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Zvi Mazel/Michelle Mazel
Diplomazia/Europa e medioriente
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Accordo Israele-Emirati: circolare, non c'è niente da vedere! 04/09/2020
Accordo Israele-Emirati: circolare, non c'è niente da vedere!
Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)


“Il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, non riesce a trovare nuovi alleati arabi per Israele”, titolava Le Monde il 28 agosto. Da allora, il venerabile quotidiano non ha ritenuto necessario informare i suoi lettori sui nuovi sviluppi nella regione. Una delegazione israeliana è atterrata in pieno giorno all'aeroporto internazionale di Abu Dhabi? Ci sono state discussioni, è stata preparata una tabella di marcia, è stato concluso un primo accordo? Non è successo nulla. Le due parti collaborano da decenni, con discrezione, ovviamente, ma non frega niente a nessuno.
Degli atleti israeliani hanno potuto partecipare alle competizioni, si è persino sentito l'inno nazionale israeliano. Insomma, Israele e gli Emirati Arabi Uniti hanno solo formalizzato i loro rapporti. Nulla  più di un gesto del principe ereditario Mohammed Ben Zayed per compiacere il suo alleato americano, dal quale si aspetta in cambio la vendita di aerei da combattimento ultra sofisticati (vendita alla quale Israele è però ferocemente contraria). Ancora un po’ e diranno che Gerusalemme ha lasciato il certo per l’incerto e si è fatta ingannare da un emiro che potrebbe darle  lezioni di machiavellismo. Anche se i primi risultati di questo inganno sono più che positivi: “Non appena gli Emirati Arabi Uniti hanno riconosciuto ufficialmente lo Stato di Israele, scrive Le Figaro, nascono progetti comuni: collegamenti telefonici, voli diretti, vaccino contro il coronavirus.  Si tratta di un rapporto d’amicizia del tutto nuovo ma anche, da entrambe le parti, di contratti il ​​cui importo ammonta a milioni di dollari”. Non ha quindi senso aspettarsi che altri Paesi si impegnino a loro volta. 
Certo, c'è stato questo primo rapporto commerciale.  Niente di sorprendente, evidentemente, se non per il percorso scelto: ha attraversato lo spazio aereo dell'Arabia Saudita. Un Paese che, secondo i commenti illuminati dei media, sarebbe l'ultimo a fare la pace con lo Stato ebraico. Il re non porta forse con orgoglio il titolo di Guardiano dei due luoghi più sacri dell'Islam, La Mecca e Medina? E va bene, si mormora che i sauditi, pure loro, stiano collaborando segretamente con lo Stato ebraico, specialmente per questioni di sicurezza, ma da lì a infrangere il tabù palestinese, c'è un salto che nemmeno l'affascinante principe ereditario avrebbe il coraggio di compiere.


Benjamin Netanyahu, Mohammed Bin Zayed

No, è stato ancora una volta per compiacere gli americani, e in particolare il genero del Presidente Trump, Jared Kushner, che era a bordo, che le autorità saudite hanno lasciato che un aereo El Al attraversasse il Paese da Nord a Sud per quasi duemila chilometri, e così facendo, passasse in modo sacrilego vicino ai due sacri luoghi dell'Islam di cui sopra. Una traversata ripetuta 24 ore dopo da Sud a Nord nelle stesse condizioni.

C’è solo una cosa: come interpretare allora la notizia che s’è appena saputa? Secondo Le Figaro del 2 settembre, “l'Arabia Saudita ha appena annunciato l'autorizzazione al passaggio nel proprio spazio aereo di aerei diretti verso gli Emirati Arabi Uniti e provenienti da tutti i Paesi “. Tutti i Paesi - e quindi anche Israele.  Nessun dubbio che i commentatori troveranno una spiegazione anche di questo.

Immagine correlata
Michelle Mazel scrittrice israeliana nata in Francia. Ha vissuto otto anni al Cairo quando il marito era Ambasciatore d’Israele in Egitto. Profonda conoscitrice del Medio Oriente, ha scritto “La Prostituée de Jericho”, “Le Kabyle de Jérusalem” non ancora tradotti in italiano. E' in uscita il nuovo volume della trilogia/spionaggio: “Le Cheikh de Hébron".


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