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Zvi Mazel/Michelle Mazel
Diplomazia/Europa e medioriente
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L'Europa e l'ossessione palestinese 25/01/2021
L'Europa e l'ossessione palestinese
Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)


Informazione Corretta

Secondo un documento pubblicato sotto l’egida di Florence Parly, Ministro delle Forze Armate e reso pubblico da  Le Figaro  il 22 gennaio  “La pandemia ha rappresentato uno sconvolgimento radicale per le società e le loro economie, aggravando le spaccature e i rapporti di forza, suscitando nuove tensioni sulle risorse e soprattutto catalizzando le minacce ... In assenza di una risposta adeguata da parte degli europei, questo contesto di instabilità porta nuovi rischi fino alle porte dell'Europa e fa sorgere lo spettro di un declassamento strategico.”  In questo panorama di un mondo sempre più pericoloso, prosegue Le Figaro , “la Francia ricorda l'atteggiamento di intimidazione strategica della Russia, il raddoppio del bilancio della difesa cinese dal 2012 o la rinnovata audacia di potenze regionali come la Turchia.”  E’ da notare che non si fa alcun riferimento all'Iran: timore di indisporre gli ayatollah? Ad ogni modo, nonostante le loro preoccupazioni e la gravità della situazione, il Regno Unito, la Francia, la Norvegia, il Belgio, la Germania, l'Irlanda, l'Italia e l'Unione Europea hanno trovato il tempo per concentrarsi, con assoluta priorità, su uno dei punti più caldi del pianeta: Givat Hamatos. Il fatto è che la questione è della massima importanza. Il governo israeliano ha appena deliberato di costruire un nuovo quartiere su questa piccola collina arida, a 800 metri al di sopra del livello del mare, dove sono stati trovati resti archeologici risalenti al periodo del Secondo Tempio. Era già stata integrata entro i confini comunali di Gerusalemme nel 1993. Ci si trovano roulottes abitate da nuovi immigrati etiopi in attesa di trasferimento in nuovi alloggi. Certamente, nel corso degli anni, diversi progetti erano stati votati dal Comune, ma nessuno è stato attuato. Questo lo sarà? Nessuno lo sa, ma ciò di cui i Paesi sopra menzionati incolpano il governo israeliano è di aver preso la decisione proprio alla vigilia del cambio di inquilino alla Casa Bianca.

La scrittrice americana, scalvina d'origine, e la campagna per Joe Biden -  Bergamo News
Joe Biden

L'elezione di Joe Biden alla Presidenza degli Stati Uniti, accolta con favore dai palestinesi, si annunciava ricca di promesse, diversi rapporti hanno indicato la volontà del nuovo esecutivo di annullare le misure prese da Donald Trump e di riprendere il dialogo con Ramallah. Ma, secondo i leader europei, l'attuazione della disposizione israeliana renderebbe più difficile la ripresa del processo di pace e più incerta la soluzione dei due Stati che l'Europa auspica; ricordiamo com’ era preoccupata per gli accordi di pace conclusi da Israele con gli Emirati Arabi Uniti e poi con il Bahrein, in cui vedeva un affronto alla necessità di risolvere innanzitutto il problema palestinese. Quello che evidentemente gli europei si rifiutano ancora di capire è che per anni i leader palestinesi, avendo immancabilmente respinto i Piani di Pace proposti a Camp David prima, e le generose offerte di Ehud Barak e Tzipi Livni poi, si sono sempre rifiutati di sedersi al tavolo dei negoziati. Sono forse incoraggiati nella loro intransigenza, dal sostegno incrollabile dell'Unione Europea nonostante l'incitamento improntato all’odio di Israele che si insegna nelle scuole e gli stipendi pagati ai terroristi incarcerati?  In ogni caso, non è certo nel momento in cui l'Autorità Palestinese e Hamas hanno deciso di tenere le elezioni legislative a maggio e le elezioni presidenziali a luglio, che potremmo aspettarci di vedere Ramallah adottare un atteggiamento più pragmatico e considerare le concessioni senza le quali non ci potrebbe essere nessuna soluzione. Soprattutto perché Hamas, che farà campagna elettorale apertamente o meno in Cisgiordania, non nasconde la sua intenzione, ribadita innumerevoli volte, di distruggere Israele.

Immagine correlata
Michelle Mazel scrittrice israeliana nata in Francia. Ha vissuto otto anni al Cairo quando il marito era Ambasciatore d’Israele in Egitto. Profonda conoscitrice del Medio Oriente, ha scritto “La Prostituée de Jericho”, “Le Kabyle de Jérusalem” non ancora tradotti in italiano. E' in uscita il nuovo volume della trilogia/spionaggio: “Le Cheikh de Hébron".


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