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Mordechai Kedar
L'Islam dall'interno
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L’Iran distruggerà l’Europa e il Nord America 29/08/2017
L’Iran distruggerà l’Europa e il Nord America
Analisi di Mordechai Kedar

(Traduzione dall’ebraico di Rochel Silvetsky, versione italiana di Yehudit Weisz)

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E’ in atto un progetto a lungo termine volto a distruggere l’Occidente, e sembra funzionare. L'Iran e la Russia intendono distruggere l'Europa occidentale, gli Stati Uniti e il Canada attraverso una nuova ondata di milioni di sunniti siriani che si stanno rifugiando in Occidente per sfuggire all’occupazione della Siria per mano degli sciiti. Nel mio articolo settimanale di due mesi fa, avevo sostenuto che il vero vincitore della guerra civile siriana, è l'Iran. Sotto la cortina fumogena della guerra contro l’ISIS, il mondo non si è accorto di come l’Iran stia prendendo il controllo su vaste aree di territorio siriano, soprattutto nella zona mediorientale del Paese, che è scarsamente popolata.

Nel più fertile e densamente popolato Ovest della Siria, vi sono milizie sciite irachene, afghane e iraniane che vanno ad aggiungersi ai combattenti libanesi di Hezbollah, che già a suo tempo, avevano ricevuto carta bianca per fare quello che Hassan Nasrallah aveva programmato. La forza di Assad continua a crescere, mentre l'ISIS e le altre forze ribelli perdono terreno. La brutalità del coinvolgimento russo e la crudeltà delle milizie sciite hanno sconfitto gli avversari di Assad; il momento di svolta si è verificato nel 2015, quando la Turchia di Erdogan fu costretta dalla Russia a interrompere il sostegno ai ribelli e all'ISIS. Oggi, anche se Erdogan è un riluttante alleato della Russia,l’Alawita Assad lo vede, giustamente, come un nemico islamista. I kurdi della Siria nordorientale, trattati come cittadini di terza classe fino al 2011, non accetteranno mai di vivere ancora una volta sotto la mercé araba, per cui è probabile che, anche se la Siria rimane uno Stato unito sotto Assad, i kurdi manterranno una relativa autonomia nella loro Regione o saranno costretti a combattere contro il regime per salvaguardare i loro diritti.

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Questo è certamente un problema, ma la questione principale di una Siria unita saranno i drastici cambiamenti demografici che il Paese dovrà affrontare. Prima di tutto, circa la metà dei cittadini della Siria, quasi 10 milioni, sono rifugiati a metà nella stessa Siria e l'altra metà in Giordania, Turchia, Libano, in altri paesi arabi, in Europa, in Nord e Sud America, in Australia e anche in Israele. I rifugiati siriani che hanno raggiunto Paesi al di fuori del mondo arabo, con ogni probabilità vi resteranno, beneficiando della sicurezza e della sopravvivenza che hanno raggiunto. Al contrario, i rifugiati in Giordania, Libano e Turchia – un totale di tre milioni e mezzo di siriani- restano in attesa che la guerra finisca per tornare alle loro case. Ma queste aspettative potrebbero essere deluse, perché la realtà siriana è completamente cambiata e gran parte delle sue città sono in rovina dopo sei anni e mezzo di guerra crudele e sanguinosa.

