lunedi` 21 settembre 2020
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Ecco il volto dell' 'islam moderato' (sottotitoli a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






 
Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e societÓ
<< torna all'indice della rubrica
Che fine ha fatto il disdegno a Hamas ? 22/07/2014

Che fine ha fatto il disdegno a Hamas?
di Giovanni Quer



Pena di morte a Gaza

Dopo le ultime elezioni palestinesi nel 2006 e la vittoria di Hamas in seguito alla guerra civile a Gaza, il mondo e' stato unanime nel condannare Hamas e inserirlo nelle liste nere delle organizzazioni terroristiche. Dopo la designazione di Hamas come organizzazione terroristica, l'Europa, gli Stati Uniti e altri Paesi del mondo occidentale non hanno piu' avuto contatti. Eppure oggi sia nella schiera delle organizzazioni umanitarie sia nel mondo politico avanzano le pressioni per "parlare a Hamas", che e' stato "democraticamente eletto" e che, per i piu' estremisti, rappresenta la vera "resistenza palestinese".
Pare che l'intero processo che ha portato Hamas e i suoi straordinari record di violazioni sistematiche dei diritti umani siano completamente dimenticati. Dopo le elezioni, Hamas ha iniziato una guerra a Fatah per il controllo del potere, vincendo a Gaza. L'instaurazione di un regime islamico a Gaza e' passata per varie fasi, come la repressione dell'opposizione, l'introduzione di norme conformi alla shari'a e il consolidamento di un regime tirannico a Gaza.
La repressione dell'opposizione si e' concentrata in primi due anni di guerra civile che hanno soffocato le voci di Fatah, i cui affiliati sono stati prima espulsi dagli uffici pubblici, minacciati, poi messi in prigione e giustiziati. La repressione continua ancor oggi, anche se l'opposizione si e' fatta piu' quieta. Hamas reprime anche altre voci di opposizione, con la polizia interna che prende di mira gli "occidentalizzanti", il cui aspetto poco orientale li fa automaticamente identificare con Fatah.
Hamas ha poi instaurato una tirannide di ispirazione islamica, limitando i diritti delle donne e delle minoranze. Per un periodo e' stato reintrodotto il pagamento della jizya, la tassa che li infedeli devono pagare a un regime islamico in cambio di protezione, e' stato imposto il velo anche alle poche donne cristiane rimaste, ed e' stata istituita la polizia morale. Il sistema educativo e' stato ancor piu' radicalizzato e i campi estivi per ragazzi sono stati trasformati in campi di addestramento per giovani terroristi. Attivisti dei diritti umani e giornalisti che hanno denunciato le prime violazioni sono stati espulsi, come tra il 2007 e il 2008.
Negli ultimi otto anni, i numerosi proventi che Hamas riceve dal mondo arabo e islamico e quelli che riesce a raccogliere dagli aiuti umanitari sono serviti all'acquisizione di missili, alla costruzione della Gaza sotterranea per arrivare a infiltrarsi in Israele. Le critiche dell'UNRWA per l'uso delle scuole gestite dall'agenzia ONU per i palestinesi come magazzini di missili e per la poca trasparenza nella gestione degli aiuti umanitari sono state presto dimenticate, mentre le altre violazioni passano nel silenzio piu' totale.
Hamas, appoggiato da altre organizzazioni affiliate ai Fratelli Musulmani ha fatto per anni lobby al parlamento europeo attraverso il Council for Europe-Palestine Relations, ora dichiarato illegale da Israele e con il sito oscurato. L'organizzazione terroristica palestinese ha fatto adepti tra i giovani musulmani europei, che hanno ritrovato nella foga antisemita la loro ragione di vivere, e ha raccolto consensi tra la sinistra anti-sionista che vede nell'islamico l'ultima forma di rivoluzione degli oppressi. Nel mondo politico aumentano le voci che invitano a parlare con Hamas perche' "la pace si fa coi nemici", mentre l'organizzazione cresce e si fa piu' forte, fino al punto da trascinare Israele in una guerra e poi chiedere una hudna - la "tregua" islamica che ha finora permesso di inventare altri modi di colpire Israele.
Che fine hanno fatto quelle voci di reporter, attivisti dei diritti umani e politici che condannavano Hamas? I reporter sembrano non vedere attivisti di Hamas. Gli attivisti dei diritti umani si dividono tra coloro che non vedono e coloro che invece appoggiano l'islamismo palestinese per la comune ossessione antisionista. E i politici sembrano ormai insofferenti verso la convenzione per cui a Hamas non si parla.
Questa evoluzione sembra frutto di un accordo, forse anche tacito, per cui tacere sulle violazioni di Hamas avrebbe permesso agli internazionali di continuare a operare in Gaza. Ma dov'e' l'amore per la Palestina che fa commuovere il mondo intero alla vista dei morti e della distruzione di Gaza? Dov'e' l'amore per i palestinesi, che fa tanto odiare gli israeliani? Persino i palestinesi si sono sollevati due anni fa contro Hamas per aver portato Gaza a condizioni economiche insostenibili, e domandando ora il cessate il fuoco. Lo stesso mondo che implora "tacciano le armi" non puo' implorare "taccia Hamas"?


Giovanni Quer


Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT