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Manfred Gerstenfeld
Israele, ebrei & il mondo
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Il ruolo dell’islam nel partito laburista inglese 11/05/2016
Il ruolo dell’islam nel partito laburista inglese
Analisi di Manfred Gerstenfeld

(Traduzione di Angelo Pezzana)

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Jeremy Corbyn con un vessillo di Hezbollah

Per dirla tutta sull’esplosione di antisemitismo e diffamazione nel partito laburista inglese e il dibattito che ne è seguito sarà bene partire dal ruolo negativo del leader Jeremy Corbyn, continuatore della politica del suo predecessore Ed Miliband, entrambi responsabili dell’attuale degrado che vede preponderante la presenza musulmana nel partito, dove è in crescita la diffamazione, inclusi anche commenti calunniosi da parte di alcuni ebrei, un partito quindi dai pregiudizi in favore dei palestinesi, come insegna la storia dell’antisemitismo inglese.

Oggi è l’islam a dettare la linea politica antisemita del partito laburista. Jeremy Corbyn, un deputato dell’estrema sinistra, ha assunto la leadership del partito laburista nel settembre 2015 con il 60% dei voti. Dichiarò che era un grande onore per lui ospitare in parlamento i suoi amici di Hamas e Hezbollah. Quando il Primo Ministro David Cameron gli chiese esplicitamente di ritirare l’invito, Corbyn si rifiutò. Vennero alla luce anche le sue regolari frequentazioni con il negazionista della Shoah Paul Eisen. In seguito, sono state rese note le posizioni antisemite di una cinquantina di esponenti laburisti, che ne hanno causato l’espulsione dal partito.

Anche se i musulmani antisemiti non erano in maggioranza, la loro percentuale era comunque sproporzionata. Salim Mulla, consigliere e già sindaco di Blackburn, aveva dichiarato che dietro all’Isis c’era Israele. Come avviene in tutto il mondo, fra i musulmani antisemiti, oltre ad attaccare Israele, istigano contro gli ebrei. Mulla ha scritto: “Gli ebrei sionisti sono una disgrazia per l’umanità”. Beinazir Lasharie, consigliere laburista di Kensington ha scritto su Facebook questo messaggio: “Molti sanno chi c’era dietro l’11 Settembre e anche dietro l’Isis. Non ho nulla contro gli ebrei. Ti chiedo solo di condividere!”. Yasmina Haifi, una musulmana non osservante, inserita nelle liste del partito laburista olandese per le elezioni parlamentari del 2012, si è espressa con identiche parole nel 2014, quando era a capo del progetto “Dutch National Cyber Security Center”. Dichiarò “L’Isis non ha niente a che vedere con l’islam, è un piano premeditato dei sionisti per diffamare l’islam”. Questo suo tweet ricevette molta attenzione perché Haifi aveva una posizione di rilievo nella più importante agenzia di anti-terrorismo del governo olandese. Quando venne sospesa dopo le sue dichiarazioni, su internet venne creato un sito speciale in sua difesa. Il moderatore, Ismail Selvi, già espulso dall’Accademia militare olandese, scrisse: “Questo sito è stato creato per coloro che vogliono sostenere Haifi, per coloro che credono che ci sia una relazione tra sionisti e l’Isis”. Il sito ha ricevuto migliaia di adesioni. Haifi lasciò poi il partito laburista, anche perché temeva che sarebbe stata espulsa.

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Corbyn durante una manifestazione a favore del terrorismo palestinese contro Israele

La deputata laburista Naz Shah di Bredford ha dichiarato che Israele dovrebbe essere trasferita negli Stati Uniti. Quando la notizia è stata divulgata ha cercato di scusarsi, dimettendosi dalla segreteria del Cancelliere dello Scacchiere/Ombra laburista John McDonell. Il partito l’ha sospesa. Un’altra deputata musulmana laburista, Rupa Huq, ha difeso la Shah nel programma TV della BBC “Today”, dicendo di non avere mai fatto dichiarazioni antisemite, ma soltanto di aver condiviso quelle fatte da altri. Ma Shah aveva anche assunto quale aiuto parlamentare nel consiglio laburista di Bradford Mohammed Shabbir, che aveva dichiarato che gli ebrei russi ortodossi erano coinvolti in “giri di prostituzione” e pubblicato su internet tweest sull’ “Olocausto palestinese a Gaza” Ilyas Aziz, di Nottingham, era un altro consigliere musulmano laburista, sospeso dal partito e adesso soggetto a indagine. Anche lui aveva affermato che Israele doveva essere sradicata e rilocata negli Usa e aveva collegato le azioni israeliane contro i palestinesi a quelle naziste contro gli ebrei.

