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Manfred Gerstenfeld
Israele, ebrei & il mondo
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Come è cresciuto l’abuso della Shoah 03/02/2018

Come è cresciuto l’abuso della Shoah
Analisi di Manfred Gerstenfeld

(traduzione di Angelo Pezzana)

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Gli ultimi decenni hanno registrato una graduale crescita dell’abuso della storia della Shoah, crescita e abuso divenuti sempre più diffusi negli ultimi anni, fino a coinvolgere diversi strati della società civile. La manipolazione della verità è diventata parte integrante della sua narrazione. Questo accade mentre sono sempre meno i sopravvissuti. In un mondo caotico è difficile capire se questa manipolazione può essere fermata. Non essendoci un monitoraggio sistematico, non ci rendiamo conto in che misura si sta diffondendo. Quando scrissi “The Abuse of Holocaust Memory: Distortions and Responses nel 2009, era ancora possibile classificare abusi e distorsioni in otto distinte categorie. Prima di quella data, l’attenzione dei media era focalizzata sul negazionismo. Il capovolgimento della Shoah è una categoria più subdola. Uno degli slogan più diffusi in questa categoria definiva il comportamento di Israele verso i palestinesi eguale a quello dei nazisti verso gli ebrei. Dal 2009 si sono diffuse altre categorie sull’abuso della Shoah, alcune del tutto nuove. Una particolarmente ambigua è stata analizzata da Israel Charny, studioso di genocidi. Ha dimostrato come i dipartimenti sullo studio della shoah in diverse università, incluse alcune israeliane, abbiano al loro interno un rilevante numero di ricercatori negazionisti o critici della Shoah. Giudicati in buona fede secondo le regole e i valori guida delle università.” Charny definì l’Università inglese del Sussex un”centro di stravolgimento della Shoah”. Un docente aveva pubblicato un articolo nel quale sosteneva che Hitler non aveva come obiettivo specifico gli ebrei, ma “era parte di un programma più vasto che prevedeva per i tedeschi uno spazio vitale di dimensioni più grandi”. Le manipolazione nelle università avevano anche caratteri più primitivi: “I sionisti devo essere mandati nelle camere a gas” era scritto su un marciapiedi del campus dell’Università della California a Berkeley.

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Nell’Unione Europea, nel 2015, un funzionario maltese fu accusato di avere aggredito una impiegata con affermazioni di odio antisemita. Aveva elogiato il dittatore Italiano fascista Benito Mussolini mentre tentava di strangolare la donna credendola erroneamente ebrea. Le disse “ sporca ebrea... Hitler avrebbe dovuto sterminare tutti gi ebrei, come loro oggi stanno sterminando i palestinesi”. Il Rabbino Capo Binyamin Jacobs, direttore del rabbinato ortodosso olandese, afferma che quando si parla di Israele, la gente gli grida “Hamas, Hamas, ebrei al gas”. Dice anche che i giovani olandesi esclamano ‘Heil Hitler’ durante i suoi interventi al Memoriale delle vittime olandesi nella Shoah. Jeremy Corbyn, leader da un paio d’anni del Partito Laburista inglese,frequenta abitualmente il negazionista della Shoah Paul Eisen. Quest’ultimo ha dichiarato che Corbyn è presente a tutti i suoi eventi di beneficenza con donazioni in denaro. Una forte deformazione della Shoah riguarda il revisionismo polacco. Sin dall’inizio di questo secolo, sono venute alla luce un numero enorme di crimini commessi dai polacchi contro gli ebrei durante la Shoah.

Due scrittori importanti che hanno affrontato questo tema sono Jan Gross e Jan Grabowski. Quest’ultimo ha scritto in una sua ricerca che 200.000 ebrei erano stati uccisi durante la Shoah dai polacchi. Il governo polacco si sforza di negarlo. Non occorre andare lontano per trovare anche ebrei fra coloro che manipolano la storia dell Shoah, ci sono e anche in aumento. Uno degli insulti più pesanti per un ebreo è accusare un altro ebreo di essere un nazista. Il Rabbino Capo sefardita di Gerusalemme, già Rabbino Capo d’Israele Shlomo Amar, ha detto che gli ebrei riformati sono peggio dei negazionisti della Shoah. Centinaia, se non migliaia, di altri esempi si possono trovare in questi ultimi anni. Anche prima della diffusione dei social media, era difficile avere conoscenza piena degli abusi della Shoah. La frammentazione della memoria collettiva nel mondo occidentale ha poi reso più facile una distorsione del ricordo della Shoah. Allo stesso modo, nel crescente vuoto storico, richiamare la Shoah - invece di scomparire come accade agli eventi del passato- pare essere in aumento Il numero degli eventi è oggi così numeroso da non fare più notizia. Il problema è sufficientemente preoccupante da richiedere molta più attenzione. Il passo successivo dovrebbe essere per le istituzioni destinate al ricordo della Shoah, l’inizio di un monitoraggio sistematico e professionale degli abusi, catalogarli in ogni paese. Yad Vashem è l’organismo internazionale più adatto a realizzare e coordinare questo compito.

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Manfred Gerstenfeld è stato insignito del “Lifetime Achievement Award” dal Journal for the Study of Antisemitism, e dall’ International Leadership Award dal Simon Wiesenthal Center. Ha diretto per 12 anni il Jerusalem Center for Public Affairs.
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