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Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e società
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Israele verso un governo di unità nazionale? 16/03/2020
Israele verso un governo di unità nazionale?
Analisi di Giovanni Quer

A destra: Benjamin Netanyahu, Reuven Rivlin, Benny Gantz

Il governo ha approvato l’uso delle tecnologie di spionaggio per individuare chi è venuto in contatto con i malati di coronavirus. Lo Shabak (servizi di sicurezza generali) seguirà l’operazione: ogni informazione sarà accessibile solo a pochi ufficiali del Ministero della Salute e rimarrà presso lo Shabak solo per 30 giorni. Le conseguenze di una simile decisione sono molteplici - quanto potrà usare lo Shabak le informazioni per le proprie investigazioni? Chi avrà veramente accesso alle informazioni? Quali tutele legali ci saranno per le informazioni raccolte non strettamente legate alla necessità di contenere l’epidemia? Ogni malato dovrà dare il consenso, viste le conseguenze sulla privacy, ma il governo tratta la situazione come una guerra, così ha detto Netanyahu sabato sera. Nel mezzo delle critiche a Netanyahu, che vengono da destra e da sinistra, per la decisione “draconiana”, pur necessaria per contenere la diffusione del virus, si parla del prossimo governo. Il Presidente Rivlin darà oggi a Gantz il mandato di formare un governo, perché avrebbe la fiducia di 61 parlamentari, compresi Israel Beitenu e la Lista Unita (i partiti arabi). Non pochi i problemi nonostante l’ampio sostegno: Elman Odeh (Lista Unita) ha chiarito che il suo partito sosterrà Gantz solo nel caso di un governo centro-sinistra, al quale è difficile pensare che parteciperebbero i partiti arabi che non sarebbero comunque invitati. Lieberman (Israel Beitenu) ha invece chiarito che sosterrà Gantz nel caso di un governo di unità nazionale, un governo di emergenza. Una minore proposta avanzata parla di un governo di emergenza con un bilancio di due anni per andare poi a nuove elezioni. Rivlin ha riunito ieri Gantz e Netanyahu per parlare di un governo di emergenza. Kachol Lavan ha deciso di non avanzare con l'opzione un governo di minoranza, che sarebbe impossibile vista la situazione di emergenza e la necessità di governare un Paese che sta per affrontare un’importante crisi. Il Likud e Kachol Lavan sono usciti dall’incontro con il Presidente con un annuncio comune: l’avvio delle trattative per un governo di unità nazionale. Gantz intanto accusa Netanyahu di non voler parlare direttamente, preferendo affidarsi alla stampa per mandare messaggi. Netanyahu vuole esser Primo Ministro, anche a rotazione, con primo turno. Netanyahu è riuscito a fare l’impossibile: unire Israel Beitenu, il governo di destra dalla politica molto assertiva e poco liberale, e la Lista Unita, l’insieme dei partiti arabi dalle diverse anime, compresi islamisti e liberali, nazionalisti arabi e socialisti-comunisti, che per la prima volta dà la fiducia a un potenziale Primo Ministro “sionista”. Nel frattempo, l’udienza per le quattro cause contro Netanyahu, una di corruzione, tre di frode e tradimento della fiducia del pubblico è stata spostata al 24 maggio, secondo quanto ha deciso il Tribunale Distrettuale di Gerusalemme, che doveva riunirsi in prima udienza domani. Il Ministro della Giustizia Amir Ohana ha annunciato lo stato di emergenza nei tribunali per la diffusione del coronavirus, che saranno operativi sol opera i casi più gravi (casi di arresto, casi penali gravi e di emergenza nazionale). Anche Ohana è stato criticato per aver “aiutato” Netanyahu, smentendo di aver avuto un ruolo nella decisione del rinvio. La gente non ha perso il senso dell’umorismo: uno sticker che impazza su whatsapp dice “lo Shabak si è unito alla conversazione”, ridendo della decisione di usare mezzi di spionaggio sulla popolazione civile. Ma ciò che più emoziona gli israeliani sono i video che arrivano dall’Italia dei concerti in terrazzo, del “andrà tutto bene”: c’è sempre più l’amore solidarietà per l’Italia, che Tel Aviv e Gerusalemme hanno dimostrato anche pubblicamente.


Giovanni Quer (1983), direttore del Centro Kantor per lo studio dell'Ebraismo Europeo Contemporaneo e dell'antisemitismo, Università di Tel Aviv.

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