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Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e societą
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Tirare la corda con Israele: il partito Balad in Qatar 18/08/2014

Tirare la corda con Israele: il partito Balad in Qatar
di Giovanni Quer


   
Hanin Zoabi                                    



Jamal Zhalka e Basel Ghattas


Azmi Bishara

Hanin Zoabi, Jamal Zahalka e Basel Ghattas, parlamentari del partito arabo Balad, sono in visita in Qatar, Stato nemico di Israele, dove avrebbero incontrato l'ex parlamentare arabo Azmi Bishara, accusato di spionaggio e fuggitivo in Qatar.

Balad, acronimo di "patto nazionale democratico" in ebraico (brit leumit democratit) e "villaggio" in arabo, e' un partito arabo fondato nel 1995 da tre anime principali: gli attivisti comunisti, pacifisti e nazionalisti. Il programma politico di Balad e' figlio di queste tre anime: trasformare Israele in uno stato non-ebraico, come volevano i fondatori comunisti che si erano separati dal partito comunista binazionale per perseguire un'agenda nazionalistica araba; smantellare l'arsenale militare israeliano, come volevano i fondatori pacifisti che in Israele vedono un elemento destabilizzatore per l'equilibrio (mai esistito) nella regione; il ritorno dei profughi palestinesi e la riunione alla grande nazione araba.

Eredi di una tradizione nasserista, gli attivisti di Balad sono stati i principali attori che hanno portato gli arabi israeliani ad adottare l'identita' palestinese, fomentando l'ostilita' anche tra i gruppi tradizionalmente leali (come i drusi e i beduini).

Balad ha sempre utilizzato un linguaggio provocatorio ed espresso visioni contrarie ai fondamenti costituzionali di Israele. Con la Seconda Intifada una serie di leggi hanno rafforzato l'identita' costituzionale di Israele come Stato ebraico e democratico, contro cui Balad si batte da sempre. Tuttavia le provocazioni e lo spregio verso il Sionismo e l'identificazione di Israele col popolo ebraico si sono spinte oltre. Le dichiarazioni di appoggio al programma nucleare iraniano, che bilancerebbe il presunto potere di Israele nella regione, il sostegno diretto e indiretto al terrorismo palestinese, le accuse di razzismo e sistematica discriminazione , vanno oltre la liberta' di espressione. I contatti con organizzazioni terroristiche e con Stati nemici sono anche oltre la liberta' di azione politica.

I parlamentari di Balad stanno perdendo la guerra contro Israele: sempre piu' arabi fanno l'esercito e il servizio civile, sempre meno giovani sono interessati alle tirate ideologiche antisioniste e si rendono conto che il sogno della Palestina e' lontano dalla loro cultura e dal loro stile di vita di arabi israeliani. Cosi' Balad deve tirare ancor piu' la corda, finche' il governo o il parlamento decidera' di contenere la sua liberta' di espressione e associazione. Allora potranno urlare, assieme alla sinistra estrema, alla deriva oppressiva e fascista del governo, appellandosi a qualche condanna internazionale.

E' questo cio' cui mira Balad: istigare al disordine e fomentare l'odio contro le istituzioni, finche' lo Stato dira' basta, per poi allora "dimostrare" che Israele e' una dittatura razzista. Se Balad avesse a cuore i diritti della popolazione araba collaborerebbe ancora di piu' con le istituzioni per difenderne gli interessi e per trarre maggiore vantaggio da cio' che Israele ha da offrire. Invece l'ideologia antisionista, condivisa da molte ONG arabe, ha come scopo la costituzione di una societa' parallela, mantenuta dai finanziamenti di Europa, USA e Australia dietro la maschera dei diritti umani.


Giovanni Quer


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