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Mordechai Kedar
L'Islam dall'interno
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Finalmente l’Occidente si è svegliato 18/03/2017
 

Finalmente l’Occidente si è svegliato
Analisi di Mordechai Kedar

(Traduzione dall’ebraico di Rochel Sylvetsky, versione italiana di Yehudit Weisz)

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Talvolta è necessario fare un passo indietro per osservare la realtà da più lontano, così si riesce a percepire una visione più ampia, non si vedono solo i singoli alberi, ma la foresta nel suo insieme.
Se proviamo a rivedere cosa sta succedendo nel mondo, dal momento della decisione britannica di lasciare l’Unione Europea e dopo la vittoria elettorale di Donald Trump dello scorso novembre, emerge il quadro di un Occidente che ha finalmente incominciato a lottare contro l’Islam, dopo otto anni di sottomissione celata sotto le fragili sembianze della correttezza politica.
Un numero non trascurabile di dettagli ci consente di avere un quadro più ampio e completo: il fatto che negli Stati Uniti ora sia ammesso l'uso delle parole “terrorismo islamico”, i tentativi di limitare l’immigrazione musulmana in quel Paese, la decisione di Trump di eliminare l’ISIS, il rafforzamento dei partiti di destra in Europa, la fallita ma seria possibilità di Geert Wilders di vincere le elezioni in Olanda, la scoperta di un gigantesco deposito di armi in Spagna, tutti questi sono soltanto una piccola parte dei problemi oggetto del dibattito pubblico negli ultimi mesi.
Sembra che l'Occidente abbia deciso di svegliarsi e scrollarsi di dosso l’acquisizione musulmana dell'agenda pubblica e politica.
Ora che in Europa e in America si vedono crescenti fenomeni anti-islamici, i musulmani e coloro che si identificano con loro, li bollano di “islamofobia”, una paura irrazionale dell’Islam e dei musulmani.
Chi si oppone all’Islam non sono solo bande di skinheads, neo-nazisti, ubriachi di birra e coperti di tatuaggi, ma la gente comune, i cittadini seri ed onesti, che negli ultimi anni osservano con grave preoccupazione quel che sta accadendo in Europa e negli Stati Uniti.
Sono turbati dal cambiamento culturale che sta travolgendo l’Europa, si rendono conto che molti immigrati vengono a vivere nel continente per godere dei sussidi statali, che la violenza è in aumento, soprattutto gli abusi e gli atteggiamenti negativi nei confronti delle donne europee, soprattutto da parte delle generazioni più giovani.
I cittadini europei, per cultura, non accettano il velo che nasconde totalmente il viso delle donne musulmane: la civiltà occidentale si basa sul mostrarsi apertamente nei contatti interpersonali e coprirsi il volto contraddice questa premessa di fondo.
Per gli occidentali quelli che si nascondono il viso sono i criminali, come i rapinatori e gli assassini che nascondono la loro identità con delle maschere, è questo il motivo dell’istintiva avversione che gli europei nutrono verso le donne islamiche che, a volto coperto, si mescolano al pubblico nelle strade.
Gran parte degli europei ha sviluppato un’intensa avversione verso gli islamici per il comportamento di alcuni di loro, in prevalenza giovani, nei luoghi pubblici. Li colpisce l’abbigliamento islamico di uomini e donne, le preghiere per strada, la costruzione di moschee, il muezzin che invita in modo assordante alla preghiera nel bel mezzo della notte, il burqini in spiaggia e in piscina, le notizie riportate dai media sulla bigamia e la poligamia tra gli immigrati, l’uccisione di ragazze e donne per delitti d’onore, l’impatto islamico sul curriculum dei programmi scolastici, il cibo hallal servito a tutti gli studenti e altro ancora.
Ognuno di questi temi, preso singolarmente, sarebbe stato accolto senza particolari sconvolgimenti, ma l’effetto d’urto del loro insieme è stato devastante, ha creato l’impressione di una cultura aliena che sta schiacciando sempre più la cultura e lo stile di vita occidentali.
Ciò che si può osservare oggi in Europa e negli Stati Uniti, è una contro-reazione, forse il risveglio di una società occidentale che è riuscita a togliere la maschera della correttezza politica e si accinge a combattere questo atteggiamento preoccupante, nel tentativo di recuperarne lo stile di vita occidentale, il carattere e quello che un tempo era l’espressione pubblica di quello stile di vita.
Questo porterà necessariamente alla violenza? Forse no, ma ciò che non pochi immigrati musulmani sono in procinto di scoprire è che le società occidentali stanno cambiando i loro atteggiamenti verso l’immigrazione musulmana e verso le loro richieste, il cui scopo è l’islamizzazione strisciante della società europea.
