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Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e societÓ
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Antisemitismo e islamofobia, lo strano connubio 08/07/2016
Antisemitismo e islamofobia, lo strano connubio
Commento di Giovanni Quer


Antisemitismo in Italia

I Paesi di mezza Europa continuano a condannare il crescente antisemitismo che e' connesso sempre piu' al conflitto arabo-israeliano. Dopo le manifestazioni durante l'Operazione Militare Margine Protettivo nel 2014, in cui militanti di gruppi che si identificano con l'estrema sinistra e con organizzazioni islamiste hanno marciato insieme per le strade di Parigi, Berlino, Amsterdam e Londra, i governi europei sembravano piu' attenti all'allarmante unione di intenti tra le due opposte ideologie.

Gli attacchi antisemiti in quei mesi, in particolare i due attacchi alle sinagoghe di Parigi nel luglio 2014, hanno prontamente causato la condanna dei ministri europei. Eppure la lotta all'antisemitismo sembra relegata alle sole comunita' ebraiche o alle organizzazioni ebraiche. Oltre alle condanne da parte di alcune organizzazioni internazionali, non sembra che l'antisemitismo faccia parte della politica o dello studio di nessuna organizzazione che si occupa di razzismo, intolleranza o xenofobia.

Al contrario, l'antisemitismo compare sempre di piu' in unione all'islamofobia. E' significativo per esempio, che il nuovo Commissario dell'Unione Europea per la lotta contro l'antisemitismo abbia in aprile pubblicato il primo bando per progetti di lotta all'intolleranza e al razzismo senza menzionare la parola antisemitismo. Ancor piu' significativo e' che le organizzazioni della societa' civile abbiano un chiaro linguaggio politico di condanna alle proposte del parlamentare di Jobbik in Ungheria di "schedare" liste di ebrei con doppia cittadinanza magiaro-israeliana che lavorano in posti pubblici, ma siano piu' caute riguardo le manifestazioni di antisemitismo che provengono da jihadisti o attivisti pro-palestinesi. In questi casi l'antisemitismo e' associato all'islamofobia.

L'organizzazione ENAR (European Network Against Racism), il piu' grande gruppo attivo in Europa, ha pubblicato un report a gennaio 2015 in cui mette in guardia dal crescente antisemitismo e dai numerosi attacchi islamofobi registrati nel 2014. L'ENAR ha pubblicato anche un documento di domande e risposte dipingendo l'Islam come parte della tradizione europea sin dal 7░ secolo e i musulmani come una popolazione largamente marginalizzata e vittima di pregiudizi. In una pericolosa associazione tra i due fenomeni, si vuole fare dei musulmani i "nuovi ebrei" d'Europa sostenendo che sia gli attacchi antisemiti sia gli attacchi alle moschee sono frutto della stessa intolleranza e degli stessi pregiudizi legati anche al conflitto in Medio Oriente.


Estrema destra e estrema sinistra si saldano nell'antisemitismo e nel sostegno al terrorismo palestinese

In un confuso approccio ai vari fenomeni, si definiscono come islamofobe anche le reazioni agli attacchi contro Charlie Hebdo, agli attentati a Parigi e a Bruxelles, citando il movimento tedesco PEGIDA come una diretta conseguenza del razzismo anti-islamico. Anche gruppi come Human Rights Watch sono divenuti particolarmente sensibili alla questione dell'islamofobia. In un recente articolo pubblicato in 11 Paesi diversi, il direttore del gigante dei diritti umani Kenneth Roth ha messo in guardia dai recenti sviluppi di populismo e razzismo che nel contesto di insicurezza economica colpiscono particolarmente le minoranze islamiche. Nel considerare il problema dei migranti, Kenneth Roth denuncia le mancate politiche di integrazione che portano a maggiore alienazione e frustrazione. In un discorso dato in occasione del premio Theodor Wanner, Kenneth Roth parla di islamofobia, spesso connessa alla paura dei rifugiati e immigrati.

