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Manfred Gerstenfeld
Israele, ebrei & il mondo
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Città contro Israele 08/12/2014
 Città contro Israele
Analisi di Manfred Gerstenfeld

(Traduzione di Angelo Pezzana)


Leicester, benvenuti a Eurabia


Il vero volto dei movimenti BDS: l'antisemitismo

In Inghilterra, il Consiglio Municipale di Leicester, una città con il 19% della popolazione musulmana, ha deciso il boicottaggio di tutte le merci israeliane. A dominare il Consiglio Municipale è il Partito Laburista. Questa decisione apre una nuova strada nella storia dei boicottaggi, l’unico esempio che viene in mente avvenne in Norvegia.

Nel 2005, la città di Trondheim, nella regione di Sor Trondelag e terza città norvegese, decise di boicottare Israele, anche se il governo centrale la definì illegale. Shimon Samuels, direttore delle Relazioni Internazionali del Centro Simon Wiesenthal, in una lettera al Primo Ministro Jens Stoltenberg definì così il boicottaggio dei prodotti israeliani:
· Un atto di anti-semitismo come la campagna degli anni ’30 di Hitler “ Non comprate dagli ebrei”
· La continuazione del collaborazionismo norvegese sotto il governo nazista di Vidkun Quisling
· Una violazione delle regole sulla libertà di commercio previste dalla Unione Europea e dall’Organizzazione Mondiale del Commercio
· Creava imbarazzo alla politica estera norvegese, situando Oslo nel campo delle forze terroriste contro il processo di pace in Medio Oriente.

Quanto ha scritto Samuels vale in gran parte per Leicester, anche se manca un aspetto che è stato messo in rilievo di recente nella situazione norvegese: la continua, massiccia, incontrollata immigrazione musulmana in Europa, l’evento più negativo dal tempo della Shoah sia per gli ebrei in Europa che in Israele.

Altre battaglie che riguardano le relazioni collgate in modo particolare al conflitto israelo-palestinese hanno riguardato altri temi. E’ utile ricordarle. Nel 2004, un gruppo di estremisti pro-palestinesi proposero il gemellaggio di Rafah (a Gaza) con Madison (Wisconsin). La Comunità ebraica di Madison – circa 5.000 persone - in genere molto attive, decise di opporsi alla proposta. E vinse. Altre città americane furono invece gemellate con altrettante nei territori palestinesi. Un’altra battaglia avvenne a Somerville, una città vicina a Boston, nel 2005. Otto su undici membri del direttivo di Aldermen, il locale consiglio legislativo, votarono per disinvestire il fondo pensionistico dalle obbligazioni israeliane e da ogni altra compagnia che avesse relazioni con Israele. Disinvestire è il risultato di un gruppo di attivisti anti-Israele, particolarmente attivi nell’area di Boston. Questa decisione diede origine a molte polemiche, e alla fine venne respinta. Ebbe però una importanza simbolica, anche perché il sindaco di Somerville annunciò che avrebbe messo il veto a qualunque tipo di boicottaggio.

In Olanda, prima delle elezioni amministrative del 2005, due leader locali del Partito laburista proposero una politica anti-Israele alla municipalità di Rotterdam. Se avesse avuto successo, avrebbe incluso il boicottaggio di Israele da parte di quella città. Il motive era ovvio: Rotterdam ha una numerosa popolazione musulmana, e il Partito laburista ha sempre ricevuto molti voti in quell’area. Ma il problema reale che riguarda i musulmani investe altre ematiche, tra le quali l’occupazione. I tre leader laburisti avevano evidentemente creduto che attaccando Israele, avrebbero ottenuto l’applauso degli elettori musulmani, facendo risparmiare alla municipalità lo sforzo di risolvere i problemi reali che questi cittadini devono affrontare. Quella proposta, comunque, non andò avanti. Ma nel 2008 le politiche anti-Israele a Rotterdam vennero formulate in un modo diverso. Socialisti e Verdi proposero il gemellaggio Rotterdam-Gaza, vale a dire con Hamas, che ha nel suo statuto lo sterminio totale degli ebrei in lode di Allah. Malgrado avesse ricevuto l’appoggio di molti consiglieri municipali laburisti e di altri partiti, non raggiunse la maggioranza.

Tutte queste proposte hanno in comune come loro massimo obiettivo di influenzare l’opinione pubblica. Presentare Israele sotto una luce negativa, allontana l’attenzione dalle gravi azioni criminali dei palestinesi, coinvolge Fatah e i suoi leader, anche il Presidente Abu Mazen, che onora gli assassini dei civili israeliani. Crimini ancora più efferati fanno parte del primo partito palestinese, Hamas, un movimento genocida islamo-nazista.

Quando parte una iniziativa come quella del Municipio di Leicester, altre seguiranno. Israele non ha attualmente le infrastrutture per combattere queste azioni, serve una agenzia centralizzata anti-propaganda dotata di un consistente budget. Solo con una organizzazione simile è possibile far capire ai boicottatori che non la passeranno liscia.


Manfred Gerstenfeld è stato presidente per 12 anni del Consiglio di Amministrazione del Jerusalem Center for Public Affairs. Collabora con Informazione Corretta.


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