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Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e società
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La Corte Penale Internazionale fa storia e stravolge i principi del diritto 17/07/2015
La Corte Penale Internazionale fa storia e stravolge i principi del diritto
Analisi di Giovanni Quer

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La Corte Penale Internazionale

All’Aja si è deciso di procedere con il processo contro Israele per la Mavi Marmara e si fa la storia del diritto internazionale stravolgendone i principi fondamentali. La prosecutor aveva concluso che non ci fossero elementi per continuare le indagini in quanto non sussisteva la sufficiente “gravità dei fatti”, per via del limitato numero di morti (10), feriti (50-55) e del fatto che non ci fossero state conseguenze sulla popolazione di Gaza. Inoltre la prosecutor aveva stabilito che non ci fossero prove sufficienti per pensare a tortura o trattamento disumano dei passeggeri della Mavi Marmara.

La Corte ha stravolto la decisione della prosecutor con una faziosa decisione presa dalla giudice Joyce Aluoch e Cuno Tarfusser. I due giudici hanno criticato la decisione della prosecutor in due principali aspetti: la presunzione di colpevolezza e la gravità dei fatti. Sulla presunzione di colpevolezza la Corte sostiene che crimini di questa portata devono essere investigati, non importa quali siano le prove dell’accusa. La prosecutor non aveva ritenuto necessario considerare gli episodi di fuoco prima dell’intervento militare sulla Mavi Marmara, spari che l’IDF avrebbe diretto verso la nave e che secondo i palestinesi proverebbero l’intento di uccidere dei civili. La prosecutor aveva ammesso “l’impossibilità di stabilire la catena dei fatti”, perché le prove degli spari erano state contestate a tal punto da screditarne la veridicità.

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Un 'pacifista' della Mavi Marmara

Eppure i giudici sostengono che questo non basta per presumerne la falsità. Evidentemente per loro basta qualche documento per presumere invece la colpevolezza! Ma l’aspetto più interessante è la questione della gravità. Nella sua opinione dissenziente il giudice Peter Kovacs dice che la Corte ha aperto un caso contro il Kenya perché c’erano prove sufficienti per presumere la morte di più di 1300 persone negli scontri postelettorali del 2007. 10 morti e una cinquantina di feriti non possono essere una “gravità sufficiente” per presumere un crimine di guerra.

Eppure i giudici sostengono che la prosecutor si è sbagliata perché non ha tenuto conto, nel giudizio sulla gravità di: le conseguenze personali della morte dei civili, il trattamento “crudele” dei passeggeri della Mavi Marmara, la pubblicità che l’evento ha avuto sulla stampa e al Consiglio dei Diritti Umani! I giudici hanno rivoluzionato il concetto di “trattamento disumano”, tortura, gravi violazioni della dignità personale, per introdurre un concetto elastico e astratto come la “crudeltà”. Strattonare, mettere le manette, trascinare a riva ecc. sono tutti esempi di tale gravità che richiederebbero l’attenzione della Corte Penale Internazionale.

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Cosa si nasconde sotto la 'Freedom Flotilla'

I giudici poi criticano la prosecutor che non ha tenuto conto della perdita delle famiglie delle vittime nel valutare la gravità dei fatti. Ma l’indice di faziosità più evidente è il giudizio sulla gravità dei fatti concluso valutando quanto dell’episodio si è parlato sulla stampa e al Consiglio dei Diritti Umani o in altri forum dell’ONU.

E’ vero… in Europa si parla ben poco dei crimini in Repubblica Centroafricana, in Congo, dei crimini ancora perpetrati in Sudan. Si parla di Nigeria per Boko Haram, della Siria e dell’Ucraina. Tutti casi che richiederebbero l’attenzione dei giudici che si ergono a sovrani protettori delle popolazioni civili. La Corte che doveva portare i brutali criminali a processi equi, si è dimostrata debole sin dall’inizio. ma ora ha dimostrato la propria natura: politica. Un altro organo che tende il diritto internazionale per scoccare l’ennesima freccia sul bersaglio preferito: Israele.

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Giovanni Matteo Quer


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