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Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e società
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Le nuove relazioni tra Israele e i Paesi arabi: cosa sarà della causa palestinese 27/12/2020
Le nuove relazioni tra Israele e i Paesi arabi: cosa sarà della causa palestinese
Analisi di Giovanni Quer
Al Sharq Al Awsat: Editorial Content
Il quotidiano saudita Asharq al-Awsat

Alcuni Paesi arabi stanno cambiando la politica estera verso una nuova considerazione dell'interesse nazionale che mette in secondo piano la causa palestinese. Tuttavia, le relazioni tra Israele e i Paesi arabi non sostituiscono la pace con i palestinesi. Gli accordi tra Israele e Marocco hanno aperto una nuova fase nel mondo arabo, diviso tra il tradizionale sostegno ai palestinesi e le nuove visioni degli equilibri regionali. Le diverse posizioni si riflettono anche nel dibattito sulla stampa araba e in particolare sul quotidiano saudita Asharq al-Awsat. In un editoriale pubblicato il 24 dicembre, Muhammad Ali Saqqaf sottolinea la necessità di un’unione di interessi tra i Paesi arabi che tenga conto dei cambiamenti storici e geopolitici. Saqqaf riconosce che il mondo arabo non ha più il potere economico degli anni ’70, quando con l’embargo del petrolio aveva imposto all’Europa anche la politica pro-palestinese. Come alternativa, l’autore yemenita considera il ruolo dell’Arabia Saudita fondamentale e in particolare il progetto di innovazione tecnologica e riforme sociali “Saudi2030”, che non fa menzione dei palestinesi, sperando anche in un’unione militare araba su modello della NATO. Rimane la questione di cosa sarà della causa palestinese. Saleh Qalab, in un articolo pubblicato il 24 dicembre, mette in guardia sulla possibilità che non si crei uno Stato palestinese, e la conseguente insorgenza di una nuova ondata di violenza guidata da Hamas, Jihad Islamico e altre fazioni.

Quel che è più importante è che l’autore si concentra sulle diverse fazioni palestinesi e non su Israele, condannando i vari movimenti terroristici e le loro connessioni con la Fratellanza Musulmana e l’asse turco-iraniano. Il fatto che Israele non sia sempre al centro della condanna retorica dà la misura di come l’apertura a nuove prospettive regionali sia probabilmente molto più che il contestuale interesse comune a contrastare l’egemonia iraniana e i gruppi jihadisti. Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Marocco condividono un progetto di rinnovamento politico, sociale e religioso nel quale la causa palestinese gioca un ruolo marginale. Questo permette lo spiraglio di relazioni con Israele, che non mette però in ombra il sostegno alla creazione di uno Stato palestinese. Le nuove condizioni regionali sono inoltre legate alla stabilità di questi regimi, che sono in bilico tra la necessità di contenere le minacce dell’Islam politico e le pressioni per riforme sociali radicali.


Giovanni Quer (1983), ricercatore presso il Centro Kantor per lo studio dell'Ebraismo Europeo Contemporaneo e dell'antisemitismo, Università di Tel Aviv.

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