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Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e società
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L'UE si nasconde dietro i numeri, nega l'ossessione contro Israele 14/05/2015
L'UE si nasconde dietro i numeri, nega l'ossessione contro Israele
Commento di Giovanni Quer


La vecchia Europa odiava gli ebrei per l'incitamento cristiano... quella nuova ci odia per l'incitamento islamico

In un articolo pubblicato su Ynet, l'ambasciatore UE in Israele Faaborg-Andersen nega che ci sia un boicottaggio. Sciorinando i numeri degli investimenti in progetti R&D (research and development) e vantando che Israele è l'unico partner a pieno titolo non europeo nel programma di ricerca Horizon2020, Faaborg-Andersen nega che ci sia un boicottaggio di Israele.

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Faaborg-Andersen

L'UE si nasconde dietro i numeri. Le linee guida del 2013 non sono menzionate, come nemmeno la lettera dei 16 ministri degli esteri alla Mogherini che chiede l'etichettatura dei prodotti israeliani provenienti dagli insediamenti. Il problema non sarebbe Israele, ma gli insediamenti. Fuorviante, se non falso. A parte l'inspiegabile ossessione per gli insediamenti, le linee guida aprono la porta a un potenziale boicottaggio di tutta Israele, il problema è l'interpretazione. Il testo parla non solo di istituzioni che hanno sede oltre la Linea Verde, ma anche di attività che abbiano luogo nei territori. un'interpretazione zelante potrebbe estendere il boicottaggio a qualsiasi istituzione israeliana che abbia rapporti o attività oltre le Linee Armistiziali del 1949 (erroneamente detti confini del 1967).

Improbabile? Non proprio. Le grandi istituzioni che hanno deciso di disinvestire da Israele, come il Consiglio Etico della Norvegia, della Svezia, i fondi pensione di Olanda e le banche di Belgio e Germania, hanno deciso di tagliare i rapporti con imprese israeliane e internazionali che hanno semplicemente un qualche legame con i territori.

L'attenzione vuole essere spostata sugli insediamenti, ma è chiaro che il problema rimane Israele. Il Marocco occupa il Saharawi, ma l'UE non ha simili politiche di boicottaggio contro Rabat. Gli investimenti con la Turchia sono aumentati enormemente negli ultimi 5 anni, nonostante il problema di Cipro e il conflitto armato nel Kurdistan. Arabia Saudita e EAU, altri partner importanti nel settore R&D hanno record democratici molto bassi, senza parlare del conflitto in Yemen, ma a Bruxelles non viene in mente di limitare la cooperazione o condizionarla al rispetto dei diritti umani.

L'UE continua a ripetere che non è boicottaggio, ma una politica contro gli insediamenti. E' evidente che Bruxelles ha un problema con Israele, un'ossessione fomentata dalla retorica umanitaria.

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Giovanni Quer


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