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Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e società
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Medio Oriente e nuove guerre: l'analisi dell'intelligence militare israeliana 11/06/2014
Medio Oriente e nuove guerre: l'analisi dell'intelligence militare israeliana
Di Giovanni Quer

            
Giovanni Quer          Il generale Itai Brun


Terroristi di Hezbollah

Il generale Itai Brun ha parlato alla conferenza di Hertzlya dello scenario mediorientale, dalle cui incertezze e insicurezze Israele sembrerebbe poter trarre beneficio. I due cambiamenti principali riguardano lo scenario sociale e politico mediorientale e le modalita' di combattimento.
Le rivoluzioni che hanno scosso il mondo arabo sono state iniziate dalla rivolta dei giovani, scoppiata per motivi principalmente economici, portando a due conseguenze principali: l'ascesa internazionale dei movimenti islamisti, quali attori principali del collasso sociale e politico di alcuni Stati (Siria, Yemen), e il consolidamento dell'Islam politico, parzialmente mitigato da un ritorno ai vecchi regimi.
In questo panorama Israele non e' per ora un obiettivo, nonostante rimanga il "nemico comune" ai vari attori del nuovo Medio Oriente islamizzato. Le conseguenze negative su Israele si notano ai confini nord, con gli islamisti in Siria, e sud, con gli islamisti nel Sinai. Tuttavia il beneficio che Israele per ora trae dagli sviluppi correnti e' una relativa stabilita': la maggior parte dell'armamento siriano e' stato consumato nel conflitto interno, e rappresenta un pericolo relativamente minore per Israele, mentre il Sinai e' per ora oggetto di un controattacco del nuovo regime egiziano.
Il pericolo che ancora minaccia Israele e' costituito dall'arsenale di Hezbollah e di Hamas. Si conta che Hezbollah sia in possesso di 100.000 razzi a breve raggio, migliaia di razzi a medio raggio e centinaia di razzi a lunga gittata, che dal Libano potrebbero colpire Tel Aviv. I recenti sviluppi interni a Gaza vedono una collaborazione sempre piu' stretta tra Hamas e Jihad Islamico, che in passato hanno avuto rapporti burrascosi. Il loro arsenale congiunto sarebbe costituito da 170.000 missili, per la maggior parte a breve gittata, qualche migliaia che puo' arrivare fino a 80 km di distanza e qualche centinaia che arriverebbe a piu' di 80 km di distanza.
Il generale Brun precisa che il vero pericolo non consiste nella quantita' di armi, ma nella loro precisione: grazie alla tecnologia iraniana, Hezbollah e Hamas si sono dotati ora di armi potenti e precise che sono in grado di colpire qualsiasi parte di Israele. Questo porta a pensare che le future guerre saranno brevi e molto piu' distruttive rispetto alle precedenti. Le capacita' di difesa di Israele sarebbero intaccate da due fattori: la capacita' dei combattenti di nascondersi tra i civili, che verrebbe affinata in futuri scenari di guerra, e l'esportazione delle tecniche terroristiche all'estero, grazie all'estesa rete di collaborazioni islamiste, per colpire obiettivi israeliani (come nel caso degli attenatti in Bulgaria, Thailandia e Kenya).
Il vero punto debole, sottolinea Brun, non e' il sistema di difesa, bensi' l'incertezza della situazione corrente, che impone "umiltà'" nelle analisi e nelle strategie.

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