giovedi` 25 febbraio 2021
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Le parole di Benjamin Netanyahu sull'accordo di pace con il Marocco (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






 
Zvi Mazel/Michelle Mazel
Diplomazia/Europa e medioriente
<< torna all'indice della rubrica
Il difficile risveglio degli arabi israeliani 27/01/2021
Il difficile risveglio degli arabi israeliani
Analisi di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)


Si vota tra due mesi, Netanyahu ora vuole bene ai cittadini arabi | il  manifesto
Ali Salam, Sindaco arabo di Nazareth, con Benjamin Netanyahu

In questi giorni, nonostante il confinamento e le disposizioni del distanziamento sociale, si sono svolte manifestazioni di protesta un po’ ovunque nelle comunità arabe in Israele, per lo più in quelle nel Nord del Paese. La maggior parte di queste manifestazioni si sono svolte pacificamente, i cittadini esasperati, sotto il controllo di politici locali, si sono accontentati di scandire slogan davanti alle forze di polizia che si tenevano a debita distanza. Sappiamo che le relazioni tra la minoranza araba e la polizia sono sempre state tese, a causa del nazionalismo. Spesso è sotto le bandiere palestinesi che marciavano i manifestanti. E’ successo infatti per solidarietà con i palestinesi che avevano appena scatenato la Seconda Intifada, che nell'ottobre del 2000 si verificarono violente rivolte. Furono represse con il pugno di ferro; ci sono state 13 vittime. La commissione d'inchiesta incaricata dall'allora Primo Ministro Ehud Barak, aveva pubblicato severe conclusioni sulla gestione della crisi da parte di governo e polizia, ma anche sul comportamento dei leader della comunità araba, che non avevano fatto nulla per placare i risentimenti. Per molti anni la polizia aveva evitato il più possibile di entrare nelle città e nei villaggi arabi, dove allora regnava peraltro una forma di omertà. Gradualmente, attraverso il poroso confine con l'Autorità Palestinese, si sviluppò un fruttuoso traffico di droga e armi. Ben presto delle bande rivali iniziarono vere e proprie guerre tra gang. Battaglie campali in mezzo alla strada, granate, autobombe, sparatorie indiscriminate che a volte raggiungono passanti innocenti. Anche in questo caso, per mancanza di cooperazione locale, la polizia si è trovata impotente. Invano furono costruite nuove stazioni di polizia, mentre sempre più arabi israeliani venivano reclutati dalla polizia.

Tre cose da vedere a Nazareth | SiViaggia
Nazareth, la più grande città a maggioranza araba in Israele

La crescente insicurezza ha spinto molti cittadini ad acquistare a loro volta armi per difendersi. Va detto che nel contempo la società araba aveva iniziato ad evolversi. Sempre più numerosi erano i giovani che proseguivano gli studi nelle università di Israele prima di prendere parte attiva alla vita del Paese, nelle professioni mediche e paramediche, nel mondo bancario e finanziario e nelle industrie high-tech. Oggi questi giovani non si sentono più rappresentati dai tradizionali partiti arabi rivolti interamente alla difesa della causa palestinese e disinteressati alla sorte dei loro elettori. Una disaffezione che sta guadagnando terreno. La maggioranza degli arabi israeliani ha condannato il voto dei suoi deputati eletti alla Knesset contro gli Accordi di Abramo e l'apertura di relazioni diplomatiche con i paesi del Golfo. Ma torniamo alle proteste di questi ultimi giorni. Stavolta non si trattava di protestare contro la violenza della polizia, ma al contrario di chiedere una maggiore presenza della polizia nelle città e nei villaggi arabi per porre fine all'insicurezza. In questo periodo pre-elettorale, i cittadini arabi israeliani chiedono al governo di assumersi il suo ruolo assicurandogli tutta la loro cooperazione. Si alzano voci che inneggiano alla creazione di un nuovo partito arabo pronto a unirsi a una coalizione di governo al fine di lavorare per il benessere della sua comunità. Ali Salam, Sindaco di Nazareth, la più grande città araba del Paese, non ha esitato a dichiarare pubblicamente di essere “con Bibi”.

Immagine correlata
Michelle Mazel scrittrice israeliana nata in Francia. Ha vissuto otto anni al Cairo quando il marito era Ambasciatore d’Israele in Egitto. Profonda conoscitrice del Medio Oriente, ha scritto “La Prostituée de Jericho”, “Le Kabyle de Jérusalem” non ancora tradotti in italiano. E' in uscita il nuovo volume della trilogia/spionaggio: “Le Cheikh de Hébron".


Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT


Sostieni INFORMAZIONE CORRETTA con il tuo contributo

o saremo costretti a sospendere le pubblicazioni


Con 90 euro l'anno puoi continuare ad avere tutti i giorni una informazione
indipendente su Israele


Fino al 30 Marzo puoi anche approfittare dell'offerta speciale di soli 60 euro
(equivalente al costo di un caffè la settimana) per i lettori più fedeli.

Paga ora con carta di credito/Paypal cliccando qui

oppure con bonifico bancario verso il conto IT72M0200801140000101349255


Contributi superiori al minimo richiesto sono ovviamente graditi in questo momento
di particolare necessità.