Il 2 maggio scorso, lo stesso giorno in cui Aziz e Mulla venivano sospesi dal partito laburista, un terzo consigliere si aggiungeva all’elenco, Shah Hussain di Burnley, che aveva twittato contro il calciatore Yossi Benayoun, scrivendo che Israele si stava comportando con i palestinesi come Hitler con gli ebrei. Aysegul Gurbuz, consigliera laburista a Luton, aveva twittato che “Hitler era stato il più grande uomo della storia”, aggiungendo che “è disgustoso quanto gli ebrei siano così potenti in Usa”. In un altro twit – poi cancellato - aveva scritto “ se non fosse stato per il mio uomo Hitler, questi ebrei avrebbero già spazzato via i palestinesi anni fa. Questo è un fatto”. Gubuz spera che l’Iran userà le armi nucleari per “spazzare via Israele dalle mappe geografiche”. Poi disse che questi tweet li aveva messi sua sorella. Khadim Hussain, già Lord Mayor a Bradford e ora consigliere, anche lui è stato sospeso. Ha scritto su Facebook che la morte di milioni di africani non viene insegnata nelle scuole, perché “nelle vostre scuole il sistema educativo racconta solo di Anna Frank e che Hitler uccise sei milioni di sionisti”. L’ultimo consigliere musulmano sospeso dal Partito Laburista è Miqdada Al-Nuaimi, di Newport, ma nato in Iraq. Ha twittato “gli ebrei, nel cui nome il regime sionista israeliano commette crimini di guerra dovrebbe chiedere scusa: è la stessa mentalità arrogante dei nazisti”. In un altro tweet del 2014 “Il regime israeliano assume sempre di più il carattere arrogante e genocida dei nazisti”.

Altri esponenti di rilievo hanno fatto osservazioni antisemite nel passato. Nel 2014, la deputata Jasmin Qureshi, che rappresenta Bolton South East, disse che “era molto strano che il governo israeliano fosse ‘compiacente e felice’ di permettere che i palestinesi venissero trattati come gli ebrei che patirono il genocidio”. Dopo si scusò. Questo avvenne quando il leader del partito laburista era Ed Miliband, ebreo. Nel 2014, un altro deputato laburista musulmano, Shabana Mahnood, aveva partecipato a una manifestazione davanti al supermercato Sainsbury a Birmingham, per protestare contro la vendita di “prodotti illegali dai territori”. Il negozio rimase chiuso per almeno mezz’ora. Simon Johnson, a capo del “Jewish Leadership Council”, dichiarò “E' del tutto inaccettabile che un Membro del Parlamento sostenga iniziative che hanno obbligato un supermercato a chiudere”.

Ma il partito laburista non è l’unico ad avere l’eclusiva dell’odio musulmano contro Israele. Amjed Hussain è un attivista del Partito Nazionale Scozzese, fotografato sui manifesti accanto al leader nazionale Nicola Sturgeon. Si è saputo recentemente di una foto che ha condiviso, con lo slogan “Israele non ha storia, solo una fedina penale”. Ha anche condiviso un video, nel quale si afferma che l’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 è stata una operazione voluta dal Mossad. Un altro posto su internet sosteneva che Israele era dietro l’Isis. Quando tutto questo si è Saputo è stato allontanato dalla campagna elettorale. Questi esempi citati sono importanti per diverse ragioni. Ogni indagine condotta in un paese occidentale rivela propagatori musulmani di odio antisemita, che agiscono abitualmente all’interno delle loro comunità religiose. Qui però si tratta di fatti che avvengono in uno dei partiti politici più importanti. In più, i guai attuali dei laburisti dimostrano ciò che succede quando un partito si prostra per avere i voti dei musulmani, atteggiamento tipico di molti attuali partiti socialisti. Un leader di sinistra come Corbyn, che chiama il movimento islamo-nazista Hamas “miei amici”, rende più facile la propaganda antisemita ai membri del suo stesso partito.


Manfred Gerstenfeld è stato presidente per 12 anni del Consiglio di Amministrazione del Jerusalem Center for Public Affairs. Collabora con Informazione Corretta. E' appena uscito il suo nuovo libro "The war of a million cuts" (in inglese). E' una analisi di come ebrei e Israele sono delegittimati e come farvi fronte.


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