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Manfred Gerstenfeld
Israele, ebrei & il mondo
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Ecco come Jeremy Corbyn legittima gli anti-semiti 03/06/2016
Ecco come Jeremy Corbyn legittima gli anti-semiti
Commento di Manfred Gerstenfeld

(Traduzione di Angelo Pezzana)

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Per capire le origini dell’esplosione di anti-semitismo e dell’odio contro Israele in Inghilterra è utile considerare le attitudini e il comportamento del leader del Partito Laburista Jeremy Corbyn, come anche la cerchia dei suoi amici.
Questo estremista di sinistra è stato eletto segretario del partito nel settembre 2015 con il 60% di preferenze. Il clima che si è creato dopo il suo arrivo ha portato alla luce e incoraggiato insulti e odio contro gli ebrei e Israele.

Anche nel passato Corbyn si era distinto per aver diffuso in svariati modi nel partito anti-semitismo e odio. Per esempio, aveva invitato nel parlamento inglese i rappresentanti delle organizzazioni terroriste Hezbollah e Hamas, definendoli “miei amici”. Il suo rapporto verso Hamas, un’organizzazione che persegue il genocidio degli ebrei, si era guadagnato l’applauso da un leader di quel movimento terrorista palestinese. Anche politici socialdemocratici norvegese avevano incontrato dirigenti di Hamas, ma nessuno di loro si era espresso in termini così elogiativi verso quei terroristi.
Corbyn era intervenuto a un incontro e apparso in un video per la raccolta di fondi per il gruppo ” Interpal”, il cui presidente è Ibrahim Hewitt, a cui è vietato l’ingresso negli Usa, Canada e Australia, noto per sostenere la lapidazione delle adultere, ed è “buon amico” di Corbyn. Sul Daily Mail era uscita la notizia che Interpal aveva finanziato un festival a Gaza, dove si insegnava ai ragazzini come attaccare i soldati israeliani.

Anche con Paul Eisen, un negazionista della Shoah, Corbyn è in buoni rapporti e si frequentano da molti anni. Eisen cita spesso come Corbyn abbia frequentato per 15 anni gli incontri “ Ricordiamo Deir Yassin”, anche finanziandoli. Il Jewish Chronicle sollevò molte domande sul passato problematico di Corbyn, ma ottenne solo vaghe ed elusive risposte.

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Corbyn, più che un plateale anti-semita, lo si può meglio descrivere come uno che legittima terroristi e anti-semiti con la sua presenza e con dichiarazioni, situazioni che sfuggono a precisi paragoni con l’anti-semitismo tradiziionale. Sono però tipiche di molti odiatori di ebrei e Israele.
Attualmente sono una ventina i membri del partito laburista ad essere stati sospesi, in maggioranza musulmani, anche se il più fanatico tra loro è Ken Livingstone, un inglese puro sangue, già sindaco di Londra e stretto amico di Corbyn. Diventato leader del partito, Corbyn ha nominato Livingstone condirettore della rivista laburista sulla difesa militare.

Non tutte le diffamazioni venute alla luce nelle scorse settimane si limitano a dopo la nomina di Corbyn. I media hanno rivelato che nel partito laburista altri funzionari si erano resi responsabili delle stesse calunnie anche prima. Dopo la sua elezione a segretario, Corbyn si era dimostrato più cauto di quando era stato un semplice deputato. Per esempio aveva incluso la deputata ebrea e pro-Israele Luciana Berger nel suo gabinetto-ombra, assegnandole il settore sanitario che si occupava delle malattie mentali.
Nel settembre 2015, durante il congresso annuale laburista, era anche intervenuto a un incontro organizzato dagli “ Amici laburisti di Israele”, anche se non nominò mai Israele nemmeno una volta.

Seamus Milne, uno dei collaboratori più vicini a Corbyn, è un altro odiatore di Israele.
Condirettore del quotidiano The Guardian, venne nominato da Corbyn, subito dopo la sua elezione, al grado di Direttore laburista esecutivo del settore " Strategie e Comunicazioni." In altre parole, il responsabile della preparazione dei suoi interventi politici. Uscì un video, dove Milne definiva la fondazione di Israele un crimine. E’ anche un sostenitore di Hamas, ha affermato “ malgrado le orribili ferite Hamas non si è piegata e nessuno la piegherà, perché è forte lo spirito di resistenza del popolo palestinese”.

Corbyn si è dimostrato riluttante di fronte alle proteste per l’anti-semitismo all’interno del partito, scegliendo di ignorarne l’esistenza. A fine aprile, ha dichiarato: “ No, non c’è alcun problema, dentro al partito noi ci opponiamo all’anti-semitismo sotto qualunque forma si presenti. I pochi casi segnalati sono stati trattati rapidamenete, e così lo saranno sempre”. Durante il “Question Time” del 4 maggio scorso, il Primo Ministro David Cameron ha attaccato diverse volte Corbyn a causa della sua amicizia con Hamas e Hezbollah, chiedendogli “sono vostri amici oppure no?”, aggiungendo “perché nei loro statuti promuovono la persecuzione e l’uccisione degli ebrei, sono movimenti anti-semiti, organizzazione razziste, quindi si alzi e dica chiaramente se sono o no suoi amici”. Secondo la sua abitudine, Corbyn non rispose nè sì ne no.

David Hirsch, un docente ebreo che combatte l’anti-semitismo nel mondo accademico inglese da molti anni, ha analizzato in profondità le opinioni di Corbyn e della sinistra che rappresenta. Le riassume così: “ Il suo modo di pensare associa gli stati dittatoriali, alcuni movimento terroristi e alcune forme di anti-semitismo quali parte integrante del fronte anti-imperialista e del movimento internazionale progressista.
Qualche volta si deve ammettere che la violenza e l’anti-semitismo di questi ‘compagni’ non fanno proprio parte dei nostri valori, non sono certamente accettabili, ma chi siamo noi per insegnare agli oppressi i nostri valori ?”.

L’odio per Israele l’anti-semitismo sono un utile strumento con il quale esaminare la decadenza morale in un altro dei vari partiti europei social-democratici. Indica però anche altri problemi più rilevanti. Le opinioni politiche di Corbyn, per esempio,sono un fattore di pericolo per le politiche di difesa e sicurezza inglesi. Visto l’attuale stato del partito laburista, è probabile che assisteremo a molti altri problemi che verranno alla luce, aldilà di quelli che vediamo già rappresentati dai laburisti eletti, anti-semiti e spacciatori di odio.

 


Manfred Gerstenfeld è stato presidente per 12 anni del Consiglio di Amministrazione del Jerusalem Center for Public Affairs. Collabora con Informazione Corretta. E' appena uscito il suo nuovo libro "The war of a million cuts" (in inglese). E' una analisi di come ebrei e Israele sono delegittimati e come farvi fronte.


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