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Manfred Gerstenfeld
Israele, ebrei & il mondo
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Israele: Parigi relega la campagna elettorale in secondo piano 14/01/2015
 Israele: Parigi relega la campagna elettorale in secondo piano
Commento di Manfred Gerstenfeld

(Traduzione di Angelo Pezzana)


Ytzhak Herzog con Tzipi Livni

La scorsa settimana ha registrato una interruzione della campagna elettorale a causa delle stragi parigine. Si sono verificati degli errori nel conteggio dei voti delle primarie del Likud, che hanno modificato la posizione di alcuni candidati. Ad esempio, ha avuto meno preferenze Tzachi Hanegbi, l’attuale vice Ministro degli Esteri, pur mantenendo un posto che gli garantisce le rielezione. Netanyahu ha dichiarato che se confermato premier, effettuerà riforme che daranno origine a una coalizione nella quale troveranno posto i partiti alleati. Come è accaduto per Likud e Laburisti nel passato governo.

In base ai sondaggi entreranno alla Knesset diversi piccoli partiti, la coalizione di governo potrà risultare formata da 5 o 6 partiti, il che renderà problematico per il Likud l’attribuzione a tutti degli incarichi ministeriali. Facile prevedere che il governo non avrà vita facile. Laburisti e Hatnuah usano l’espressione “Campo Sionista”, che però è stata cancellata nella pubblicità sui media arabi, provocando molte critiche da Habait Hayeudì. Il parlamentare Moshe Feiglin, che nelle primarie del Likud aveva ottenuto un posto che non gli garantiva l’elezione, ha lasciato il partito per fondarne uno suo, ma non è sicuro se farà in tempo a partecipare alle prossime elezioni.

Avraham Burg, già portavoce laburista della Knesset ed ex direttore dell’Agenzia Ebraica, si è candidato nel partito arabo-ebraico comunista Hadash. Nel 2004 venne sconfitto alla leadership del partito laburista a causa delle sue posizioni anti-sioniste. Alcuni deputati di rilievo hanno annunciato che non si candideranno, tra questi il Ministro della Sicurezza Pubblica Yitzhak Aharonovitch, David Rotem di Israel Beitenu e Nitzan Horowitz del Meretz.


I partiti israeliani nell'ultima legislatura

Il partito Kulanu dell’ex Ministro Khalon ha comunicato i nomi di altri suoi candidati, fra i quali il generale della riserva Yoav Galant, già capo comandante del fronte sud, Rachel Azaria, vice sindaco di Gerusalemme e Yifat Sassa-Biton, un educatore. Nella settimana scorsa si sono tenuti molti sondaggi. Tutti hanno dato Likud e Laburisti/Hatnuah testa a testa. L’Istituto Dialog, per conto di Haaretz, attribuisce 23 seggi a Laburisti/Hatnuah e 22 al Likud, 16 a Habait Hayehudi, 12 a Yesh Atid e 9 a Kulanu. Israel Beitenu, che avuto molti dei suoi eletti denunciati per corruzione, è sceso da 13 a 6. Anche Shas, il cui segretario Arye Deri aveva dato le dimissioni dalla Knesset, scende da 11 a 5.

E’ probabile che I 3 partiti arabi si presentino in un’unica lista. In caso contrario, i sondaggi prevedono per il Partito Unito Arabo 5 seggi, 5 anche per Hadash, mentre Balad sembra non essere in grado di superare il 3.25% dello sbarramento.

Lo stesso sondaggio ha chiesto agli interrogati chi aveva più possibilità di essere Primo Ministro. Netanyahu ha ottenuto il 46%, il leader laburista Yitzhak Herzog il 30%. Altra domanda riguardava chi avrebbe potuto rappresentare l’aspetto politico/diplomatico. Netanyahu ha ottenuto il 48% e Herzog il 33%. In quanto alla sicurezza, Netanyahu ha avuto il 55%, Herzog il 25%. In merito alla situazione economica entrambi hanno ottenuto il 38%.

E’ stato chiesto se erano stati soddisfatti della scelta del partito per il quale avevano votato nella passata legislatura. La risposta è stata no, con una media del 36%. I partiti più criticati sono stati Yesh Atid, Shas, Likud-Beitenu e Balad. La metà di quanti li avevano votati si è dichiarata insoddisfatta. Per i laburisti gli insoddisfatti sono stati il 26%, per Habayt Hayehudì il 21% e solo il 5% di United Torah Judaism. Per conto di Maariv, il sondaggio TNS Tekleseker prevede 25 seggi al Likud, uno in meno, 24, a Laburisti-Hatnuah e a Yesh Atid solo 9.

Chiedeva inoltre a chi andava attribuita la responsabilità per la crisi delle abitazioni. Il 37% ha risposto Netanyahu, il 24% Lapid e il 14% l’ex Primo Ministro Ehud Olmert. Le primarie del Partito Laburista si sono tenute l’altro ieri, 13 gennaio, con 49.000 aventi diritto al voto, la metà di quanti hanno votato nelle primarie del Likud.


Manfred Gerstenfeld è stato presidente per 12 anni del Consiglio di Amministrazione del Jerusalem Center for Public Affairs. Collabora con Informazione Corretta.


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