A causa delle infinite bombe cadute dagli aerei e degli esplosivi lanciati da elicotteri, dei proiettili di artiglieria e dei carri armati, delle mine e degli ordigni esplosivi seminati da entrambi i fronti, la gran parte della Siria urbana dove si è svolta la maggior parte dei combattimenti, è stata distrutta e non consente di viverci in sicurezza. A Homs, Aleppo, Adlib, Hamat e in molte altre città, interi quartieri dovranno essere rasi al suolo e le loro infrastrutture ricostruite da zero. Saranno necessari decenni e miliardi di dollari per ricostruire la Siria, ma non si vede nessun Paese al mondo pronto a donare i finanziamenti e gli aiuti necessari. I rifugiati non acconsentiranno a lasciare le loro tende in Giordania per andare a vivere in una Siria desolata e distrutta, in edifici in rovina, senza più le infrastrutture di base. L'altro motivo per cui i rifugiati non torneranno è la loro giustificata paura dei nuovi signori della terra: gli sciiti. L'Iran sta trasferendo da molto tempo in Siria gli sciiti dall'Iraq, dall'Iran e dall'Afghanistan, in un chiaro tentativo di cambiare la composizione demografica del Paese rispetto alla maggioranza sunnita che aveva prima della guerra civile, iniziata nel 2011.

La situazione non potrebbe essere più chiara, perché non è un segreto che la maggioranza sunnita pre-guerra civile, considerava i governanti alawiti degli idolatri eretici, senza alcun diritto di vivere in Siria, tanto meno governarla. Gli Alawiti sanno bene che i sunniti si sono ribellati contro di loro due volte: la prima volta è stata tra il 1976 ed il 1982, una rivolta che ha tolto la vita a 50.000 cittadini. La seconda volta, che sta giungendo lentamente alla fine, è costata la vita a mezzo milione di siriani: uomini, donne, bambini e anziani . Gli Alawiti intendono impedire una terza ribellione e il modo migliore per farlo è cambiare la maggioranza della popolazione, con gli sciiti invece che con i sunniti. Non permetteranno ai rifugiati sunniti di tornare alle loro case, li abbandoneranno dove sono, come eterni rifugiati le cui terre sono state occupate dal nemico. L'Iran, nel frattempo, popolerà la Siria con sciiti provenienti dall'Iraq, dall'Iran e dall'Afghanistan. Questa pulizia etnica è il sogno degli Ayatollah sciiti che si realizza, il sogno che vede una Mezzaluna sciita disegnata dall'Iran attraverso l'Iraq e la Siria fino al Libano e al Mar Mediterraneo.

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Questa comprenderà il mondo arabo orientale a Nord, mentre si sta combattendo la guerra in Yemen per creare una mezzaluna parallela a Sud, intrappolando Arabia Saudita e Giordania. Con l'aiuto di Allah, questi Paesi e Israele, il Piccolo Satana, presto cadranno nelle mani degli sciiti, mentre l'Europa e l'America non faranno nulla: chi si preoccupa quando i musulmani combattono altri musulmani? La maggioranza sciita in Siria collaborerà con gli Hezbollah del Libano, i loro alleati naturali, ed è possibile che una qualche forma di federazione possa crearsi tra i due, allo scopo di eliminare i cristiani libanesi, "persuadendoli" a fuggire verso altri Paesi, lasciando il Libano ai suoi legittimati "signori" sciiti. Ciò spiega l’entusiastica volontà di Nasrallah di combattere sul suolo siriano, così come l’opposizione dei cristiani libanesi contro Nasrallah. La nuova situazione demografica in Siria convincerà i rifugiati sunniti che non avranno nessun posto a cui tornare. Proveranno a fare del loro meglio per essere autorizzati a lasciare Giordania, Libano e Turchia per qualsiasi altro Paese, preferibilmente Nord America ed Europa, che sono disposti a consentir loro l'ingresso. Prevedo un processo che è l'esatto opposto di quello che il mondo si aspetta quando tornerà la "pace" in Siria: invece dei rifugiati che tornano nel loro luogo di origine, mi aspetto la fuga in massa dei profughi sunniti dalla regione e un aumento delle azioni del terrorismo islamico nei Paesi che li accoglieranno.

