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Manfred Gerstenfeld
Israele, ebrei & il mondo
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Chi finanzia la ‘cultura accademica’ per delegittimare Israele ? 23/05/2015
 Chi finanzia la ‘cultura accademica’ per delegittimare Israele ?
Manfred Gerstenfeld intervista Ofira Seliktar

 (Traduzione di Angelo Pezzana)

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Ofira Seliktar

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 Ofira Seliktar, è professore emerito a Scienze Politiche presso il Gratz College (Pensnsylvania) e già studiosa al Middle East Research Institute della Univerity of Pennsylvania. Ha pubblicato nove libri e moltissime analisi sul tema “American Intelligence”.

 “ La domanda ‘chi finanzia la cosiddetta ‘intelligenza accademica’ che delegittima lo Stato di Israele, e chi sostiene le varie attività nei campus universitari contro Israele, è estremamente complessa e sfaccettata. Tutte le iniziative finora messe in atto per studiare questo tema sono state inadeguate.

 “ Ad oggi ne conosciamo solo alcuni aspetti. Varie fondazioni, provenienti soprattutto da donatori arabi e musulmani, svolgono un ruolo basilare nel finanziare istituzioni culturali in Medio Oriente e in Israele. Molte di queste fondazioni sono finanziate dalle famiglie reali. “

 Seliktar segnala alcuni esempi. “ La Fondazione del Principe saudita Waleed Al Talal spicca per l’ammontare delle donazioni negli Stati Uniti. Ha creato Middle East Centers nelle principali università, come Harvard, Yale, Georgetown e Berkeley.  La Sultan bin Aziz ibn Saud Foundation è un’ altra fondazione saudita. Ha donato enormi somme di denaro a Berkeley e ad altre università americane. La Saudi Khalid Bin Abdullah, Bin Abdul Rahman al Saud Foundation ha creato una cattedra alla Harvard University.  Anche la Sultan of Oman Foundation ha finanziato una cattedra all’Università di Harvard.

" Qatar, ultimo arrivato in queste iniziative, sta sviluppando un ambiziosissimo programma per influenzare i corsi educativi di alto livello. Una fondazione è stata costituita dalla famiglia reale Ibn Kahlifa Al Thani. Anche in Medio Oriente influenza la politica estera delle varie diplomazie.

 “ L’Iran promuove la versione sciita dell’islam e la propria politica estera. I suoi finanziamenti passano attraverso il Ministero degli Esteri, della Cultura, la Guida Suprema, il Ministero per l’Informazione e la Sicurezza – che comprende anche l’intelligence- così come una moltitudine di fondazioni religiose.
Una importante è la Alavi Foundation, gestita dalla Mustazafeen Foundation, un insieme di raggruppamenti parastatali, creati dall’Ayatollah Khomeini nel 1979.
La Alavi Foundation ha distribuito finanziamenti a più di 30 università nord americane. Le sanzioni, messe in atto per fermare il programma nucleare, non hanno mai toccato il budget della Mustazafeen Foundation, che,essendo parastatale, ha il suo proprio bilancio.

“ Molti istituti culturali e pubblicazioni hanno ricevuto sostanziose donazioni arabe. Inclusi il Middle East Policy Council e il Middle East Policy Journal. Quest’ultimo pubblicò il saggio anti-Israele di John Mearsheimer e Steven Walt sulla cosiddetta Israel Lobby, che poi divenne un libro.  Anche l’ Institute for Palestine Studies riceve finanziamenti arabi. La sua pubblicazione The Journal of Palestine Studies, pubblicò le ricerche su ‘Israel as a Colonial State’ e ‘Israel as an Apartheid State’. L’importante editore ‘Elsevier’ è stato comprato dal Qatar. Pubblica, tra l’altro, Lancet, la pubblicazione medica un tempo la più quotata. Non è un caso quindi se è stato Lancet a pubblicare un editoriale con le false accuse sulle ‘atrocità israeliane durante la guerra a Gaza del 2014’.

 “ Un secondo tipo di finanziamenti sono quelli che arrivano alle istituzioni anti-Israele e pro-palestinesi dalle cosiddette Fondazioni Indipendenti. Agli inizi del 2000 fecero scalpore le attività della Ford Foundation. Nel 2003, Edwin Black pubblicò una serie di articoli sul Jewish Telegraph Agency nei quali dimostrava come la Ford Foundation finanziasse l’attivismo anti-israeliano. Fra i molti esempi rivelò l’attivismo anti-Israele del 2001 a Durban, Sud Africa, sotto l’egida del UN World Conference against Racism. Quando si venne a sapere, il Congresso degli Usa ingiunse alla Ford Fondation di interrompere i finanziamenti a chi promuoveva ostilità contro Israele.

 “Un’altra categoria di finanziatori delle attività anti-Israele sono le Compagnie Petrolifere e le multinazionali che hanno legami con il Medio Oriente. Il finanziatore più importante è la compagnia petrolifera Aramco. In un articolo su Aramco World, si legge: “ Il Medio Oriente è l’unica area ad essere studiata che non ha specificità geografica… ogni argomento culturale che comprenda gli arabi o l’islam, è un tema attuale o storico che qualunque studioso può affrontare. L’articolo prosegue, affermando che Aramco sosterrà favorendo una più grande comprensione dell’area, investendo nella creazione di Centri sul Medio Oriente nelle università americane.

 “ Un aspetto che richiede uno studio dettagliato e approfondito è il finanziamento delle varie fondazioni tedesche che criticano Israele. Va collegato però nel quadro più generale delle fondazioni tedesche che operano in Israele”

Seliktar conclude: “ Una ricerca sistematica sul tema dei finanziamenti alla delegittimazione di Israele è al di là della capacità anche di un intero team di studiosi. L’intervento dello Stato di Israele, con le necessarie risorse, è indispensabile. Possiamo solo chiederci perché una minaccia alla sicurezza nazionale così forte non sia ancora stata presa in considerazione dal governo di Israele.”


Manfred Gerstenfeld è stato presidente per 12 anni del Consiglio di Amministrazione del Jerusalem Center for Public Affairs. Collabora con Informazione Corretta. Il nuovo libro di Manfred Gerstenfeld "The war of a million cuts", esce questo mese (in inglese). E' una analisi di come ebrei e Israele sono delegittimati e come farvi fronte.


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