Nel "World Report 2016", la stessa organizzazione denuncia la crescente islamofobia in conseguenza delle ondate migratorie e degli attacchi dello Stato Islamico, suggerendo che la radicalizzazione dei terroristi sia indissolubilmente legata alla marginalizzazione economica e sociale. Nello stesso World Report si denuncia l'antisemitismo senza dipingerne la natura, suggerendo una intolleranza giudeofoba che egualmente si sostanzia nelle esternazioni antisemite della destra ungherese e polacca, e negli attacchi a sinagoghe, musei ebraici e persone in Europa. Nei due casi, l'antisemitismo o e' considerato come un fenomeno pari ad altri, in particolare l'islamofobia, o e' considerato un vecchio fenomeno europeo senza considerare la sua nuova anima che lo alimenta.

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Antisemitismo: "E' solo un piccolo arbusto"

Il paragone tra antisemitismo e islamofobia non ha alcuna ragion d'essere poiche' si basa su un'errata considerazione dei due fenomeni. L'antisemitismo alimentato dal conflitto e' l'odio che considera gli ebrei responsabili delle politiche di Israele, ossia un odio che considera un popolo responsabile per le politiche di uno Stato. Inoltre, e' l'ostilita' verso Israele e le sue politiche che alimenta l'odio antisemita. Nel caso dell'islamofobia si considerano invece reazioni e analisi sulle comunita' islamiche in Europa, in conseguenza ad attacchi terroristici su suolo europeo e compiuti da europei musulmani. Se l'attacco a una sinagoga o l'attacco a una moschea non cambiano nella loro natura di crimini di odio, la natura del fenomeno che ispira questi crimini e' del tutto diversa.

I bombardamenti di Israele su Gaza sono una risposta militare di uno Stato contro un gruppo terroristico. La critica delle politiche militari israeliane non puo' essere confusa con il crescente sentimento di odio verso Israele e gli ebrei che causano attacchi antisemiti. Sulla stessa nota, i movimenti populisti anti-islamici e le critiche all'Islam non sono conseguenti ai bombardamenti dell'Arabia Saudita sugli Houti in Yemen, ne' ai bombardamenti delle truppe di Assad in Siria. Le questioni che sono spesso definite come islamofobe, come la relazione verso le comunita' islamiche, la possibilita' di integrare Islam e valori occidentali ecc., sono conseguenti alla relazione dell'Islam con l'Occidente.

Gli attacchi a Parigi e a Bruxelles, o i lupi solitari che tentano di accoltellare il poliziotto tedesco a Monaco, o quelli che sono riusciti a macellare Lee Rigby a Londra lo fanno in nome dell'Islam. Una versione estremista, che in molti sostengono essere falsata, dell'Islam, eppure una corrente presente nel mondo islamico che si diffonde anche nelle moschee. Gli attentatori sono pur reclutati da imam o si radicalizzano nella rete e non e' un mistero l'esistenza di circoli jihadisti nelle moschee. Com'e' possibile paragonare le legittime domande che sorgono in relazione alla questione islamica in Europa con l'antisemitismo che colpisce sinagoghe e individui ebrei per il conflitto in Medio Oriente?

La frettolosa spiegazione economica di HRW sembra negare la natura politica degli attacchi in Europa e ripetere che la violenza deriva dalla marginalizzazione e mancata integrazione. Dunque le mancate politiche di integrazione sarebbero responsabili della violenza politica e anche dell'islamofobia. In questo quadro teorico non rientrano pero' altri gruppi marginalizzati, come i Rom e Sinthi, o altri migranti non sufficientemente integrati, come i numerosi migranti dall'Africa. L'ideologica cecita' verso la questione dell'antisemitismo, le cui manifestazioni violente sono sempre piu' connesse al jihadismo, e della radicalizzazione islamica, si risolvono in una semplice accusa all'islamofobia, che erroneamente definita come forma di razzismo previene ogni tipo di dibattito su questioni che stanno alla base del futuro sociale dell'Europa.

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Giovanni Quer


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