Le ragioni sono evidenti:
1. Le ex forze dell’ISIS e dei ribelli si infiltreranno insieme ai rifugiati, perché anche loro sono sunniti. Sono pieni di furia e di odio per i Paesi occidentali che facevano parte della coalizione che combatteva l'ISIS o che si erano rifiutati di aiutare i ribelli. Alcuni di loro continueranno il loro Jihad sul suolo europeo e nordamericano. Mi aspetto attacchi contro i cittadini di questi Paesi.
2. Alcuni rifugiati non troveranno lavoro e vivranno ai margini economici della società, nei quartieri islamici colpiti dalla povertà, che già esistono da anni in molte città europee e dove la polizia locale ha paura di mettere piede. La povertà e la vita al margine della società, trasformeranno alcuni dei giovani musulmani in facile preda per i reclutatori di organizzazioni terroristiche che propagandano il desiderio di Jihad descrivendo i Paesi ospitanti che li hanno accolti, come società decadenti infettate da permissività, prostituzione, alcol, droga, materialismo e corruzione; dicendo che l’hanno fatto per usarli come schiavi dell’industria, manodopera per professioni degradanti, mentre i cittadini privilegiati sfruttano i migranti in modo umiliante. È solo una questione di tempo per giungere al momento in cui i giovani musulmani, specialmente quelli ai quali è stato insegnato nelle scuole occidentali che "tutti sono uguali", si iscrivano a organizzazioni terroristiche.
3. I Paesi che accoglieranno i rifugiati subiranno un tasso di criminalità più elevato, tra cui la violenza nei luoghi pubblici, le aggressioni e le molestie sessuali, rapine nelle case, i furti di auto, l'abuso di droghe, i lavori in nero per evitare il pagamento delle tasse e l’aumento dell’ occupazione edilizia illegale. Quando tutto ciò avverrà, contemporaneamente questi Paesi spenderanno una parte maggiore dei loro bilanci per servizi sociali ai rifugiati, dall’assegno per i figli ai sussidi di disoccupazione, salute e vecchiaia. Già in questo momento, la percentuale degli immigrati di seconda e terza generazione che popolano le carceri nell’Europa occidentale è significativamente più alta rispetto alla percentuale della popolazione generale.
4. L'aumento dei problemi economici, sociali e di sicurezza in Europa e in Nord America a seguito dell'incremento del numero dei migranti, porterà ad un aumento della forza della destra e dell'estrema destra. Questo a sua volta porterà a tensioni sociali in Occidente. I membri del Parlamento, il cui unico obiettivo è quello di essere rieletti, adatteranno la loro attività parlamentare, in particolare promuoveranno delle leggi e normative, che vadano incontro alle aspettative dei gruppi elettorali islamici rapidamente in crescita, sacrificando gli interessi del proprio popolo sull'altare delle loro carriere politiche. Molti europei, consapevoli del tradimento dei loro leader che hanno eletto, saranno disperati e lasceranno quei Paesi che si sono deteriorati socialmente ed economicamente. Ciò aumenterà il tasso di trasformazione dell'Europa in una regione islamica.

Ecco come gli accordi che Iran e Russia costringeranno presto la Siria ad accettare, daranno inizio ad una reazione a catena che aumenterà il numero dei rifugiati, mandando in rovina l'Europa fino ad un punto di non ritorno, mentre il mondo non si accorge neppure di cosa sta succedendo. L'Oceano Atlantico non è abbastanza vasto per proteggere l'America del Nord da questa sciagura che attraversa gli oceani. Ecco il modo in cui gli Ayatollah iraniani intendono distruggere l'Occidente eretico, permissivo, ubriaco e materialista. Molti milioni di siriani sfortunati si troveranno esiliati nei Paesi eretici odiati dagli Ayatollah e l'Iran opererà sul suolo siriano per sconfiggere l'Europa e l'America.

Mordechai Kedar è lettore di arabo e islam all' Università di Bar Ilan a Tel Aviv. Nella stessa università è direttore del Centro Sudi (in formazione) su Medio Oriente e Islam. E' studioso di ideologia, politica e movimenti islamici dei paesi arabi, Siria in particolare, e analista dei media arabi.
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