non sono migliori dei genocidi nazisti di ieri. I norvegesi, offesi dal racconto della verità dell'ambasciatore Schutz, dovrebbero fare i conti con loro stessi, e imparando da quanto è avvenuto nel passato contro i cittadini ebrei, rifiutare la falsa narrativa della dinamica israelo-palestinese.
Sarebbe un ottima occasione per iniziare un serio processo di guarigione.

*** Questo articolo è stato originariamente pubblicato su NewsMax.

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Manfred Gerstenfeld è stato insignito del “Lifetime Achievement Award” dal Journal for the Study of Antisemitism, e dall’ International Leadership Award dal Simon Wiesenthal Center. Ha diretto per 12 anni il Jerusalem Center for Public Affairs.
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Abraham Cooper


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