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Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e società
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BDS.eu? L'appello alla Mogherini dei massimalisti pro-palestinesi 11/11/2014

BDS.eu? L'appello alla Mogherini dei massimalisti pro-palestinesi
Commento di Giovanni Quer


BDS: Bigotti, Doppio standard di giudizio, anti-Semiti

La rete europea di ONG, movimenti, sindacati e partiti anti-israeliani ha lanciato un appello alla Ministra degli Esteri UE Federica Mogherini per boicottare Israele. Il movimento si è dotato di un nuovo sito, freepalestine.eu, lanciando una campagna di pressione sulle istituzioni europee per interrompere l'Accordo di Associazione tra UE e Israele.

La rete europea di associazioni pro-palestinesi ECCP (European Coordination of Committees and Associations for Palestine) è nata nel 1986 per sostenere la battaglia dei palestinesi per la libertà, la giustizia e l'eguaglianza. L'ECCP promuove il BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) contro Israele, organizza campagne e aiuta i "prigionieri politici" (cioè gli incarcerati palestinesi per reati di terrorismo). E in questo modo sta dalla parte del massimalismo palestinese che si allontana sempre più da una qualsiasi prospettiva di soluzione del conflitto.

Come spiega l'obiettivo associativo, ECCP adotta un approccio basato su diritti e non sulla soluzione. I diritti (fondamentali) dei palestinesi, ovviamente. Di diritti umani non si parla, perché si rischierebbe di criticare l'Autorità Palestinese, ma si parla di: diritto dei rifugiati palestinesi al ritorno, di liberazione incondizionata dei "prigionieri politici", ritiro da tutte le aree della Cisgiordania ecc.


Ipocrisia BDS

Dell'ECCP fanno parte anche le organizzazioni italiane: AssoPacePalestina, l'associazione legata a Luisa Morgantini, ex parlamentare europea e membro del CEPR (Council for European-Palestinian Relations), la lobby di Hamas a Bruxelles il cui sito è stato oscurato, la FIOM-CIGL e gli Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese, che sui legami tra la Mezza Luna Rossa palestinese e le varie cellule terroristiche non hanno mai avuto da ridire. Il 2 novembre 2014, 309 associazioni di tutt'Europa hanno firmato una lettera aperta alla Mogherini in cui chiedono la cessazione dell'Accordo di Associazione UE-Israele a seguito del "massacro dei palestinesi", per mettere fine all'impunità israeliana. In Italia hanno risposto all'appello 33 associazioni, tra cui i sindacati FIOM-CIGL e USB (Unione Sindacale di Base), diversi circoli ARCI, il Partito dei Comunisti Italiani, l'Associazione Salaam Ragazzi dell'Olivo (generosamente finanziata dagli Enti Locali italiani), le Donne in Nero, i movimenti BDS Italia e BDS Sardegna, così come l'AssoPacePalestina.


Luisa Morgantini

Questo appello è stato pubblicato nel nuovo sito freepalestine.eu, un sito registrato a nome di Nadia Farkh, dell'Associazione Belgio-Palestina, tra le maggiori organizzazioni che demonizzano Israele in Belgio e nelle reti internazionali anti-israeliane. Si seleziona lo Stato, e si arriva automaticamente alla lista dei parlamentari europei della varie circoscrizioni, da contattare per esprimere rimostranze sulle relazioni UE-Israele.

Queste iniziative arrivano proprio mentre la Mogherini ha fatto capire che non c'è niente da negoziare sugli insediamenti, e mentre numerosi Stati europei vogliono riconoscere la Palestina. E' difficile dire se le ONG hanno influenzato gli Stati o se le politiche degli Stati hanno dato il via a una serie di attività sociali. Ma è chiaro che il fenomeno del BDS non è più da sottovalutare, perché la sua posizione politica fondamentale sta guadagnando terreno. I movimenti BDS credono che non esista una soluzione al conflitto se non riconoscendo tutte le richieste palestinesi, che sono diritti e sono giustizia, e disconoscendo Israele, che è violazioni e ingiustizia.

Non è solo una questione di isolamento di Israele e di anti-sionismo che fomenta antisemitismo e razzismo, ma è una questione di sorti del Medio Oriente. Gli Stati e le istituzioni che fanno proprie queste posizioni allontanano qualsiasi possibilità di pace, perché galvanizzano le convinzioni massimaliste dei palestinesi che sono sempre meno disposti a negoziare, in quanto tutto gli è dovuto di diritto e di giustizia.


Giovanni Quer


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