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Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e società
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Quale è il problema dei palestinesi con i cristiani ? 25/04/2014

Quale è il problema dei palestinesi con i cristiani ?
Commento di Giovanni Quer

                
Giovanni Quer                     Padre Gabriel Nadaf e B. Netanyahu


Il Forum Cristiano di Israele per l'Arruolamento ha tenuto ieri una conferenza stampa al Media Central a Gerusalemme. Padre Gabriel Nadaf, padre greco ortodosso e leader spirituale del movimento cristiano in Israele per l'integrazione, e Shadi Khalloul, ufficiale paracadutista dell'esercito israeliano hanno esposto alla stampa straniera l'argomentazione di cui hanno parlato a Informazione Corretta: i cristiani non sono arabi, e l'unica speranza per i cristiani del Medio Oriente è integrarsi in Israele.

Padre Nadaf, la cui presenza impone soggezione e rispetto, con la lunga tunica blu e una brillante croce al collo, è un uomo pacato, sorridente e gentile. Alla domanda di un giornalista francese, "non pensa che la sua posizione divida il pubblico arabo?", Padre Nadaf risponde con gentilezza: "noi vogliamo integrarci in Israele, il nostro Stato, e lo scopo è proprio unire la minoranza cristiana con la maggioranza ebraica: le nostre radici di cristiani sono nell'ebraismo, quindi il nostro operato è di unione".

Dal pubblico una giornalista araba di Agence France Press si rivolge cinica agli oratori "vi chiedo, aramei o greci o cristiani o come vogliate chiamarvi, che cosa rappresentino per voi figure come George Habbash, cristiano palestinese che ha fondato il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina". Al tono cinico della domanda, Shadi risponde: "un traditore. I cristiani hanno fanno di tutto per gli arabi, ed ora sono perseguitati, uccisi e massacrati". Padre Nadaf, con una voce sempre profonda e calma, dice che i tempi sono cambiati: "ora i cristiani hanno una leadership, non sono più una minoranza dentro la minoranza araba, e soprattutto è giunto il tempo di dire basta alla paura di essere sottomessi agli arabi".

Una ragazza accompagna Shadi e Padre Nadaf, capelli lunghi e sguardo vispo. Anche lei è del Forum Cristiano e chiede di non essere identificata per il suo ruolo sensibile nell'esercito israeliano. "Ho voluto fare l'esercito da quand'ero bambina. Mia mamma mi ha sempre detto che se avesse potuto avrebbe fatto anche lei l'esercito, così quando ho compiuto 18 anni mi sono arruolata. E' stata un'esperienza meravigliosa. All'inizio non avevano capito che ero cristiana, anzi tutti credevano fossi ebrea marocchina per il mio temperamento - sai cosa si dice degli ebrei marocchini. Un giorno avevo chiesto un permesso per una festività; il mio comandante dà uno sguardo alle carte e vede che sono cristiana e mi dice 'walla, non lo sapevo'. Finito lì."

Scambia qualche parola in greco con Padre Nadaf, in arabo con la giornalista che non nasconde la sua ostilità e con me in un ebraico perfetto, sempre attenta che nessuno la registri né la riprenda. "Io sono cristiana, israeliana, greca e sionista. Sono tutte queste cose insieme". Mentre qualcuno la guarda sconcertato, riprende con un grande sorriso: "non mi entra in testa  perché per gli arabi sia una così grande questione: i beduini e i drusi parlano arabo e sono considerati come gruppi separati, che problema hanno con noi cristiani?". "Hanno paura" dice un altro cristiano che ha fatto l'esercito, "senza di noi non avrebbero più l'appoggio dell'Occidente per andare contro Israele. Ci stanno usando. Una volta che i cristiani non saranno più considerati arabi, a loro non rimarrà più nulla. Complimenti veramente all'Europa che permette ai musulmani di fare dei ghetti islamici nelle capitali europee e non dice niente quando i cristiani vengono uccisi e perseguitati".

I giornalisti si affannano attorno a Padre Nadaf e a Shadi, chiedendo delle reazioni dei partiti arabi alle posizioni dei cristiani che servono nell'esercito. Padre Nadaf è sotto scorta, altri membri del Forum ricevono minacce, anche pubbliche da parte di parlamentari arabi come Hanin Zoabi e Basel Ghattas. "Non è un paradosso", denuncia Shadi, "che proprio i parlamentari arabi che accusano Israele di discriminazione, di apartheid e di razzismo, siano i primi a diffamare noi che la pensiamo in maniera diversa da loro?". E con tono sarcastico la ragazza continua "e poi mi fa proprio ridere tutto questo parlare di Palestina e palestinesi. Basta, finitela. La Palestina non esiste, i palestinesi nemmeno. I filistei erano un popolo biblico, Palestina è un nome romano. Cos'è tutta quest'invenzione che sono loro gli indigeni, ma se gli arabi hanno invaso queste terre imponendo l'Islam? Siamo noi gli indigeni assieme agli ebrei".

Qualche parola in aramaico, qualche discorso in greco, frasi in un ebraico forbito e fluente, in un arabo elegante. La stessa atmosfera che in Terra d'Israele c'era cent'anni fa, con la differenza che lo Stato ebraico permette ora l'alternativa alla dhimmitudine: un sistema oppressivo delle minoranze non-islamiche che pare essersi nei secoli assorbito in una mentalità di supremazia araba sopra ogni popolo e cultura.


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