Olanda come un banco di prova: basta con Erdogan
Lo sfondo di ciò che sta accadendo oggi tra l’Olanda e la Turchia si deve cercare negli oltre 400 anni di relazioni diplomatiche tra i due paesi; l’Olanda è uno dei maggiori investitori nell’economia turca; oltre 2000 aziende olandesi operano in Turchia; lo scambio tra i due Paesi supera i 10 miliardi di dollari l’anno e almeno un milione di turisti olandesi visitano la Turchia annualmente. Almeno 400.000 cittadini turchi, il 2,5% della popolazione olandese, vive in Olanda. Finora tutto bene. Ma ciò che sta accadendo oggi è il risultato di lunghi anni di sottomissione europea al comportamento arrogante di Erdogan, alla sua impulsività, ai modi e alle parole rozze, alla sua invasione dell’Europa con i rifugiati siriani e altri migranti, per lo più musulmani.
Gli olandesi sono stati i primi a protestare, ma la controversia si è estesa ad altri Paesi europei. L’Olanda sta attraversando un processo di riflessione, che ha rafforzato la destra e il suo leader, Geert Wilders. Solo cinque anni fa era considerato un razzista intoccabile, ma di recente è diventato un serio candidato per la leadership del paese.
Gli olandesi hanno capito, piuttosto in ritardo, che la loro aperta accoglienza dei migranti musulmani ha trasformato il Paese in una delle loro destinazioni preferite; ora si rivolgono saldamente verso destra, cercando di fare marcia indietro e salvare il loro paese da un’invasione islamica sempre crescente.
L’ultima puntata della tensione tra Turchia e Europa è recente, quando Erdogan ha tentato di inviare in Europa alcuni ministri del governo per incoraggiare i milioni di turchi che vivono in Europa ma hanno il diritto di voto in Turchia, ad approvare i cambiamenti della costituzione che così rafforzeranno la sua posizione.
Egli intende trasformare la Turchia in un Paese in cui il Presidente non è semplicemente una figura simbolica come si suppone che Erdogan sia stato sino ad oggi, ma colui che tiene le redini del potere esecutivo, come gli Stati Uniti.
Nonostante il clima di tensione e un crescente anti-islamismo, Erdogan - capo di un partito islamista, come il partito dei Fratelli Musulmani - decide di inviare i suoi ministri in Olanda al fine di ottenere ancora più potere per se stesso.
È diventato pazzo? Niente affatto, semplicemente non prende in considerazione gli europei, li ha ignorati per anni impunemente; d’altra parte, l’ha fatta franca su tutto quello che voleva fare dal giorno in cui conquistò il potere nel 2002.
Gli Olandesi hanno deciso di dire basta a tutto questo e hanno rifiutato il permesso ai ministri turchi di entrare in Olanda e parlare ai loro elettori.
L'intenzione dei ministri, va sottolineato, era quella di raggiungere il porto della città industriale di Rotterdam, che ha una maggioranza musulmana. Erdogan si è sentito insultato personalmente. In realtà gli olandesi si sono rifiutati di continuare a obbedire al Sultano! Si sono rifiutati di permettere l’atterraggio all’aereo che avrebbe portato il ministro degli esteri turco in Olanda e hanno fermato al confine l’auto della famiglia di un altro ministro.
Non si sono lasciati impressionare davanti alle minacce di sanzioni economiche e del divieto alle compagnie olandesi di operare in terra turca. Erdogan li ha paragonati a nazisti e fascisti, anche se l’Olanda è stata una vittima dei nazisti.
A questo punto, l’arma scelta da entrambe le parti è stata quella del richiamo in patria degli ambasciatori.
L’Olanda non è sola: neppure Germania, Danimarca, Austria e Svizzera sostengono ila decisione di Erdogan di diventare onnipotente, ed hanno anche loro applicato limitazioni all’arrivo dei suoi portavoce nei loro paesi.
Ora Erdogan invita gli organismi internazionali a punire i Paesi Bassi.
Stiamo assistendo all’inizio di una lotta per l’anima dell'Europa, combattuta tra la destra neo-vincente e coloro che cercano di effettuare una presa di potere islamico?
E’ l’inizio di un cambiamento nel processo d’islamizzazione dell’Europa?
L’Europa ha ancora un futuro europeo?
Il tempo, così come le elezioni, lo dirà, ma insieme con la lotta politica e pubblica, vale la pena per gli europei di prendere in considerazione di avere più figli. Se così non sarà gli europei stanno marciando con orgoglio sulla via che li trasformerà in oggetti da museo.

Mordechai Kedar è lettore di arabo e islam all' Università di Bar Ilan a Tel Aviv. Nella stessa università è direttore del Centro Sudi (in formazione) su Medio Oriente e Islam. E' studioso di ideologia, politica e movimenti islamici dei paesi arabi, Siria in particolare, e analista dei media arabi.
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