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Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e società
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La pornografia del dolore: prigionieri della propaganda palestinese 18/07/2014
La pornografia del dolore: prigionieri della propaganda palestinese 
di Giovanni Quer

A destra, un'immagine del conflitto siriano, falsamente collegata ai bombardamenti israeliani a Gaza


Hamas e i propagandisti pro-palestinesi hanno dovuto attingere ad archivi di immagini di altre guerre per mostrare corpi martoriati e bambini sanguinanti. Sono girate immagini di una bambina morta che poi si è ammesso essere stata uccisa da un missile di Hamas accidentalmente caduto a Gaza. E mentre Hamas persevera nella sua lotta di distruzione di Israele, gli attivisti della cooperazione accusano Israele.


Samantha Comizzoli fa il segno del '3' (come i tre ragazzi israeliani rapiti e uccisi)

Il caso di Samantha Comizzoli dell'International Solidarity Movement può essere un caso estremo, come casi estremi possono essere i molti lettori del suo blog e del suo profilo Facebook, in cui si legge che i missili di Hamas sono "razzi della resistenza" e che Israele è un "mostro nazista". Vattimo anche può essere considerato un caso estremo, il filosofo-politico che si è dichiarato disposto ad "abiurare" la sua identità omosessuale per appoggiare Hamas. Il loro messaggio estremo è però condiviso dalla generalità del pubblico, che si contorce alla vista delle immagini di bambini sanguinanti, delle vittime dei bombardamenti.

Il sangue e la morte sbattuti in prima pagina sono ormai parte di una pornografia emotiva che stuzzica il pubblico gusto del macabro, la morbosa curiosità per l'orrore e la naturale propensione a stare dalla parte delle vittime. Non si può non essere "empatici" o "simpatetici"; non si può non provare pietà per i palestinesi di Gaza sotto i bombardamenti; non si può rimanere indifferenti a una violenza che conturba e colpisce il senso di giustizia e pietà. E' la pornografia del dolore che regna sovrana nei media e nelle conferenze, fatta di immagini di sangue e distruzione, conteggi delle vittime palestinesi, di retorica anti-militarista: offusca il buon senso, stravolge i principi morali, corrompe la realtà, producendo un brivido di macabro e piacevole disgusto che si ricerca in ogni notizia.

Ogni argomentazione è sterile; la ragione è paralizzata; la logica neutralizzata.

Il cessate il fuoco mai rispettato da Hamas e i suoi tentativi di colpire gli israeliani per cielo coi missili e per terra con le gallerie scavate per arrivare alle abitazioni degli israeliani a ridosso di Gaza servono a bilanciare lo sguardo? Centinaia di migliaia di israeliani evacuati, milioni di israeliani che ogni qualche ora si accovacciano sperando che i missili vengano intercettati e altre centinaia di migliaia che ogni mezz'ora hanno 15 secondi per entrare in un rifugio riusciranno mai a destare un po' di empatia?

Dopo i missili, ora le gallerie. Quanta fantasia criminale ci vuole per costringere una popolazione a farsi morire sotto le bombe, a scavare tunnel e cunicoli, a lanciare razzi su razzi per colpire più vittime possibili? Quale sarà il prossimo passo? Quale altra invenzione sta partorendo Hamas per colpire Israele? Quanta fantasia ha la "resistenza anti-sionista" per definire quello che sta avvenendo un genocidio?

Dresda dopo il bombardamento alleato
Ogni goccia di sangue palestinese, non importa se sparsa da Hamas, ogni razzo lanciato o tunnel scavato, non importa se accompagnati da folle di arabi festanti, sconvolgono l'ordine morale. Sarà allora il caso di incominciare a piangere anche per le bombe lanciate su Dresda? Per le vittime innocenti uccise dagli Alleati che volevano liberare l'Europa nazista? Perché è di questo che si tratta, di una guerra di liberazione dalla dominazione stragista di Hamas e dell'estremismo islamico.


Giovanni Quer


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