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Manfred Gerstenfeld
Israele, ebrei & il mondo
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Israele/elezioni: lo stallo tra il Likud e il Centro Sionista continua 24/02/2015
 Israele/elezioni: lo stallo tra il Likud e il Centro Sionista continua
Analisi di Manfred Gerstenfeld

(Traduzione di Giorgio Berruto)


In alto: i leader di Centro sionista Isaac Herzog e Tzipi Livni; in basso, il leader del Likud Benjamin Netanyahu

Nel corso della settimana scorsa, il dibattito politico si è surriscaldato ma ha continuato a non avere un baricentro. C’è stato un breve momento di unità quando il deputato di Habayit HaYehudi, nonché ministro della Terza Età, Uri Orbach, è mancato a soli 54 anni. Esponenti di numerosi partiti di tutto l’arco politico lo hanno ricordato lodandolo.

E’ proseguito il dibattito sul discorso che Netanyahu ha in programma di fronte al Congresso americano. Per evitare che si trasformi in propaganda elettorale, il Presidente del Comitato Elettorale, il giudice della Corte Suprema Salim Joubran, ha stabilito che il discorso non venga trasmesso in diretta in Israele, ma cinque minuti dopo. Questo consentirà di tagliare le parti che potrebbero essere considerate di propaganda. Il discorso sarà seguito online in tempo reale, dunque questa precauzione sembra più che altro simbolica.

Considerando i dibattiti elettorali, frammentati e spesso di basso livello, il Presidente Reuven Rivlin, presente a una conferenza dell’ “Institute for National Security Studies”, ha affermato che chi si candida a ricoprire il ruolo di Primo Ministro dovrebbe focalizzarsi sulle questioni più importanti. A questo proposito Rivlin ha elencato il conflitto israelo-palestinese, le minacce alla sicurezza, la situazione economica e la condizione delle minoranze. Per quanto riguarda il discorso di Netanyahu al Congresso americano, ha sottolineato come gli israeliani abbiano il diritto di ascoltare quello che Netanyahu ha da dire, e di farlo in ebraico.


Baruch Marzel, Haneen Zoabi

La Corte Suprema ha rovesciato la decisione del Comitato Elettorale Centrale di estromettere dalle elezioni la deputata Haneen Zoabi e il candidato di Yahad Baruch Marzel: otto giudici hanno votato per riammettere i due candidati, soltanto uno si è opposto. Il Ministro degli Esteri Avigdor Lieberman e altri parlamentari di destra hanno dichiarato che lasciare Zoabi in corsa per la Knesset è analogo al sostegno al terrorismo.

La questione, in sé marginale, delle spese domestiche del Primo Ministro, si è trasformata in una delle notizie più discusse della settimana. L’ufficio del Controllore di Stato ha pubblicato un resoconto delle spese della residenza del Primo Ministro che, dal 2009 al 2011, sono salite da 1.8 a 3.1 milioni di shekel [da circa 330.000 a 560.000 euro]. Nel 2013 sono ridiscese a 2.4 milioni di shekel [440.000 euro]. Il resoconto menziona inoltre parecchi punti potenzialmente illeciti legati a queste spese. Il Procuratore Generale deve adesso stabilire se lasciare campo libero alle indagini della polizia. Il ministro del Likud Yuval Steinitz ha affermato che “nel 2012, le spese della residenza del Presidente Peres sono state 20 volte superiori a quelle di Netanyahu”. Steinitz ha anche sollevato dubbi sulla tempistica della relazione, a maggior ragione dal momento che il Controllore di Stato non aveva mai compiuto indagini sulle spese residenziali di chi in passato ha ricoperto la carica di Primo Ministro. Steinitz ha aggiunto: “Forse il Controllore si è lasciato influenzare dai media”.

Per rispondere alle critiche, Sara Netanyahu, moglie del Primo Ministro, ha invitato un noto designer di interni a visitare la residenza per conoscerne tutti gli aspetti. Il filmato della visita è stato messo online, ma ciò ha condotto a ulteriori critiche di vario tipo. Yuval Diskin, ex capo dello Shin Bet - il servizio israeliano di intelligence – ha scritto su Facebook che “riprendere in un filmato la residenza del Primo Ministro è una grave violazione degli standard di sicurezza”. Ha aggiunto che “qualsiasi servizio di intelligence o organizzazione terroristica darebbe una fortuna per avere a disposizione tutti questi dettagli”.

Le frecciate tra i partiti sono proseguite. Il leader di Yesh Atid, Yair Lapid, ha detto che Israele sarebbe in una migliore posizione per rendere più accettabile l’imminente accordo tra Iran e Occidente se il Primo Ministro Netanyahu non avesse provocato il deterioramento delle relazioni tra Israele e gli Stati Uniti. Una constatazione che tuttavia lascia perplessi, dal momento che il Presidente americano Barack Obama ha sottaciuto i crimini più estremi scaturiti dalle comunità islamiche di tutto il mondo, e lo ha fatto in molte occasioni e per anni.

I leader del Centro Sionista Isaac Herzog e Tzipi Livni, insieme ai loro esperti di sicurezza, hanno visitato il margine esterno della Striscia di Gaza. Herzog ha affermato che il loro “atteggiamento, per quanto concerne la sicurezza, sarà fondato su difesa, deterrenza e il cambiamento della strategia in direzione di una maggiore intraprendenza in vista della costruzione di un futuro e di un orizzonte”. Ha aggiunto che Gaza continua ad essere una “bomba a orologeria, e Netanyahu ha fallito contro Hamas”. Netanyahu ha risposto con un discorso tenuto ad Ashkelon, in cui ha definito Livni “dannosa per il Paese”. Ha detto inoltre che Livni ha dichiarato di essere contraria a trattare con Hamas, e tuttavia ha incontrato Abu Mazen, il Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, appena pochi giorni prima che questi firmasse un accordo di unità nazionale proprio con Hamas.

Il Likud ha avuto successo nell’attirare l’attenzione con due video diffusi online. Nel primo, intitolato “Bibi-sitter” (https://www.youtube.com/watch?v=fuX81NffpGU), Bibi Netanyahu si presenta come babysitter a una giovane coppia che sta uscendo per una serata. Netanyahu dice alla coppia che possono scegliere tra lui e Herzog e Livni. La coppia risponde che se i figli fossero affidati a Herzog, sarebbero i bambini a doversi prendere cura di Herzog piuttosto che il contrario, mentre Livni li abbandonerebbe a metà serata. Questa seconda battuta si riferisce al fatto che Livni si è candidata con quattro diversi partiti (Likud, Kadima, Hatnuah e Centro Sionista) nel corso delle varie campagne elettorali.

Il secondo video del Likud è stato nominato “Pizza Buji”, un gioco di parole a partire da Buji, il soprannome di Herzog. In 12 ore è stato visualizzato quasi 500.000 volte. Un ragazzo ordina una pizza, ma gli viene servita con un’ordinazione supplementare di Tzipi Livni, che il giovane non vuole: il video presenta Livni come un peso per il Centro Sionista. Herzog vorrebbe un dibattito diretto con Netanyahu, ma quest’ultimo è disposto a farlo soltanto se partecipasse anche Livni, dal momento che l’accordo tra Livni e Herzog prevede che in caso di vittoria lei ne prenda il posto come Primo Ministro a metà mandato.

La rete dei social network frammenta ancor più la campagna elettorale e rende ancora più difficile seguirne tutti gli sviluppi. E questo è tanto più vero, quanto più i singoli candidati promuovono messaggi inerenti ai rispettivi settori di competenza sulle proprie pagine Facebook. Nel frattempo Herzog ha rinforzato la campagna del Centro Sionista grazie a Reuven Adler, esperto pubblicitario, che ha lavorato a stretto contatto con Ariel Sharon quando questi era Primo Ministro.


La leader di Meretz Zahava Gal-on

I sondaggi si mantengono incerti e contraddittori. Ci sono spostamenti all’interno dei diversi blocchi, ma non tra questi. Likud, Israel Beitenu e HaBayit HaYehudi attualmente dispongono di 43 seggi alla Knesset, e i sondaggi perlopiù attribuiscono ai tre partiti insieme da 41 a 43 seggi. Centro Sionista e Meretz, che ne hanno al momento 27, stando alle previsioni potrebbero guadagnarne 1 o 2 in più. Il partito di centro Yesh Atid ha attualmente 19 seggi; i sondaggi indicano che li dovrebbe dividere con l’altro partito di centro, Kulanu, guidato da Kahlon, e insieme ad esso toccare quota 20. I tre partiti ortodossi probabilmente si spartiranno i 18 seggi attualmente detenuti da Shas e United Torah Judaism (UTJ). La Lista Araba Unita potrebbe ottenere un seggio in più degli 11 che occupa in questo momento.

I sondaggi di tanto in tanto rivolgono agli intervistati domande sulle loro preferenze per i singoli ministeri. Secondo il sondaggio Walla Kahlon è il più apprezzato come Ministro delle Finanze (34% delle preferenze), seguito da Manuel Trajtenberg di Centro Sionista (17%) e Lapid (13%). Non senza sorpresa, Livni è la preferita come Ministro degli Esteri (24%), seguita da Gilad Erdan del Likud (18%) e Lieberman (17%). Staccati Lapid (14%) e Michael Oren, di Kulanu (7%).


Manfred Gerstenfeld è stato presidente per 12 anni del Consiglio di Amministrazione del Jerusalem Center for Public Affairs. Collabora con Informazione Corretta.


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